Giovedì 7 marzo alle ore 17:30 presso la sede del Diporto Velico Veneziano verrà presentata dal regista e membro della MARVE (Marine Archaeology Research Venice Equipe) Luigi Zannini, la lunga esplorazione tra Storia e Natura nell’estremo lembo dell’Alto Adriatico: “I segreti del Golfo”. Il documentario del giornalista e scrittore Pietro Spirito e Luigi Zannini con la collaborazione del sommozzatore professionista Stefano “Nino” Caressa, prodotto dalla sede regionale RAI Friuli Venezia Giulia, realizzato in un anno di lavoro, trecento ore di immersioni, quattrocento miglia marine percorse, cinquanta chilometri quadrati di fondale mappato, cento ore di girato con sessanta di montaggio. Girato tra Italia e Slovenia, il documentario propone un viaggio fra passato e presente alla scoperta della storia e della natura di questo mare, cercando sott’acqua quei fili, quelle tracce, che rappresentano il tessuto comune a tante lingue e culture delle “genti adriatiche”. Dal relitto della torpediniera italiana 17 OS affondata al largo di Pirano nel 1915 (identificato dal sommozzatore professionista Gregor Basiaco, che ha collaborato attivamente all’esplorazione dei fondali sloveni), ai resti dell’idrovolante CANT Z precipitato in mare durante la seconda guerra mondiale, fino al relitto della grande motozattera tedesca colata a picco nel ’43, ai resti del convoglio nazista in fuga da Grado nel ’45 e alle ultime tracce del mitico transatlantico Rex, “I segreti del Golfo” racconta storie e vicende dimenticate, depositate sul fondo di quello che lo scrittore Predrag Matvejevic ha definito “il mare dell’intimità”.
Capitale Europea dello Sport 2026, la città ha il tempo per trasformare rischi in trionfo, bilanciando spettacolo, economia e comunità – un banco di prova unico per dimostrare che la Coppa America può rigenerare senza dividere
Assegnati i premi dopo una sola giornata di prove. Nel golfo di Napoli che ospiterà l’America’s Cup 2027 circa 100 velisti da 8 nazioni
Tra i protagonisti spicca Raven, il rivoluzionario Baltic 111 semi-foiler, dotato di T-foil simili agli AC75 e già collaudato con diversi attraversamenti oceanici. Con una media prevista di oltre 25 nodi, potrebbe puntare al record monoscafi sulle 24 ore
Le condizioni particolarmente calme di ieri hanno permesso all’equipaggio di notare il danno al foil di dritta, lo stesso che aveva urtato ad alta velocità una grande rete da pesca con i suoi galleggianti durante il passaggio sotto Capo Leeuwin