domenica, 23 agosto 2026


ARGOMENTI
IN EVIDENZA

palermo-montecarlo    sailgp    america's cup    regate    52 super series    turismo    star    the ocean race    les voiles de saint-tropez    press    dragoni    kite    wing foil    470 mixed    ambiente   

ROTTE GOLOSE

Natale: come scegliere il vino adatto per ogni tavola

natale come scegliere il vino adatto per ogni tavola
redazione

Nove italiani su dieci trascorreranno la vigilia e il pranzo di Natale a casa con parenti e amici e diverse sono le specialità culinarie e enologiche che propongono le tante tavole italiane.

Quindi niente di meglio che presentarsi all’appuntamento con delle bottiglie da regalare ai padroni di casa o da stappare per gli ospiti. Enoteca Italiana, l’Ente nazionale vini più antico al mondo, nato a Siena nel 1933 che custodisce nella sua mostra permanente oltre 1600 etichette italiane, consiglia i vini da abbinare al pranzo di Natale, dalle grandi firme a quelli con un ottimo rapporto qualità prezzo. Per Coldiretti poi le famiglie italiane spenderanno 197 euro per cibi e vini durante le feste (+2,1%) e vince il made in Italy perché dimostra il forte rapporto con il territorio, ‘ha un valore economico e crea ricchezza locale’.

Salvatore de Lio, manager di Enoteca Italiana consiglia prima di tutto un brindisi perché un incontro o una cena con amici, inizia sempre con questo rito per dare il benvenuto e ad iniziare il Convivio. Cominciamo con bollicine italiane che non hanno niente da invidiare a quelle estere grazie all’ottimo rapporto qualità prezzo. Se vogliamo stappare o regalare uno Spumante “metodo classico” abbiamo l’imbarazzo della scelta prodotti in tutte le regioni. Tra i più classici troviamo Franciacorta  o Trento Doc da servire a temperatura intorno a 8°/10° che sono ottimi come aperitivo o a tutto pasto. In alternativa le bollicine dell’Oltrepò Pavese a base di Pinot Nero con prezzo abbordabile. Se invece vogliamo stare sul tradizionale, troviamo i tanti spumanti “metodo martinotti”con l’alfiere Prosecco, l’unico spumante italiano ad entrare nella top ten dei più venduti in Italia.

Entrando nelle case degli italiani ogni regione propone una ricca tavola fatta di prodotti tipici e quindi anche di eccellenze diverse. 

 

Al nord il profumo dei tortellini in brodo può essere accompagnato da un vino bianco fermo, morbido oppure da una Bonarda o un buon Lambrusco emiliano (è uno dei vini italiani più venduti al mondo). Quest’ultimo spesso bistrattato, oggi è invece molto rivalutato e anche le grandi guide iniziano ad assegnare punteggi d’eccellenza ad alcune etichette di questo vino, semplice ed immediato da riscoprire.

Con primi caratterizzati da sughi con carne o cacciagione ci si può sbizzarrire: dal Nebbiolo o Barbera piemontese, al Chianti o igt Toscani, dai siciliani Nero d’Avola e Cerasuolo Vittoria, ai pugliesi Primitivo di Manduria e Negroamaro, fino al Montepulciano d’Abruzzo (ce ne sono di ottimi al giusto prezzo): l’importante è che siano vini freschi, giovani e di gradazione media.

Sulle tavole della Sardegna per le feste sentiamo il profumo dei ravioli ripieni di patate e pecorino (sardo ovviamente) fatti a mano e chiamati Culurgiones. Provate in abbinamento i vini Nuragus di Cagliari (bianco, per i condimenti più leggeri) o Carignano del Sulcis (rosso, per condimenti con pomodoro o carni).

Se invece, come spesso accade al sud, il menù prevede pesce, allora niente di meglio che iniziare con un Vermentino (Lunigiana, Sardegna o Toscana anche se molto diversi fra loro), oppure con un Fiano di Avellino, una Falanghina campana, un Roero Arneis piemontese, un Verdicchio di Jesi oppure un vino veneto come il Soave Superiore.

