La Route du Rhum si inchina davanti a Marc Guillemot, arrivato terzo in classe IMOCA al traguardo di Guadalupa sabato alle 15:59:20.
13 giorni, 1 ora, 59 minuti e 20 secondi per attraversare l’Oceano a 11.28 nodi di media percorrendo 4056 miglia al posto delle 3542 dell’ortodromica.
Il divario da François Gabart non conta. Anzi si, conta e molto, perché è stato solo di 21 ore, 20 minuti e 25 secondi. Alla sua quinta partecipazione consecutiva, Marc ha confermato il terzo posto del 2010 con la stessa barca, ed è anche la terza volta che arriva a Pointe à Pitre il 15 novembre. C’è da rimetterci l’orologio con lui.
All’arrivo Guillemot ha accusato tutta la stanchezza che aveva addosso per il combattimento che aveva sostenuto nelle ultime 72 ore, durante le quali il pilota automatico era completamente andato. 72 ore alla barra, giorno e notte. Roba da Simone Bianchetti!
Un guaio dopo l’altro, il motore che perde olio, non c’è più energia a bordo, il pilota automatico che alla fine smette di funzionare. Non è più una regata. Diventa una lotta anche tra Marc e il suo Safran. Fisica, intesa per quattro lunghi giorni e quattro lunghe notti senza dormire. Perché Marc non vuole solo finire…. vuole finire sul podio.
Ci riesce. E’ un trionfo a Pointe à Pitre. Certe imprese non passano inosservate e Marc Guillemot ci ha oramai abituato a navigare sopra le righe dello sport. Abbiamo ancora nella memoria il suo supporto a Yann Elies alla deriva nell’Oceano Indiano e il terzo posto restituitogli al Vendée Globe.
Un grande. E queste sono le sue dichiarazioni all’arrivo di questa sua ultima rotta du Rhum disputata a bordo di Safran:” Questa corsa si è trasformata in un vero combattimento. Non è affatto quello che avevo immaginato alla partenza. E’ stata dura far navigare questa barca nelle avversità con tutti i problemi tecnici che ho avuto. Penso che non avevo mai fatto una gara con così tanti problemi che si sono incatenati tra loro e ne hanno generati altri. A 900 miglia dall’arrivo mi sono veramente posto la domanda…. ma che devo fare? Non avevo più energia a bordo. Poi piano piano ho cominciato a capire come poteva funzionare il tutto anche con questi problemi, ho imparato a gestirli e anche a gettare un occhio su quello che accadeva in corsa. Diciamo che più che aver navigato bene, ho combattuto bene”.
In Abanca ORC 0, Vudu arrivava all'ultima prova con un margine di nove punti e non ha lasciato spazio alle sorprese. Il TP52 di Mauro Gestri ha chiuso secondo l'ultima regata, risultato sufficiente per mettere definitivamente le mani sulla Copa del Rey
Al Circolo Vela Arco è iniziata la grande festa internazionale dell’Optimist. Tre prove nella prima giornata con vento da sud fino a 16 nodi
Dopo il caldo di Napoli Emirates Team New Zealand torna nell'inverno di Auckland: riprende lo sviluppo dell'AC75 in vista dell'America's Cup 2027
C'è sempre Vudu di Mauro Gestri in testa in ORC 0 dopo una giornata estremamente regolare con due secondi posti
Porto Cervo capitale mondiale dei grandi yacht: a settembre arrivano Maxi Yacht Rolex Cup e Rolex Swan Cup
Nella classe regina è l'italiana Vudu a dettare legge: due vittorie nelle prove a bastone hanno consentito all'equipaggio italiano di consolidare la leadership con sei punti di vantaggio sullo svizzero Kilara II e sette sul brasiliano Caballo Loco
Valerio Pucci firma una tripletta e balza al comando tra i Cadetti. Tra gli Juniores lo sloveno Mihael Zobec resta leader, mentre l’italiana Annalie Meoni sale al quarto posto assoluto
Tre prove combattute davanti alla spiaggia di Levante con circa 12 nodi di vento. Riccardo Basso vince l’Overall e il Trofeo Challenge. Bene anche i giovani della Scuola Vela del Circolo Nautico Santa Margherita
Le due finali della Gold Fleet ribaltano il podio Juniores: lo spagnolo Miguel Echavarri vince davanti allo statunitense Ryan Lee e allo spagnolo Luca Nueschen. Tra i Cadetti successo dello svizzero Carlo Milan davanti all’italiano Valerio Pucci
Da Cowes è scattata la 50ª edizione della grande regata organizzata dal Royal Ocean Racing Club