mercoledí, 29 aprile 2026

VELA OCEANICA

Vendée Globe, continuano gli arrivi a Les Sables d'Olonne

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Roberto Imbastaro

«Toe in the water», il nome della fondazione che ha permesso a Steve White di essere presente alla partenza di questo 6° Vendée Globe, significa letteralmente mettere un piede in acqua. Come un test per conoscere la temperatura del mare e decidere poi se tuffarsi interamente o no. Ma con questo suo primo tentativo, che lo ha portato all'ottavo posto assoluto, Steve si è gettato direttamente e con tutte le scarpe negli oceani attraversati dalla corsa.

Solo dodici anni dopo aver provato per la prima volta il piacere della vela, Steve White ha realizzato un autentico exploit finendo tra i top ten di un'edizione che sarà ricordata a lungo come una delle più selettive.

Ma il successo di Steve è anche e soprattutto un trionfo sulle avversità economiche. Tre settimane prima del suo arrivo a Les Sables d'Olonne, la situazione finanziaria è stata così grave che ha quasi perso la casa di famiglia che aveva ipotecato per finanziare il suo Open 60. Alla vigilia del suo arrivo in Francia, tutta la sua gamiglia pensava che il suo Vendée Globe fosse già bello e finito. Ma non avevano fatto i conti con l'organizzazione caritativa "Toe in the water" che, all'ultimo minuto, ha permesso a Steve di partire. Sua moglie Kim ha detto: "E'stato un giorno incredibile, ma siamo sempre rimasti positivi. Ci siamo rifiutati di sbattere la testa contro un muro e abbiamo continuato nel nostro progetto. La persona al telefono mi ha semplicemente detto di andare a preparare la barca perché si sarebbero presi loro cura di tutto il resto". A quel punto non è rimasto che fare in tre settimane e direttamente in porto, tutto quel lavoro che avrebbe richiesto almeno tre mesi di cantiere. Il giorno della partenza il ponte di Toe in the water era nel più totale caos con tutte le attrezzature e le forniture letteralmente ammassate sul ponte! Le istruzioni per la navigazione sono state lanciate a bordo mentre la barca usciva dal porto.
Ma niente ha abbattuto Steve, vegetariano, ex fantino e restauratore di auto d'epoca. Malgrado una preparazione raffazzonata Steve White è riuscito a portare a termine il suo Vendée Globe imponendo alla barca il giusto ritmo che ha potuto sostenere fino alla fine. Steve White ha attraversato il traguardo giovedì 26 febbraio 2009 alle 13:38:55, dopo 109 giorni 36 ore 36 minuti e 55 secondi di gara. La sua velocità teorica è stata di 9,49 nodi. La sua velocità effettiva di 10,78 nodi su una distanza di  28.197 miglia percorse.


26/02/2009 19:50:00 © riproduzione riservata






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