mercoledí, 20 marzo 2019

FASTNET

90 anni di Fastnet

90 anni di fastnet
redazione

La 46ma edizione della Rolex Fastnet Race merita d’essere memorabile, grazie alla flotta record di 356 imbarcazioni e al mix di condizioni che hanno testato l’abilità tattica, la preparazione e a volte la pazienza degli equipaggi. Soprattutto, la regata è stata vinta da un eroe sconosciuto, un team che in silenzio e con grande costanza ha dominato su vari campi di regata, interpretando il vero spirito “corinzio” di questo sport. La vittoria di Géry Trentesaux e del suo abile equipaggio a bordo del 35 piedi Courrier du Léon non è stata appariscente come quella della scorsa edizione dominata da un equipaggio a due, ma è altrettanto meritata. Il team di Courrier du Léon è composto di velisti che capiscono lo sport, e che regatano per sfidare se stessi e mettersi alla prova con i propri coetanei. Sono vincitori che arricchiscono la grandiosa storia della Rolex Fastnet Race. La 46ima Rolex Fastnet Race era da sempre destinata a essere speciale per vari motivi: il 2015 segna il 90imo anniversario della regata, che debuttò nel 1925. Anche il Royal Ocean Racing Club (RORC), organizzatore dell’evento, quest’anno festeggia il 90imo anniversario: il club fu istituito subito dopo la regata originale con l'intento dichiarato “d’incoraggiare regate su lunghe distanze”. La biennale Rolex Fastnet Race ne è il simbolo per eccellenza: il valore della regata, la sua reputazione e longevità sono testimonianza di un lavoro ben fatto.
Il Commodoro del RORC, Michael Boyd, quest'anno ha regatato su Quokka 8: “La 46ima edizione della Rolex Fastnet Race, disputata in occasione del nostro 90imo anniversario, è stata molto speciale per noi, con un numero record d’iscritti e partenti, bellissimi duelli e sfide tra le varie classi e fantastici risultati. Abbiamo un vincitore straordinario. Sapevamo che questo team era forte, ma non quanto forte! Senza dubbio questa edizione aprirà le porte a un nuovo record d’iscritti fra due anni.”
La Rolex Fastnet Race e il RORC non sono gli unici che quest’anno celebrano anniversari. Il Royal Yacht Squadron, che tradizionalmente ospita la partenza della regata dalla sua storica sede di Cowes, sull'isola di Wight, festeggia il suo bicentenario proprio quest’anno. Rolex è partner di lunga data di entrambi i club (RORC e RYS) e partner della regata sin dal 2001.
Grazie a questi importanti anniversari, la Rolex Fastnet Race quest’anno è stata più popolare che mai. Negli ultimi anni il RORC ha ricevuto notevoli pressioni per aumentare il numero massimo d’iscritti. Il limite di 300, istituito dopo la tragica edizione del 1979, fu raggiunto nel 2009, e poi superato nel 2011 e nel 2013 quando il club trovò il modo di aumentare le iscrizioni. Quest'anno il limite per la flotta IRC – in lizza per il premio assoluto Fastnet Challenge Trophy e per gli ambiti orologi Rolex – è stato fissato a 340, con la possibilità d’includere altri 50 yacht per altri premi nelle classi di “professionisti”: multiscafi , IMOCA 60, Classe 40 e Figaro. Non appena le porte si sono aperte, le iscrizioni sono arrivate in massa. La lista IRC è stata riempita nel giro di 24 minuti. Nel 2013, c’erano volute 24 ore. Il processo di qualificazione che gli yacht e gli equipaggi sono giustamente tenuti ad adempiere è rigoroso, e alla fine il numero totale d’iscritti ammontava a 356 imbarcazioni, tra cui 312 barche in lizza per il premio principale. Questi numeri dimostrano che la vela d’altura è in ottima salute, e riflettono lo spirito d’avventura che pervade il mondo della vela. Michael Boyd ha commentato: "Nel 1925 c’erano sette barche e il loro obiettivo primario era divertirsi. I sorrisi raggianti e i racconti dei concorrenti di quest'anno sono chiara indicazione che tutti si sono divertiti, nonostante le rigide selezioni. Insistiamo su sicurezza e preparazione. Alcuni team si lamentano, ma sanno che ne vale la pena.”
La Rolex Fastnet Race 2015 non è stata una delle più classiche. Gli dei del vento non sono stati gentili. All’inizio c'è stato poco vento. Poi la brezza è arrivata, ma accompagnata da nebbia o pioggia battente. E' stata una regata impegnativa, piuttosto che difficile. I primi due giorni sono stati caratterizzati da vento relativamente leggero e sole splendente, mentre la seconda metà del percorso è stata caratterizzata da una bolina “classica” fino al Fastnet e un gran lasco fino al traguardo di Plymouth.
