In vista della Giornata Mondiale degli Squali che verrà celebrata il prossimo lunedì 14 luglio, il WWF e i suoi partner lanciano tSharks, una piattaforma digitale innovativa pensata per conoscere meglio e quindi proteggere squali e razze nel Mediterraneo.
Nel Mare Nostrum oltre il 50% delle specie di squali e razze è minacciato. In particolare, 42 specie di pesci cartilaginei sono classificate dalla IUCN come minacciate, che includono 29 specie di squali, 12 specie di razze e 1 specie di chimera.
Squali e razze possiedono però molteplici ruoli di importanza cruciale nel Mediterraneo: gli squali superpredatori mantengono in equilibrio la piramide alimentare, le razze sostengono la complessità degli ecosistemi associati ai fondali marini, le mobule trasferiscono nutrienti ed energia dalle acque profonde ai livelli superficiali dell’oceano. Mentre nel mondo esistono più di 1000 specie di squali e razze, nel Mar Mediterraneo sono presenti circa 86 specie. Se si considerano i mari italiani si annoverano invece 66 specie di squali e razze.
Comprendere gli spostamenti e comportamenti di questi “dinosauri del mare” è essenziale per proteggerli. Nel 2023 infatti, sono state designate 65 Aree importanti per squali e razze (ISRA, Important Shark and Ray areas) nel Mediterraneo, di cui 16 si trovano nei mari italiani, identificate anche grazie ai dati di monitoraggio e marcatura condivisi dalle organizzazioni del bacino, tra cui il WWF. Queste aree sono fondamentali per la riproduzione e lo sviluppo di diverse specie di squali e razze e sono quindi prioritarie per l’implementazione di misure di gestione e protezione.
Il progetto tSharks, iniziato dall’Università di Padova e ampliato in collaborazione con WWF, iSea (Grecia), l’Agenzia per l’Ambiente della Corsica (Francia), l’Istituto di Oceanografia e Pesca (Croazia), l'iniziativa Angel Shark Project e il Leibniz Institute for the Analysis of Biodiversity Change (Germania), nasce per rispondere a questa esigenza, facilitando il monitoraggio e lo studio degli elasmobranchi (la famiglia che comprende squali e razze) attraverso campagne di tagging. Il portale consente ai ricercatori di registrare i dati raccolti sul campo e offre ai pescatori e agli utenti del mare uno strumento semplice e intuitivo per segnalare eventuali ricatture o avvistamenti.
Gli “spaghetti tag”: come funziona il monitoraggio
Elemento centrale del progetto è l’utilizzo degli “spaghetti tag”, ovvero piccole etichette numerate applicate in modo non invasivo alla base della pinna dorsale degli squali. Questi tag (sottili e lunghi come spaghetti) consentono di riconoscere gli individui nel tempo, tracciarne gli spostamenti e raccogliere preziose informazioni sulla loro distribuzione, sopravvivenza e abitudini. Ad oggi, grazie alla collaborazione di sette istituzioni partner, sono già oltre 2.500 gli esemplari marcati e inseriti nel sistema: un primo passo per costruire una banca dati solida e condivisa su scala regionale.
Scienza partecipata e collaborazione internazionale
tSharks non è solo un sito: è uno strumento di scienza partecipata, pensato per coinvolgere direttamente pescatori, comunità locali e policy makers nella conservazione degli elasmobranchi. Ogni istituzione è invitata a partecipare e mantiene il controllo sui propri dati, pur beneficiando della forza di una rete condivisa a livello regionale. Questa rete collaborativa rappresenta un esempio concreto di scienza partecipata e cooperazione internazionale al servizio della biodiversità.
PH. Sergio Riccardo
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