Groupama3 si è lanciato alle 08 50' 12" di giovedì 24 gennaio sulla linea di partenza per battere il Record di Orange2: deve per batterlo ripassare la linea entro il 15 marzo alle 01 09' 21". Nelle prime 48 ore il grande trimarano di Franck Cammas ha rispettato la sua tabella di marcia e il suo vantaggio su Orange2, il maxi cat di Bruno Peyron, si era attestato attorno alle 30/50 miglia . Ma scendendo sotto la latitudine di Lisbona al terzo giorno di corsa già deve fare i conti con delle zone di calma, con le variabili brezze delle Canarie, che non facilitano certo la sua progressione. L'impresa sarà durissima anche perchè a mio parere l'esito rimarrà in forse fino a dopo il Capo Horn . L'esperienza nel seguire questi eventi ci dice che la parte più difficile è la risalita dell'Atlantico.Prima preoccupazione a bordo del trimarano gigante il meteo. Tutti attenti anche alle minime variazione della brezza che si è orientata dopo un paio di giorni da sud-est e si è attestata intorno ai 12/14 nodi. Incessante, perché estremamente necessario, il lavoro sulle carte nautiche per definire la rotta migliore in questa zona dell’Atlantico che alterna piccoli soffi di brezza, all’ovest dello Zefiro e ad improvvise rotazioni verso est. Si decide un leggero allungamento della rotta imposto proprio da questa condizione meteo un po’ insolita. Quindi lasciata la rotta diretta, Groupama 3 è passato sottovento all’isola di Madera e ad ovest delle Canarie. Anche qualche piccolo problema tecnico a bordo li sta frenando. Sono già due le volte che la barca si è dovuta fermare per consentire ad un uomo di arrivare in testa d’albero, cosa praticamente impossibile in navigazione. “Abbiamo avuto un piccolo problema al sistema di bloccaggio del gennaker in cima all’albero – ha chiarito il navigatore Yves Parlier – ma Loic Le Mignon lo ha risolto almeno provvisoriamente. Comunque non appena il vento è incominciato ad entrare abbiamo fatto con facilità i 30 nodi”. Ecco, 30 nodi facilmente e con una brezza da sud est di una quindicina di nodi al massimo. A quelle velocità sembra quasi voler sfidare le leggi della fisica e levarsi in volo. Ma è ora di fare un po’ di storia, visto che di cronaca ce n’è ancora poca. Franck Cammas è partito alla conquista del trofeo Jules Verne la cui origine risale al 1985 quando un marinaio bretone, Yves Le Cornec, ne lanciò l'idea. Un sogno che qualche anno più tardi fu ripreso da un gruppo di marinai i quali definirono il regolamento del "Trofeo Jules Verne" e fondarono l'Associazione "Giro del Mondo". Nel 1993, Bruno Peyron, Olivier de Kersauson e Sir Peter Blake furono i primi ad avventurarsi nell'impresa, stabilendo il primo record di traversata con un tempo di 79 giorni, 6 ore e 15 minuti. La rotta prevede la partenza dalla Bretagna, l'attraversamento dell'oceano Atlantico lungo le coste del Brasile fino ad arrivare a Capo Horn quindi l'attraversamento del Pacifico e la risalita dell'Atlantico (sempre via Brasile) per tornare nel Nord Europa. Su 19 Trofei disputati, a dimostrazione che si tratta di una competizione molto difficile ed impegnativa, sono stati stabiliti solo sei record, l'ultimo dei quali è di 50 giorni, 16 ore, 20 minuti e 4 secondi ed è stato fissato nuovamente da Bruno Peyron su "Orange II" nel 2005.
Secondo assoluto il 45er tedesco 6Q di Peter Koenig, terzo Pirillina di Stefano Fasoli. QFX di Thomas Jundt conquista entrambe le Line Honour
La flotta è ora impegnata sulle 3.000 miglia verso Lorient, con l’obiettivo di sfruttare una depressione in movimento verso est che potrebbe accompagnare i concorrenti per gran parte della traversata e garantire velocità molto elevate
Sarà un settembre di grande vela quello che attende lo Yacht Club Adriaco, con un calendario che accompagnerà Trieste fino ai primi giorni di ottobre, alternando regate internazionali, altura, vela sociale e barche d’epoca
Oltre 100 imbarcazioni sono scese in acqua per il Trofeo Gargnano, prima prova del lungo weekend gardesano, in condizioni caratterizzate da caldo, vento leggero e continui cambi di direzione e pressione
Dopo la prima notte di navigazione, la flotta di The Ocean Race Atlantic resta ancora estremamente compatta. A 24 ore dalla partenza, i sei IMOCA procedono verso est in una vera e propria gara di velocità e tattica
È stata un'altra giornata probante, sia dal punto di vista fisico che mentale, nel Nord Atlantico per i sei equipaggi impegnati da New York a Lorient, in Francia, nell'edizione inaugurale di The Ocean Race Atlantic
A Les Sables-d’Olonne, la Cape Horn Hall of Fame celebra sei nuovi protagonisti della storia della navigazione oceanica: George Anson, Alexia Barrier, Thomas Coville, Guirec Soudée, Brian Thompson e Paul Cayard
Tre vittorie nelle quattro regate di flotta e il terzo posto nella finale a quattro: il Red Bull Italy SailGP Team lascia Valencia con il primo podio della stagione, al termine del miglior weekend della squadra nella Season 6 del Rolex SailGP Championship
Capricorno e Northstar III primi leader dei rispettivi campionati del mondo
La vita a bordo delle sei imbarcazioni IMOCA impegnate in The Ocean Race è passata da difficile a durissima nelle ultime ventiquattr'ore