Il multiscafo maxi Spindrift 2 avrebbe dovuto dominare i suoi rivali, che per la maggior parte erano lunghi almeno metà dei suoi 131 piedi (40 metri). E’ stata una regata combattuta, con Prince de Bretagne all’inseguimento dopo il passaggio delle isole Scilly sulla via del ritorno. Il trimarano svizzero condotto dai co-skipper Dona Bertarelli e Yann Guichard ha tagliato il traguardo alle 22:57:41 BST con un tempo di 2 giorni, 10 ore, 57 minuti e 41 secondi – più di un giorno oltre il proprio record del 2011.
Nella flotta dei monoscafi, la battaglia per i line honours sembrava essere scontata: il 100 piedi americano Comanche di Jim Clark e Kristy Hinze Clark –varato nel 2014 e ampiamente considerato come il maxi più veloce al mondo – aveva come unici rivali il 100 piedi Leopard, ex-vincitore in tempo reale ed ex-detentore del record di regata, ma più vecchio e più pesante di Comanche, e l’88 piedi Rambler, anch’esso varato di recente.
Comanche ha bisogno di vento per dimostrare il suo vero potenziale. In una regata che nei primi due giorni è stata quasi priva di vento, lo skipper Ken Read e il suo esperto equipaggio di professionisti sono stati in grado di scrollare la fastidiosa attenzione di Rambler. La battaglia tra i due è stata risolta quasi all’arrivo, e Comanche ha raggiunto il traguardo di Plymouth Breakwater con un vantaggio di soli quattro minuti e mezzo. “E’ stata onestamente una delle regate più bizzarre in vita mia, con continue partenze e stop, equipaggi dati per vinti che poi sono spuntati fuori dal nulla…,” ha commentato Read. L’armatore di Rambler 88, George David, è più che soddisfatto delle prestazioni della sua barca. “E’ stata una regata con aria leggera,” ha spiegato David. "C’è voluta un’eternità a doppiare lo scoglio. Il fatto d’essere arrivati pochi minuti dietro (a Comanche) è un notevole  successo."
La regata per la vittoria assoluta è stata complessa. Per un po' era parso che la mancanza di vento avrebbe giocato a favore degli yacht più grandi, con alberi più alti e piani velici più grandi. Momo di Dieter Schoen ha regatato benissimo, al suo debutto in questa regata. Concedendo parecchia lunghezza al galleggiamento e tecnologia ai suoi rivali maxi a chiglia basculante in testa alla flotta, il Maxi 72 ha tagliato il traguardo al quarto posto e per un po' era parso in lizza per la vittoria assoluta. Ma alla fine non è stato cosi. I venti più forti che avevano raggiunto lo scoglio del Fastnet, si sono poi stabilizzati sul percorso offrendo nuove speranze agli yacht più piccoli, molti dei quali non avevano ancora doppiato il Fastnet nel momento in cui Momo ormeggiava a Plymouth.
La partenza di Courrier du Léon è stata tutt'altro che stellare. Per la maggior parte degli equipaggi, partire in anticipo e sprecare 40 minuti per tornare indietro in una regata di vento leggero sarebbe stato fatale. Invece, Trentesaux si è dato da fare per riprendersi dall’errore e guadagnare terreno sugli avversari in ogni occasione possibile.
Il 56enne francese è alla sua 13ima Rolex Fastnet Race, avendo debuttato nel 1977. L'esperienza conta e Trentesaux ha potuto contare su un forte equipaggio di sei velisti, cinque dei quali regatano con lui regolarmente dal 1999. “Il Fastnet è una regata di resistenza, come la 24 Ore di Le Mans. Non è importante come parti, ma come finisci,” ha commentato Trentesaux. “Quest'anno non era previsto molto vento e la regata è stata più complicata rispetto agli anni precedenti. Abbiamo dovuto cercare il vento, posizionarci bene e non dare niente per scontato.”
“Ho partecipato al mio primo Fastnet nel 1977 e anche quella fu un’edizione molto lenta. Ero su un Nicholson 51 e impiegammo sette giorni per finire la regata. Partecipai anche nel 1979," ha commentato Trentesaux poco dopo la sua vittoria. “Quando ero giovane il Fastnet era la considerata come la regata più importante al mondo, e partecipare a 18 anni era un sogno. Le cose sono cambiate molto nel corso di 40 anni, ma questo sarà un grande ricordo, uno dei migliori della mia carriera velica. E’ davvero incredibile vincere questa leggendaria regata.”
La Rolex Fastnet Race 2015 non passerà alla storia come una vera “classica”, ma sarà celebrata come un test impegnativo di 600 miglia nautiche. I team hanno dimostrato di saper affrontare la sfida, esibendo tutte le caratteristiche necessarie per avere successo. Solo dieci yacht sono stati costretti a ritirarsi dalla flotta e questo è prova dello spirito di perseveranza che ha dominato la regata di quest'anno. La tradizione continua. Ph. Kurt Arrigo/Rolex


25/08/2015 16:16:00 © riproduzione riservata








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