La 2025 Rolex Sydney Hobart è partita nel segno del duello tra i supermaxi, con LawConnect prima a tagliare la linea di partenza ma con Master Lock Comanche che ha preso il comando della flotta lungo la costa del New South Wales, tallonate dall’88 piedi americano Lucky. In uno scenario di vento teso da sud e mare formato, la regata si annuncia veloce ma molto dura, con poco spazio per gli errori.
Partenza da cartolina (ma dura)
Alle 13:00 AEDT il cannone del Cruising Yacht Club of Australia ha dato il via all’80ª edizione della classica di 628 miglia tra Sydney e Hobart, con quasi 130 barche sulla linea e un’uscita spettacolare da Sydney Harbour verso le Sydney Heads. LawConnect ha guidato il gruppo al via, resistendo agli attacchi di Master Lock Comanche e del 100 piedi statunitense Lucky al primo giro di boa, seguita dal maxi Palm Beach XI.
I maxi in lotta per la Line Honours
Master Lock Comanche, tornata a caccia della Line Honours, ha preso leggermente il largo una volta entrata nell’oceano aperto, sfruttando alla perfezione la potenza del suo scafo da 100 piedi nelle andature dure in uscita dalle Heads. L’outsider di giornata è Lucky, l’88 piedi del New York Yacht Club, che nelle prime ore di gara è rimasto incollato ai giganti, confermando le credenziali da possibile mina vagante nella corsa alla vittoria in tempo reale.
Ritiro shock e penalità
La nota più amara delle prime fasi è il ritiro di Yendys, costretta a fermarsi ancora prima del segnale preparatorio a causa di una rottura: un colpo durissimo per l’armatore Bruce Tardrew e l’equipaggio, che non hanno potuto nemmeno prendere il via ufficiale. Il team di SHK Scallywag, con David Witt al timone, ha eseguito in mare un raro giro di penalità di 720 gradi per mettersi al riparo da una possibile protesta, dichiarando autonomamente la manovra al Comitato di Regata.
Avarie, stop tecnici e meteo impegnativo
La barca australiana Sumatra ha sospeso temporaneamente la regata per risolvere un problema idraulico, con l’intenzione di riprendere una volta completata la riparazione, mentre il resto della flotta continua a scendere verso sud. I 128 scafi rimasti affrontano una “classica” Sydney–Hobart: forte vento da sud tra 20 e 25 nodi, onde lunghe da tre-quattro metri e un mare incrociato che promette una prima notte fredda, bagnata e fisicamente molto selettiva per equipaggi e barche.
Il tributo alle vittime di Bondi
Nel tratto davanti a Bondi Beach diverse imbarcazioni hanno sparso petali di rosa in mare, un gesto simbolico in memoria delle vittime del recente attentato che ha colpito la spiaggia. La flotta poi proseguirà lungo le coste del New South Wales e del Victoria, attraverserà Bass Strait e farà rotta su Storm Bay, dove i maxi potrebbero chiudere la regata in circa due giorni, anche se le condizioni di quest’anno difficilmente consentiranno un nuovo record.
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