giovedí, 8 gennaio 2026

CNSM

La Cinquecento: Lazy guida la flotta a Sansego

la cinquecento lazy guida la flotta sansego
redazione

Entra nel vivo la 43^ edizione de La Cinquecento Trofeo Phoenix, organizzata dal Circolo Nautico Porto Santa Margherita in collaborazione con Marina 4, Phoenix Informatica Bancaria, la partnership di Paulaner, Dial Bevande, Cantina Sociale Colli del Soligo, Kappa e il contributo del Comune di Caorle.

 

Nella serata di ieri domenica 28 maggio è iniziata la discesa della flotta verso il primo waypoint di Sansego. Dopo Rovigno il gruppo di testa ha allungato lungo la costa istriana dirigendo verso il Quarnaro, per agganciare i venti termici da terra, che hanno permesso ai leader di tenere andature tra i 4 e i 6 nodi.

La flotta si è sgranata e per gli inseguitori il vento è arrivato più tardi.

 

La prima imbarcazione assoluta e della categoria X2 a lasciarsi l’isola croata di Sansego alle spalle alle ore 07.20 di lunedì 29 maggio è stata Lazy, trimarano Corsair 970 di Richard Mueller in coppia con l’uomo Volvo Ocean Race, nonché olimpionico di Star e vincitore assoluto 2012 della 500×2, Andreas Hanakamp.

Seguivano, distanziati di 15’ Gianluca Chini e Alberto Taddei sullo Sly 47 Rocket I, i fratelli sloveni Aljaz e Andraz Jadek sul Class 40 Boxx alle ore 08.30, Alessandro Fiori e Alberto Bergamo su Vaquita alle 08.35 e la crew di Piero Burello sul Vismara 45 Margherita, primi della categoria XTutti alle ore 08.45.

 

Il resto della flotta si è susseguito al passaggio di Sansego per tutta la mattina e il pomeriggio di lunedì 29 maggio. A chiudere le fila i due scafi più piccoli: Ezio Conti-Mario Pelosi sull’Adventure 30 Hocus Pocus e i giovani austriaci Patrick Leonhardsberger-Fabian Strommer sul Seascape 27 Canopus, passati rispettivamente alle 13.30 e alle 14.55.

 

La discesa verso le Tremiti, metà percorso de La Cinquecento Trofeo Phoenix, appare al rilevamento tracker delle 16.30 leggermente ritardata a causa di cali di vento.

Il gruppo di testa ha scelto una rotta più diretta verso il centro Adriatico per l’atterraggio a San Domino, rispetto al resto della flotta che è rimasto più vicino alla costa croata con le sue mille splendide isole dal variegato micro-clima.

Lazy di Mueller/Hanakamp insieme a Rocket I di Gianluca Chini/Alberto Taddei, guidano la corsa e sembrano marcarsi piuttosto stretti, dando vita a un appassionante match-race, pur tra barche molto diverse, con lo stesso obiettivo e la stessa voglia di vincere.

E’ presto per valutare quale tattica pagherà e di che intensità sarà l’atteso vento serale di termica, che accompagnerà le imbarcazioni verso la metà regata.

 

Per seguire le imbarcazioni basterà collegarsi al sito www.cnsm.org, per foto video e curiosità alla Pagina Facebook Circolo Nautico Porto Santa Margherita. - ph. A. Carloni

 


29/05/2017 17:34:00 © riproduzione riservata






I PIU' LETTI
DELLA SETTIMANA

Optimist, Trofeo Campobasso 2026: vittoria di Giorgio Nibbi

Assegnati i premi dopo una sola giornata di prove. Nel golfo di Napoli che ospiterà l’America’s Cup 2027 circa 100 velisti da 8 nazioni

Vincere overall? Ci vuole un JPK

Il cantiere francese protagonista di tantissime importanti regate che hanno consentito ai proprietari splendide prestazioni in tempo comprensato. Anche per Min River, un JPH 10.30, una vittoria epica alla Rolex Sydney Hobart 2025

Un'ottima Sydney/Hobart per l'IY 12.98 "Veloce"

"Veloce", timonata da Matt Hyes, conclude al 33° posto in tempo reale, 10ma overall e 4a nella Classe 1, confermando la qualità e le alte prestazioni delle barche del cantiere italiano

Sodebo Ultim 3 e The Famous Project CIC verso la storia del Trofeo Jules Verne

Sodebo Ultim 3 di Thomas Coville e The Famous Project CIC di Alexia Barrier e Dee Caffari, stanno scrivendo pagine indelebili nella corsa al Jules Verne Trophy con entrambi i maxi-trimarani lanciati a tutta velocità nei Mari del Sud

Bye Bye Point Nemo, si va a Capo Horn!

L'equipaggio del maxi-tri The Famous Project CIC si dirige verso Capo Horn in un mare fortemente agitato. Alexia Barrier: "Capo Horn non si conquista attaccando di petto, ma con costanza”

Utilizzando questo sito accetti l’uso di cookie per analisi e pubblicità.  Approfondisci