E’ quasi un miracolo a Trapani. Il libro di Roberto Ippolito “Il Bel Paese maltrattato” (Bompiani) salva la Chiesa dell’Addolorata del seicento. La presentazione del volume ha infatti dato lo spunto e lo stimolo per la raccolta dei fondi necessari per la messa in sicurezza, subito avviata. L’iniziativa è stata realizzata da sei associazioni femminili o a guida femminile, Fidapa, Fai, Iiw, Ammi, Moica e Aidm.
La somma ricavata nel corso dell’incontro con Ippolito consente ora di effettuare gli interventi urgenti necessari. La Chiesa dell’Addolorata, un piccolo gioiello del barocco costruita nel 1633 con l’impulso di donna Maria Napoli di Omodei, è da tempo in una situazione di pericolo e incuria. In particolare ci sono lesioni nei muri ed estese macchie di umidità e si è verificata la caduta di frammenti dalla cupola.
La denuncia delle centinaia e centinaia di casi di “offese ai tesori d’Italia” contenuti nel libro ha provocato quindi una risposta concreta. Osserva Roberto Ippolito: “Raccontare le troppe situazioni tristi, prenderne coscienza e parlarne è la premessa di una reazione concreta che può manifestarsi in tanti modi. Al termine del viaggio compiuto con il mio ‘Il Bel Paese maltrattato’ tra un’infinità di oltraggi, l’ultimo capitolo del libro è intitolato ‘Volersi bene’. Possiamo, dobbiamo voler bene al Bel Paese, al nostro magnifico Bel Paese. Dandosi da fare, le sei associazioni di Trapani testimoniano che il degrado non è ineluttabile, la rassegnazione non è inevitabile”.
Il finanziamento dei lavori da parte loro avviene dopo le mancate decisioni della curia, degli enti locali e più in generale delle istituzioni. La curia è stata inutilmente sollecitata a intervenire dalle uniche due suore, di 85 e 83 anni, rimaste nell’adiacente convento delle Reepantite e che hanno cura della Chiesa dell’Addolorata. Al convento era collegata anche una scuola.
Trapani ritrova così una parte di sé abbandonata. La Chiesa dell’Addolorata è in Corso Vittorio Emanuele, in pieno centro. Spiega Agata Bianco, presidente della Federazione delle donne arti professioni affari: “Quando ho contattato le altre associazioni, l’adesione all’iniziativa è stata immediata perché la Chiesa dell’Addolorata è nel cuore di tutte le donne trapanesi. Ricorda la nostra storia o la profonda spiritualità che qui si esprime o gli studi dei figli. Il libro di Ippolito ci ha consentito di far risaltare questo legame affettivo e contemporaneamente l’importanza per il nostro futuro del recupero del bello e dell’arte”.
Progettata dall’architetto don Pietro Castro, la chiesa seicentesca ha una navata e quattro altari nelle cappelle laterali oltre all’altare maggiore. La tomba della fondatrice si trova davanti all’altare maggiore. Di particolare pregio il Cristo in Croce, una scultura lignea di Giuseppe Milanti. Nato da una famiglia di artisti nel 1658, Milanti è uno degli autori delle raffigurazioni dei Misteri che sfilano a Trapani ogni venerdì santo nella storica processione (si ripete da quasi quattro secoli ed è la più lunga manifestazione religiosa con le circa ventiquattro ore di durata).
La presentazione del libro “Il Bel Paese maltrattato” ha dunque guidato alla riscoperta di un eccezionale punto di saldatura dell’arte con la religione. “A Trapani come in infiniti angoli d’Italia c’è una straordinaria ricchezza culturale, troppo spesso nascosta, che chiede di non essere abbandonata al proprio destino e sollecita l’attenzione che merita” dice Roberto Ippolito.
La somma raccolta in occasione dell’incontro è sufficiente solo alle prime misure di tamponamento dei gravi problemi della Chiesa dell’Addolorata. Ma visto il successo riscontrato le sei associazioni stanno pensando a una specie di fase due: “Garantita la messa in sicurezza, vogliamo preoccuparci anche del restauro; per questo è allo studio un evento da realizzare fra un anno con l’obiettivo di attirare risorse da destinare al recupero di tutto il fascino della Chiesa dell’Addolorata” fa sapere Agata Bianco.
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