Curiosando lungo lo Stivale troviamo la Toscana che per Natale propone fra le seconde portate l’arrosto di faraona, anatra, fegatelli e cacciagione. Non può che non essere associato un buon Chianti Classico Docg, oppure, se siete sulla costa, Morellino di Scansano o Bolgheri. Se invece siete in Umbria allora non può mancare sulla vostra tavola un Torgiano o Sagrantino di Montefalco.

Se invece vi trovate a mangiare degli umidi sempre di cacciagione (cinghiale, capriolo, lepre ecc.) bisogna abbinare vini ancora più strutturati e dai tannini possenti con grado alcolico capaci di ripulire il nostro palato. Allora possiamo scegliere vini invecchiati come Barolo, Brunello di Montalcino, di grande corpo come l’Amarone della Valpolicella, oppure un Vino Nobile di Montepulciano avendo cura di scegliere fra quelli più robusti. Se volete stupire i vostri commensali portate i numerosi vini monovitigno autoctoni: per i bianchi Verdeca, Bombino, Pecorino Passerina,Grillo, Izolia,Trebbiano,Traminer, mentre per i rossi  Aglianico, Canaiolo, Colorino, Cannonau, Ciliegiolo,Gaglioppo, Fumin, Ruchè.

Se la tavola offre un tradizionale bollito, sia esso di carni rosse o di carni bianche, provate una Barbera vivace o il già citato Lambrusco. Brodo e bollito hanno la caratteristica di lasciare un’alta carica lipidica in bocca ma non essendo piatti così saporiti come gli umidi di cacciagione, rischiano di “sparire” con vini troppo importanti. Allora un rosso vivace può fare molto. Le bollicine favoriscono l’azione di pulizia dei tannini nella nostra bocca. Così anche vini meno strutturati riescono lo stesso a soddisfare la nostra necessità di “asciugare” il palato, conservando la piacevolezza del piatto.

Nelle tavole del Lazio non può mancare il capitone, un particolare pesce che se non si è intenditori è meglio restare ai bianchi anche se è molto grasso e saporito. Si consiglia un rosso giovane, dal gusto secco, sapido, con profumo floreale. Provate un vino non scontato come il Rossese di Dolceacqua, è prodotto nel ponente ligure e, quando è pienamente espresso, ha alcune caratteristiche visive, aromatiche e tattili che lo accostano al Pinot Nero. Non è facile da trovare.

Se volete restare nel Lazio abbinate la vostra tavola con un Circeo Rosso Doc o, se andate nel bianco, azzardate un abbinamento che vi stupirà con un Moscato di Terracina secco. I profumi vi sembreranno quasi di un passito ma in bocca scoprirete un vino asciutto e ben strutturato per essere un bianco. L’alternativa cambiando genere, regione e rinunciando ad un po’ di profumi, può essere una Vernaccia di San Gimignano il primo vino Doc a bacca bianca della storia italiana.

Scendendo in Calabria troviamo il pesce e esattamente lo stocco di Cittanova (spugnato con l’acqua dello Zomaro) con la “ghiotta” (sughetto di olio, cipolla, pomodori, olive, capperi e uvetta). Si tratta del più noto stoccafisso di antica memoria, molto usato anche in Sicilia. Tra un boccone e l’altro non può mancare un buon Cirò rosato così potete gustare un prodotto unico della terra calabra che, non dimentichiamo, in antichità era chiamata Enotria.

Un capitolo poi per i grandi vini Rosati che fanno della loro versatilità il punto di forza (può essere abbinato con tutto), non a caso lo troviamo nelle varie tipologie, Spumante, Frizzante o Tranquillo. Il suo colore va dal rosa tenue, al cerasuolo fino al chiaretto; il loro gusto poi è prevalentemente fruttato ed intenso, talvolta con note aromatiche, hanno una buona acidità e una corposità lieve.

