martedí, 30 giugno 2026


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

protagonist    regate    star    ryccs    j24    vele d'epoca    argentario sailing week    smeralda 888    rs feva    superyacht cup palma    optimist    altura    manifestazioni    luca rosetti   

DINGHY

A Portofino il Trofeo SIAD, la regata per Dinghy

portofino il trofeo siad la regata per dinghy
redazione

Torna protagonista del Golfo di Portofino l’affascinante imbarcazione a vela per singoli: il Dinghy. Caratterizzata da oltre un secolo di storie di successi e passione, il Dinghy risponde perfettamente allo spirito del Trofeo SIAD, regata diventata ormai una classica della stagione velica, organizzata dal 18 al 20 maggio dal Gruppo SIAD e dallo Yacht Club Italiano. Il Trofeo Bombola d’Oro o Trofeo SIAD, chiamato dagli appassionati Bombolino, è nato nel 1996 e festeggia 22 anni nell’edizione 2018. Nato grazie alla passione per il mare di un gruppo di amici guidati da Roberto Sestini, presidente del Gruppo SIAD, uno dei principali gruppi chimici italiani, il Bombolino premia il velista dotato di tecnica, sensibilità velica e capacità di regolazione della barca. Semplice da gestire – basta un carrello per il trasporto – e dai costi contenuti, il Dinghy è stata una imbarcazione rivoluzionaria che ha modificato la pratica della vela sportiva, rendendola più popolare e accessibile, in un’epoca in cui era riservata solo ai grandi yacht e a facoltosi armatori.
“Mi riempie di gioia constatare che nel corso degli anni il Trofeo SIAD Bombola d’Oro è diventata una delle regate più amate nel panorama velico internazionale per Dinghy con oltre cento barche iscritte ogni anno in rappresentanza di sette nazioni: Germania, Giappone, Olanda, Turchia, Spagna, Austria e Italia. Proprio l’apprezzamento dei velisti stranieri mi rende particolarmente felice” spiega Sestini.
Il Trofeo SIAD è una frizzante miscela di agonismo e piacere di stare insieme, una regata impegnativa che richiede preparazione e abilità tecnica e riesce a coniugare sport e amicizia. Merito anche della collaborazione con un Club prestigioso come lo Yacht Club Italiano, della cornice paesaggistica unica e del Dinghy che nella sua storia ultracentenaria è riuscita a mantenere intatto il suo fascino.
Anche quest’anno la gara si articolerà in tre giornate, per assecondare i mutevoli “umori” del Golfo del Tigullio, ed è una prova valida del Trofeo Internazionale George Cockshott.
Il signor Cockshott era un avvocato inglese, ma anche un lupo di mare, che nel 1913 inventò il Dinghy 12’, barca che ottenne il riconoscimento di Classe Internazionale nel 1919 e fu ammessa per la prima volta alle Olimpiadi di Anversa nel 1920. Ai Giochi olandesi del ’28 l’Italia partecipò per la prima volta, piazzandosi sesta su venti nazioni iscritte. Le cronache riportano il primo raduno in Italia dei Dinghy 12’ a Riccione nel 1934. Il primato di piccolezza di questa imbarcazione, essendo stata la più piccola classe monotipo internazionale, ha rivoluzionato la pratica della vela sportiva rendendola più popolare.
Oltre alla Bombola d’Oro e a quella d’Argento (per il primo classificato tra gli scafi di legno), verrà assegnato, anche in questa XXII edizione, un premio da destinare in beneficenza: tra gli iscritti, infatti, sarà sorteggiato il donatore formale di un contributo di 10mila euro da assegnare alla Fondazione Onlus Tender To Nave Italia come finanziamento di uno tra i tre progetti già selezionati dalla Fondazione stessa per il 2018. La Fondazione, i cui soci sono la Marina Militare e lo Yacht Club Italiano, è un’organizzazione benefica che promuove la navigazione come strumento formativo e terapeutico per persone disabili e disagiate.
 


07/05/2018 13:09:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Argentario Sailing Week: 50 yacht per un finale tutto da scrivere

Domani, domenica 28 giugno, la quarta e ultima prova in programma decreterà vincitori e vinti di tutte le classi, in molte delle quali le classifiche sono ancora ‘cortissime’ con il risultato finale che rimarrà incerto fino all’ultimo

Grande festa della vela napoletana per il libro "Storie e Campioni di Napoli nell'America's Cup" di Carlo Zazzera

Folla di campioni e protagonisti napoletani dell’America’s Cup ieri al Circolo Canottieri Napoli , con i saluti in video di Francesco de Angelis e Vincenzo Onorato

Dulcis Banana è campione italiano Fun nel ricordo di Alcide Morani

A Toscolano Maderno tre giorni di regate, vento e commozione: il titolo italiano Classe Fun va a Cremonesi, davanti a Vitali e Masserdotti

Argentario Sailing Week: regatare con il cuore gonfio di tristezza

Bandiere a mezz'asta a bordo per la scomparsa di Marco Borghi, membro dell’equipaggio di Freya, improvvisamente e tragicamente scomparso nel tardo pomeriggio di ieri a seguito di un malore dopo il ricovero all’ospedale di Grosseto

Argentario Sailing Week: vincono Torben Grael su SCUD di Patrizio Bertelli e Mauro Pelaschier su LEONORE di Mark Faulkner

Nave Palinuro saluta l'Argentario, cinquanta yacht d'epoca concludono l’evento in una giornata memorabile

Mondiale Optimist, Demurtas sale al terzo posto

A Tangeri riparte la fase individuale dopo il Team Racing. L'azzurro resta in piena corsa per il podio con quattro prove ancora da disputare

Europei Finn: Krasodomski parte al comando a Gdynia

Per i colori italiani spicca il risultato di Arkadii Kistanov, secondo nella seconda prova e autore di un esordio incoraggiante in un campionato che si preannuncia molto combattuto

Mondiale Optimist, all'Italia sfugge il podio a squadre

A conquistare il titolo mondiale è stata la Spagna, protagonista di un percorso impeccabile che si è concluso davanti alla Turchia, seconda classificata, e all'Argentina

Italiano d'Altura: Gaeta inaugura il tricolore con due regate spettacolari

Le prime classifiche confermano fin da subito l'elevato livello della competizione: i distacchi sono ridottissimi e, dopo appena due regate, tutto lascia presagire una lotta serrata fino all'ultima prova di sabato

Garda Trentino, non solo vela: quando il vento cala, inizia un'altra avventura

Si arriva per navigare, allenarsi o regatare, ma sempre più spesso si finisce per fermarsi qualche giorno in più. Perché, una volta scesi dalla barca, il territorio offre esperienze capace di trasformare una regata in una vera vacanza

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci