Vele d'Epoca - Per il terzo anno consecutivo Aria è stata protagonista a Grandi Vele conquistando tre vittorie in tempo reale e due in compensato nelle tre regate in programma (categoria 8 metri Stazza Internazionale). Ecco la composizione dell’equipaggio che ha portato anche quest’anno Aria sul gradino più alto del podio: al timone il triestino Alberto Leghissa, alla randa Enzo di Capua Comandante della Sezione Vela Fiamme Gialle e Campione Italiano 2009 nella categoria J24, all’albero Stefano Brunetta, prodiere Ciro Di Piazza, in pozzetto Alessandro Alberti, Federico Boldrin e l’armatrice Serena Galvani, presidente di ARIE, Associazione per il Recupero delle Imbarcazioni d’Epoca. Nell’ultima regata disputata oggi si è inoltre aggiunto come ospite d’onore il giornalista e velista Giulio Guazzini.
Nella serata di sabato 3 luglio si è tenuto il Gran Galà che ha festeggiato il 75º anniversario del varo di Aria avvenuto nel 1935 a Genova-Voltri. Questa splendida signora del mare con i suoi tre quarti di secolo non solo porta con sé un grande passato che rappresenta una parte importante nella storia della marineria italiana ma, risultati alla mano, è capace di dimostrare ancora oggi la sua classe primeggiando nelle regate di barche d’epoca cui prende parte. Alla serata erano presenti, oltre alle autorità della città di Gaeta, il Colonnello Marcello Marzocca Comandante della Scuola Nautica della Guardia di Finanza, il Comandante della Capitaneria di Porto Ugo Foghini, il Port Manager ingegner Guido Guinderi oltre naturalmente a tutti gli equipaggi partecipanti.
Il giornalista Giulio Guazzini, padrino dei 75 anni di Aria, ha presentato al pubblico il libro “Tu ed Io” dove Serena Galvani ha raccontato con passione, oltre alle vicende storiografiche, anche la narrazione dell’incontro e del successivo percorso che ha accomunato dal 1998 i destini dell’armatrice bolognese e della storica imbarcazione. Al libro hanno dato anche un contributo lo stesso Guazzini, Cino Ricci, lo scrittore Donatello Bellomo, Enrico Gurioli e l’equipaggio stesso. Da questa testimonianza emerge un mondo affascinante dove l’amore per il mare e per lo sport, la verità e la lealtà rappresentano i valori fondanti. Durante la serata l’Architetto Gianni Biondi, Presidente del CONI Provinciale di Latina, ha premiato Serena Galvani per il suo impegno nel mondo dello sport velico. Fra il pubblico erano presenti anche i ragazzi del Centro Diurno del Dipartimento di Salute Mentale di Roma diretto dal Dottor Gianluigi Di Cesare che hanno partecipato più volte in passato a stage di marineria storica su Aria. Il Galà si è poi concluso con un concerto di musiche mediterranee mentre pubblico ed equipaggi hanno infine brindato con champagne festeggiando così il 75º compleanno dell’imbarcazione.
Aria – scheda tecnica e storia. Aria è un 8 metri S I del 1935 costruita dal Cantiere Ugo Costaguta di Genova Voltri su progetto di Attilio Costaguta. L’imbarcazione, di notevole interesse storico, è stata ritrovata a Favignana nell’aprile del 1998, ampiamente modificata nel suo progetto originale. Trasportata all’Argentario dall’attuale armatrice, Serena Galvani, è stata riportata all’antico splendore attraverso un delicato restauro conservativo. La linea guida di questo lavoro, oltre alla ricerca storica condotta personalmente dall’armatrice, è stata quella di riportare l’imbarcazione alla sua originalità, operando un restauro conservativo e filologicamente corretto. Mancando il progetto originale, si è lavorato facendo riferimento alle sole immagini fotografiche disponibili e ai pochi documenti cartacei in grado di raccontare le modifiche subite dall’imbarcazione; è stato quindi fondamentale, nella conduzione del restauro, il ruolo dei carpentieri, la cui esperienza ha fatto sì che si potessero leggere i segni degli interventi a cui Aria era stata sottoposta in oltre sessant’anni di navigazione.
E’ in seguito a questo restauro che Serena Galvani decide, sempre nel 1998, la fondazione di ARIE Associazione per il Recupero delle Imbarcazioni d’Epoca che ha come obiettivo principale il recupero del patrimonio navale italiano riconoscendo l’aspetto culturale delle nostre tradizioni nautiche e marinaresche e le tradizioni delle costruzioni navali locali custodite oramai solo da vecchie ‘maestranze’, molte delle quali non più in attività.
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