Naturalmente si consiglia una temperatura leggermente alta, sui 12/14 gradi. Se ne trovano di tutti i gusti e per tutte le tasche ed è bene ricordare che la Puglia ne ha tanti, come l’unica doc Rosato d’Italia, Castel del Monte. Gli altri rosati sono prodotti con vari vitigni: Negroamaro, Uva di Troia, Montepulciano, Pinot Nero, Raboso, Sangiovese e Aglianico.

Se invece sulla tavola trovate piatti a base di crostacei, magari bolliti, ci vuole senz’altro un Traminer aromatico dell’Alto Adige meglio noto come Gewürztraminer. La sua colorazione può spaziare dal giallo paglierino fino a raggiungere il timbro cromatico dell’ottone e il suo profumo raccoglie ricordi di rose e di lavanda. E’ un vino pieno di sostanza, opulento e quasi pomposo nella sua costituzione, ampio al palato ed è contraddistinto da un retrogusto aromatico.

Per i pesci di carne bianca cotti al sale o alla griglia, invece, bisogna provare i vini di un’altra regione dai grandi bianchi: il Friuli Venezia Giulia, come un Friulano del Collio o una Ribolla Gialla. Cambiando genere ma rimanendo tra i bianchi andate in Sicilia per scegliere un Grillo, un Catarratto o l’Inzolia oppure in Campania per una Falanghina, un Fiano di Avellino o il celebre Greco di Tufo.

 

Siamo arrivati al dessert e… non c’è che l’imbarazzo della scelta.

 

Se scegliete i dolci classici del nord, dal pandoro veneto al panettone milanese, non abbiate timore di portare un Asti spumante o il più delicato e aromatico Moscato d’Asti. Scoprirete un prodotto piacevole e che, forse non tutti lo sanno, rappresenta una delle voci più importanti delle nostre esportazioni. In alternativa vi è un vino meno conosciuto come il Moscadello di Montalcino che, anche se è poco noto, rappresentava la produzione di punta del famoso paese della provincia di Siena oggi famoso per il Brunello, arrivato però solo alla fine dell’Ottocento.

Restando a Siena per i tradizionali dolci come il Panforte e i Ricciarelli è d’obbligo un autentico Vin Santo toscano. La sua maturazione nei tradizionali caratelli gli conferisce una caratteristica punta di acidità che può anche non piacere ma che lo contraddistingue da tutti gli altri passiti. Da provare in alternativa anche il Marsala siciliano o la Vernaccia liquorosa sarda.

Per le torte classiche con la crema sono ottimi il Moscato di Pantelleria e di Noto, la Malvasia delle Lipari o lo Sciacchetrà delle Cinque Terre. Per le torte al cacao abbinateci il veneto Recioto della Valpolicella oppure il Picolit friulano (superbo anche in abbinamento alla pasticceria secca).

Per gli amanti del cioccolato da non perdere il Barolo chinato abbinato ad un fondente ricco di cacao (70 per cento) oppure l’Aleatico o il Refrontolo passito.

Un’idea dolce ed originale per un regalo, in alternativa alle bottiglie, può essere un bel pacchetto di enodelizie con ottimi vini in abbinamento. Enoteca Italiana li sta confezionando ora e si possono anche richiedere in rete (www.enotecawineshop.it).

 

Enoteca Italiana conclude alcune raccomandazioni per i meno esperti:

 

- la prima: se non vi orientate tanto nella selva di etichette che per fortuna la nostra penisola offre, chiedete un consiglio alla  vostra enoteca di fiducia. Spenderete qualcosa in più rispetto al supermercato ma avrete una guida sicura per scegliere la bottiglia giusta. Poi sarà ancora più divertente scegliere da soli il vino negli scaffali della grande distribuzione e, dopo averli selezionati, chiedete informazioni al sommelier di turno.

