Nonostante la sconfitta queste Louis Vuitton Pacific Series sono state, per Alinghi, una vittoria morale.
A parte la soddisfazione, umanamente comprensibile, per Bertarelli di battere Bmw Oracle in acqua, è stata vincente l’idea stessa di partecipare ad una competizione organizzata da Louis Vuitton e voluta anche dal team americano, oltre che da New Zealand, alla stregua di un contraltare al lamentato strapotere di AC Management. Alinghi è sceso in acqua, coerente con la sua filosofia dell’ultimo anno, dimostrando, oltre all’indubbia classe sportiva, anche la necessaria duttilità senza la quale ogni piccolo ostacolo si rivela una montagna insuperabile. Ha vinto Ernesto Bertarelli perché ha ammesso i suoi errori, è stato capace di correggerli, si è reso disponibile alla negoziazione. Inutile parlare di chi ha ragione e di chi ha torto come nella più becera delle riunioni di condominio. Da manager responsabili non solo del business legato alla loro partecipazione ma anche, che non lo scordino mai, della promozione e della diffusione di uno sport amato da molti giovani in tutto il mondo come la vela, ci si attende anche che si facciano carico delle responsabilità morali delle loro azioni e che siano d’esempio per tutto il movimento velico. Ad Ernesto Bertarelli, che forse ha sbagliato tutto quello che era possibile sbagliare, va riconosciuta l’umiltà di aver ammesso i propri errori, cosa rara nel contesto del grande business mondiale. Qualcuno ha sentito i grandi manager americani dell’auto chiedere scusa dei propri errori? O qualche banchiere ammettere le proprie colpe? Per carità! Continuano ad incassare i loro lauti dividendi e a ribadire, magari in tribunale come nel caso Parmalat, l’assoluta liceità delle loro azioni. Ellison avrebbe fatto anche lui una splendida figura cercando un compromesso, magari nel momento della prima sentenza a lui più favorevole. Ma questo treno lo ha perso lui si per arroganza ed ora siamo tutti costretti attendere l’esito di un processo civile.
Intanto onore ai grandi neozelandesi che si godono la vittoria mentre noi, da quest’altra parte del mondo, speriamo che a luglio si ricominci a regatare a Valencia.
Emirates Team New Zealand ha conquistato la vittoria infilando, dopo la sconfitta di ieri, tre regate consecutive in una grigia, piovosa e ventosa giornata nel golfo di Waitemata.
Sembrava davvero Coppa America, con le sirene delle barche, la Coppa alzata al cielo da Dean Barker, lo champagne, il bagno di folla. I tifosi neozelandesi, splendidi anche a Valencia, si sono presi la loro rivincita. Anzi, per correttezza, passione e competenza, i tifosi dei Kiwi ogni volta sono i vincitori assoluti della Coppa America del pubblico.
I complimenti di Alingjhi al vincitore non si sono fatti attendere.“Questo appena concluso è stato un grande evento, nel corso del quale ci siamo divertiti, dove abbiamo trovato avversari molto preparati in acqua e un'atmosfera meravigliosa a terra” ha detto Brad Butterworth, skipper e tattico di Alinghi, vincitore di quattro edizioni dell'America's Cup. “Siamo impazienti ora di concentrarci sulla prossima America's Cup che, nel suo tradizionale formato multichallenge, comincerà a Valencia questo anno con le preregate per avere poi il suo culmine nel 2010 con il match tra il Defender e il Challenger ufficiale”.
Emirates Team New Zealand è uno dei challenger più preparati tra gli iscritti alla 33a America's Cup: “Non ci sono dubbi su questo”. ha affermato Butterworth, aggiungendo subito dopo: “Sono un team molto forte e siamo impazienti di incontrarli ancora nella prossima regata, speriamo naturalmente sulla strada della 33a America's Cup. Qui ad Auckland, insieme a Louis Vuitton hanno organizzato e gestito un evento veramente di alto livello".
Yves Carcelle, presidente e CEO di Louis Vuitton non risponde sul futuro:"Non sappiamo per il momento quello che sarà il futuro, ma vorrei concentrarmi sulle ultime due settimane. Penso che abbiamo visto qui momenti fantastici di sport. I Team si sono rispettate l'un l'altro in modo sorprendente. Il livello della competizione è stato straordinario”.
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