Davvero un ottimo risultato quello ottenuto da Damiani Italia Challenge alle Louis Vuitton Pacific Series. Valutazione forse riduttiva per un team giunto in terra neozelandese con il dichiarato obiettivo di voler fare esperienza e che si appresta a tornare in Italia dopo aver raggiunto un sorprendente quarto posto - terzo tra i challenger.
Sorprendente perché inatteso, non certo perché immeritato. Anche oggi, infatti, Damiani Italia Challenge, team nato dall'unione di Joe Fly Team Italia di Giovanni Maspero e di Dabliù Sail Project di Vasco Vascotto e Andrea Cecchetti, ha fatto le cose alla sua maniera e le ha fatte bene.
Guidato dalla mano di Francesco Bruni e dall'acume tattico dello skipper di Muggia, l'unico team interamente italiano presente all'evento che si concluderà nei prossimi giorni ad Auckland, ha ottenuto il diritto di disputare le semifinali superando i britannici di Team Origin al termine di un match controllato sin dal via.
Archiviata la complicata pratica inglese con malcelata autorità, Damiani Italia Challenge si è trovato a dividere il box di partenza con Russell Coutts e con gli uomini di BMW Oracle Racing. E' bastata una piccola esitazione a rendere in salita la prima bolina, ma è stato davvero incredibile vedere lo scafo dell'equipaggio italiano avvicinarsi all'avversario da sottovento senza perdere nulla in termine di velocità, ed è stato altrettanto emozionante vedere Francesco Bruni attaccare la coppia Coutts-Pepper all'orza, nel tentativo di liberarsi da una copertura che, raggiunta la layline, ha segnato definitivamente la sorti della sfida.
A costo di ripeterci, davvero un ottimo risultato. Damiani Italia Challenge finisce quarto, dietro a team che dell'America's Cup hanno fatto la storia recente: il defender Alinghi, i padroni di casa di Emirates Team New Zealand, qualificati di diritto alla finalissima del prossimo venerdì e battuti dagli uomini di Vasco Vascotto nel primo match della Gold Fleet, e il già citato BMW Oracle Racing.
Vasco Vascotto, skipper e tattico di Damiani Italia Challenge: "Sorrido perché so quanto il risultato sia positivo. Abbiamo imparato più in queste due settimane che in vent'anni di vela ad alto livello. Credo questo sia un giorno fantastico per noi: torniamo in Italia con un bagaglio importante e con la consapevolezza di valere quanto team più titolati. E' la dimostrazione che il lavoro dura paga e i ragazzi del team devono essere orgogliosi di questo".
Francesco Bruni, timoniere di Damiani Italia Challenge: "Il bilancio è più che positivo. Avremmo venduto qualsiasi cosa pur di essere qui, a festeggiare il quarto posto, conquistato finendo alle spalle di tre grandi team. Ovvio, in questo momento le sensazioni sono contrastanti: è una cosa che fa parte del gioco perchè vinto il quarto di finale contro Team Origin siamo stati catapultati in breve tempo nel match con BMW Oracle Racing, l'ultimo della nostra avventura. Ma ripeto: siamo contentissimi. In meno di due mesi abbiamo colmato un gap importante, dimostrando di poter lottare ad armi pari con equipaggio che sono insieme da molto più tempo. A livello personale sono molto contento di questa esperienza".
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