- la seconda: se avete in casa qualche bella bottiglia non lasciatela invecchiare troppo, non c’è bisogno della grande occasione per degustare del buon vino. Anzi, anche una grande bottiglia se non perfettamente conservata, può rovinarsi, perché andrebbe tenuta in orizzontale, non esposta alla luce e a sbalzi di temperatura. Nel dubbio, quaindi, conservate qualche anno solo i vini riserva e di grande struttura, mai i bianchi o gli spumanti.

- la terza e non in ordine d’importanza è quella di acquistare, regalare e degustare sempre il vino che ci piace perché, a prescindere dai consigli dall’esperto di turno, dell’amico o dei giornali, ricordiamoci che “mangiamo e beviamo quello che siamo” ma soprattutto ognuno di noi ha il suo personale gusto.

 

Buon vino e Buone Feste da Enoteca Italiana!

www.enoteca-italiana.it


20/12/2012 14:07:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

A Lignano Dinner Show di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori

Martedì 8 settembre Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori porterà per la prima volta a Lignano il suo Dinner Show,trasformando la spiaggia accanto alla Terrazza a Mare in un grande salotto gastronomico a cielo aperto

Palermo-Montecarlo 2026, partita la 21ª edizione: 39 barche verso il Principato

Partenza spettacolare da Mondello con 10-15 nodi da Ovest. La flotta ha scelto la rotta verso Ovest, ma la prima notte potrebbe già essere decisiva. Prime barche attese a Montecarlo giovedì 20 agosto

Palermo-Montecarlo, prime 24 ore: Black Jack 100 detta il ritmo, Arkas Blue Moon sogna il colpaccio

Al comando in tempo reale c'è il maxi Black Jack 100. Il grande 100 piedi ha coperto 202 miglia nelle prime 24 ore e nel tardo pomeriggio di martedì 19 agosto è arrivato al passaggio della boa di Porto Cervo

Tre azzurri al Mondiale Juniores Formula Kite

Julio e Luis Houze e Maddalena Spanu al via in Turchia dal 17 al 23 agosto per il Campionato del Mondo Youth della classe olimpica del kiteboarding

I Dragoni tornano a Cowes: 49 barche per l'Edinburgh Cup

Il Solent torna a essere il teatro della grande vela dei Dragoni. Da oggi al 21 agosto, 49 equipaggi di 11 nazioni si sfidano per l'Edinburgh Cup e per l'UK Dragon Grand Prix, in una delle edizioni più importanti degli ultimi trent'anni

Palermo-Montecarlo: après Black Jack ...le déluge!

Vince (come sempre) Black Jack in tempo reale ma la novità è che dalle 5:00 alle 13:00 di domani venerdì 21 agosto la regata verrà sospesa e le barche dovranno trovare un riparo per il passaggio di una forte perturbazione

RORC Round Britain and Ireland Race: Pace conquista la Line Honours dopo 1.805 miglia

Il Volvo 70 di Johnny Vincent completa in 6 giorni, 14 ore, 47 minuti e 31 secondi la 50ª edizione della grande classica offshore

Les Voiles de Saint-Tropez 2026, una flotta da record tra Maxi, J Class e grandi classiche

I numeri annunciati dalla Société Nautique de Saint-Tropez promettono una settimana di vela di altissimo livello: oltre 260 imbarcazioni, quasi 50 Maxi e tre J Class

Elba d’autunno: cosa fare quando si scende dalla barca

Il filo conduttore degli appuntamenti di settembre e ottobre è proprio questo: l'Elba non finisce sulla linea di costa. Anzi, quando il ritmo estivo rallenta, diventa più facile entrare nel suo paesaggio e nelle sue storie

The Ocean Race Atlantic premia l'impegno per l'oceano

Il "Racing For The Ocean Teams Challenge" si amplia e introduce nuovi premi dedicati all'impatto sull'oceano

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci