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MINI TRANSAT

Mini Transat: Lipinski il migliore. Buona la prova di Beccaria ed "intrigante" la velocità di Fornaro

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Roberto Imbastaro

Praticamente terminata la prima tappa della Mini Transat 2017 con gli arrivi a Las Palmas che si susseguono da ieri e continueranno ancora per 48 ore salvo qualche inguaribile ritardatario. Una prima frazione amara per l’Italia, con il ritiro quasi immediato di Matteo Rusticali e quello molto più doloroso e drammatico di Luca Sabiu. E la Transat non è ancora cominciata! Capiamo la necessità di vendere il proprio “prodotto”, ma è bene che si resti con i piedi per terra. Soprattutto con i titoli. La Transat è lunga e questo è solo l’antipasto. Tra i Proto ha vinto Jan  Lipinski, velista solido che è partito per vincere avendone i mezzi tecnici e le capacità. Nella sua scia Arthur Leopold Léger che è arrivato ad un pelino dal vincitore, staccato di soli due minuti scarsi. Il resto, al momento segna il passo, con Erwan Le Mené che ha conquistato il terzo posto regolando almeno 5 o 6 barche con tempi simili. Tutta da decifrare la corsa di Andrea Fornaro, che è rimasto altissimo per una sua scelta tattica che alla fine non ha pagato. Però il suo sedicesimo posto lo ha ottenuto macinando 1624, 9 miglia, alla media di 6.3 nodi.  Ben 83,4 miglia in più del vincitore, Ian Lipinski, che di miglia ne ha coperte 1541,5 alla media di 6.4 nodi, media tenuta solo dal tedesco Jorg Riechers (7°) che di miglia ne ha coperte 1586,3. In pratica il Sideral di Andrea Fornaro, a parte le due barche citate, è stato il Mini 6.50 più veloce della flotta. La barca c'è. Lui è convinto e sta bene e vedrete che non farà una gara conservativa.

Veniamo ai Serie, dove Valentin Gautier si è imposto davanti a un Rémi Aubrun che solo per poco ha confinato al terzo posto  una brillantissima Clarisse Crémer.  Per il nostro Ambrogio Beccaria un bel 6° posto con una media altissima di 6.2 nodi. Anche lui si è messo d’impegno per percorrere più miglia degli avversari, coprendone 1526,6, contro le 1511,4 di Gautier e, addirittura, le 1485 di Aubrun, cui è bastato tenere una media di 6 nodi per conquistare il secondo posto. Andrea Pendibene è arrivato 23° e non ha dato l’impressione di poter competere per la parte alta della classifica, nonostante la solita regata generosissima.

Il vincitore, Ian  Lipinski:”Negli ultimi due giorni di bonaccia vedevo che i miei concorrenti mi avevano ripreso decine di miglia. Mi sentivo come se questa corsa non dovesse finire mai e ad un certo punto ero convinto che già in molti erano arrivati al traguardo prima di me. Mi sentivo un po’ bruciare le chiappe quando Arthur Leopold Leger mi ha preso 40 miglia in un giorno. Mi sono detto che era normale, perché ero stato io il primo ad entrare nella bonaccia.  Se non che il giorno dopo me ne ha prese 20. Poi altre 10. E a quel punto ho pensato di aver fatto un casino, di non essere passato nel posto giusto. Il Proto, poi, non è proprio una barca che va bene con la bonaccia. Meglio un Serie. Comunque quando sono partito ho pensato che il mio obiettivo in questa prima tappa non era vincere, ma evitare di prendere una mazzata. I venti leggeri hanno trasformato questa prima tappa in una lotteria. Una nota positiva è che così non si rompe niente. Ho solo due o tre cose da rivedere prima di ripartire”. 


12/10/2017 21:20:00 © riproduzione riservata








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