Uno sguardo d’insieme sulla Transat Jacques Vabre: davanti alla flotta degli Imoca 60 che, con buona pace di tutti, sono la categoria più seria e più qualificata in concorso, c’è l’arcipelago di Capo Verde. La domanda che si pongono tutti gli equipaggi è la stessa: da che parte passiamo? Una risposta diversa per tutti ma che trova fuori dal coro il leader, PRB, che dovrebbe fare invece una sosta tecnica per cambiare un timone danneggiato. Il bello di questa Jacques Vabre è proprio questo: ognuno fa esattamente quello che vuole con aiuti, fermate e assistenza a terra. E pensare che al Vendée Globe ti squalificano anche se parli con un tonno! I due Mod 70, invece, sono usciti dalla tristezza del "pot au noir" e ora proseguiranno il loro match race nell’emisfero sud. Nei Class 40, c'è solo un capitano, ed è Gdf Suez, che continua a stare davanti a tutti.
Tornando a PRB, Vincent Riou e Jean Le Cam sono a circa 190 miglia da Capo Verde e hanno comunicato che dovranno necessariamente fermarsi. Uno dei due timoni è danneggiato e questo non ha inciso sulle prestazione della barca perché si sono fatti quest'ultima parte di discesa verso Capo Verde con mura a sinistra e il timone rotto era l’altro. Ma visto che prima o poi lo dovranno usare, hanno deciso saggiamente di fermarsi. Il team tecnico di PRB è già a Capo Verde, sull’isola si Sao Vicente e li aspetta. Sarà come un cambio gomme in un pit stop di Formula 1. Vedrete che riusciranno anche a farli ripartire in testa.
Uno sguardo anche ai Multi 50, sempre un po' trascurati, categoria con poco appeal, almeno in Italia, perché se ne conoscono poco i protagonisti e il circuito. Nonostante su uno di questi oggetti sconosciuti sia salito Andrea Mura, manca un po’ il pathos agonistico, mentre non manca per le scuffie e per gli incidenti sopra le righe. E a proposito di incidenti, Roucayrol e Riffet sono stati presi a bordo, finalmente, dal rimorchiatore della marina portoghese. Sembra sia in corso un tentativo per rigirare il trimarano (Arkema) e portarlo via. Vedremo se avrà successo. L’importante e che i due velisti siano a bordo, perché le condizioni del mare non promettevano niente di buono in quella zona. Qui in testa c’è FenetrA Cardinal, con su Erwan Le Roux e il mitologico Yann Elies, il plurifratturato velista che è ritornato a livelli fisici ed agonistici di assoluta eccellenza. Solo poche miglia dietro c’è Actual, con Yves Blevec e Kito de Pavant (23 miglia) e solo terzi, ma tanto, tanto dietro (500 miglia) Rennes Metropole, con a bordo Andrea Mura e Gilles Lamiré. Dopo la scuffia di Arkema e il ferimento a morte (scafo di destra staccato) di Maitre Jacques, un bronzo per mancanza di avversari per il nostro Mura 1.
Il Mura 2, invece, se la passa abbastanza male. Il buon Gaetano, impegnato in Class 40 insieme a Sam Manuard, ha avuto una disavventura incredibile con l’albero che gli si è depositato (quasi) dolcemente in coperta, ed ora galleggia in 18ma posizione ad oltre 250 miglia dal leader. Solo poco meglio di lui se la passa il miglior velista italiano, ovvero Pietro D’Alì, che con Stefano Raspadori sta cercando di far correre Fantastica al meglio delle sue possibilità. Comunque di miglia da Rogues e Dalahye ne hanno beccate 200 e si stanno azzannando con Mike Gascoyne e Brian Thompson che sono davanti a loro in undicesima posizione a 5 miglia, e Van Weynbergh e Criquioche, che si seguono in 13ma posizione a meno di un miglio.In Abanca ORC 0, Vudu arrivava all'ultima prova con un margine di nove punti e non ha lasciato spazio alle sorprese. Il TP52 di Mauro Gestri ha chiuso secondo l'ultima regata, risultato sufficiente per mettere definitivamente le mani sulla Copa del Rey
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