Giancarlo Pedote (Prysmian) e Davy Beaudart (Cultisol) stanno ancora combattendo fianco a fianco mentre si avvicinano al DST di Capo Finisterre, ma con Giancarlo che ha preso un leggero vantaggio.
E’ qualcosa di ostico per chi è in regata il DST, il dispositivo di separazione del traffico di Finisterre. In questa zona ci sono tutti i cargo che fanno la spola tra il nord Europa e l’Africa o il Mediterraneo e hanno a disposizione due corsie, una per salire e l’altra per scendere, proprio come su un’autostrada.
Per chi è in regata la regola da rispettare è semplicissima: divieto assoluto di attraversamento. Non ci si può mettere dentro nemmeno la punta della prua. Bisogna quindi accettare di buon grado di girare intorno a questo ostacolo come se fosse un’entità fisica, un’isola lunga una trentina di miglia.
Qui finiscono anche le previsioni meteo che qualche esperto a terra ha preparato per i ragazzi. Da oggi devono far affidamento solo sul bollettino meteo dell’organizzazione, sul loro naso e sull’osservazione delle nuvole.
E il meteo si preannuncia complicato, anche perché ben quattro bollettini riportano scenari completamente differenti. Due sono europei, due elaborati negli Usa. Per fortuna i ministi non hanno accesso a queste informazioni e così si risparmiano un bel mal di testa.
I Mini, poi, non sono barche così veloci da poter giocare con i sistemi meteorologici e ad ogni buon conto, quando si hanno solo informazioni frammentarie, la soluzione giusta è spesso di giocare sul sicuro, cercando di avvicinarsi al percorso più diretto. Questo è ciò che sembra aver fatto Giancarlo Pedote (Prysmian) ed anche Davy Beaudart (Cultisol).
Per Nicolas Boidevezi (ImaginAlsace) come per Fidel Turienzo (Satanas), la tentazione di esplorare sentieri non battuti è forte. Sanno che le loro barche sono intrinsecamente più lente rispetto ai due leader e un’opzione radicale può essere l’unico modo per sorprendere il duo di testa.
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