L'ultimo della Gold Fleet doveva essere italiano e la scelta era tra l'esperienza e il blasone di Luna Rossa e l'entusiasmo dell'esordiente Damiani. Ma non sono più i tempi in cui "noblesse oblige" e l'irriverente coppia Bruni/Vascotto ha non solo schiaffeggiato, ma anche passato a fil di spada il blasonato contendente. Ma al di là della legittima soddisfazione di Damiani c'è freddamente da considerare che si tratta degli ultimi due posti, seppur nella Gold Fleet, in una regata che, se non è Coppa America, le si avvicina parecchio, anzi molto di più di quanto fosse possibile ipotizzare alla vigilia. Abbiamo già avuto modo di scriverlo e continueremo a ripeterlo: con troppi galli italiani difficilmente vedremo un’alba tricolore a Valencia. Naturalmente speriamo di essere smentiti, anzi ne saremmo felicissimi ma, facendo uno sciocco conto della serva, come Italia (nazione e non challenge) mettiamo sul piatto dell’America’s Cup un budget imbarazzante se confrontato con quello delle altre nazioni interessate a questo genere di competizioni. Certo nell’Italia dei campanili è praticamente impossibile pensare ad una comunione d’intenti in vista di un obiettivo condiviso. Al contrario, i due team che qui alle Louis Vuitton Pacific Series sono uniti in Damiani Italia Challenge, Joe Fly e Dabliu Sail Project, hanno già presentato due sfide separate per la 33ma America’s Cup. Ma per l’interesse mediatico (poco) che suscita la vela in Italia forse va bene così. Siamo un popolo di tifosi da derby, e che siano tra Milan e Inter, Benvenuti e Mazzinghi o Damiani e Luna Rossa poco importa. L’importante è vincere contro l'odiato ghibellino. E magari la classifica avulsa tra i team italiani. Ma veniamo alla regata di oggi che ha visto Holmberg (Luna Rossa) avere la meglio in partenza, conquistare il lato destro e mettersi sopravento al suo avversario.
Le due barche sono state praticamente pari per tutta la prima fase di bolina e hanno ingaggiato il consueto e spettacolare duello di virate fino a poche lunghezze dalla prima boa quando un salto di vento sulla sinistra ha favorito Damiani; Bruni ha virato ed acquisito un vantaggio di circa due lunghezze, che conserverà fino alla boa di bolina.
Nel lato di poppa Luna Rossa ha attaccato Damiani sul lato destro ed è riuscita ad accorciare le distanze, girando il cancello (ambedue le barche hanno scelto la boa di sinistra) vicinissima all’avversario. Per tentare il sorpasso Luna Rossa ha virato subito e si è portata sul lato sinistro del percorso, mentre Bruni ha continuato sulla destra. Il vento è saltato però a destra ed ha avvantaggiato di nuovo Damiani Italia, che mette ben cinque lunghezze tra lui e Luna Rossa. A metà bolina Luna Rossa prova ad ingaggiare il suo avversario in un duello di virate e riesce anche a recuperare un po’ di terreno, portandosi a circa tre lunghezze. Ma sulla boa di bolina c’è una zona di poco vento e le due imbarcazioni avanzano molto lentamente. E’ Damiani a ritrovare il vento per prima e a virare la boa di bolina con 30’’ di vantaggio.
Ambedue le imbarcazioni iniziano il lato di poppa mure a sinistra, con Luna Rossa che insegue. La situazione di vento favorisce nettamente il lato sinistro e Luna Rossa non ha in questa prima fase del lato di poppa la possibilità di attaccare Damiani e di recuperare lo svantaggio. A metà lato una situazione di vento meno stabile offre a Luna Rossa l’opportunità di attaccare l’avversario con una serie di strambate, ma nonostante un lieve guadagno nella fase iniziale di questo attacco un ulteriore salto di vento e il calo della pressione sul suo lato non fa che aumentare il distacco. E Damiani si porta a casa il suo derby-
Dopo gli Europei di Sorrento, il circuito dell’International Maxi Association torna in mare con 22 imbarcazioni protagoniste delle regate costiere e inshore prima della storica offshore verso Genova
Ci sono vittorie che nascono dal dominio e altre che prendono forma nella resistenza. Quella di Ambrogio Beccaria alla Vendée Arctique – Les Sables d'Olonne 2026 appartiene senza dubbio alla seconda categoria
Se la clamorosa rimonta di Ambrogio Beccaria resterà negli annali della classe IMOCA, la storia di Élodie Bonafous è quella di una regata brillante trasformata in una dolorosa lezione dal regolamento
La 73ª Loro Piana Giraglia ha preso il via nelle condizioni che ogni velista sogna quando pensa al Mediterraneo: sole, brezza regolare e il Golfo di Saint-Tropez come palcoscenico per una delle classiche più prestigiose della stagione internazionale
La vera sfida deve ancora arrivare. Secondo Alberto Bona, co-skipper e performance manager del Team Francesca Clapcich Powered by 11th Hour Racing, il finale di regata potrebbe rimescolare completamente le carte
Dopo il botta e risposta delle prime due giornate, questa volta è stato Django a prendersi la rivincita, conquistando la vittoria in IRC e il Line Honours sul percorso di 14 miglia con il tempo di 1h 26'22"
Il Rolex TP52 World Championship '26 ha ufficialmente preso il via nelle acque di Porto Cervo, dove una flotta da record di 15 TP52 provenienti da 11 nazioni si è ritrovata per uno degli appuntamenti più prestigiosi della vela agonistica internazionale
La velista oceanica italo-americana Francesca Clapcich, a bordo di 11th Hour Racing, ha concluso la Vendée Arctique-Les Sables d'Olonne al quinto posto, dopo 8 giorni, 20 ore, 31 minuti e 11 secondi di navigazione
Solidarietà e territorio: lo Yacht Club Santo Stefano sostiene la Croce Rossa Costa d’Argento per il progetto "Giannutri SiCura"
Dopo quasi otto giorni di navigazione in solitario, la skipper di 11th Hour Racing naviga a poco più di 250 miglia dall'arrivo, mantenendo la quinta posizione e affrontando un finale che potrebbe ancora riservare sorprese