Sembra increbibile la storia di Cheminées Poujoulat, l’Imoca 60 naufragato nella notte tra il 23 e il 24 dicembre scorso, spaccato in due da un’onda. Bernard Stamm, insieme a Damien Guillou, lo stava riportando a Brest dopo la Transat Jacques Vabre, quando i due erano stati sorpresi da una delle tante tempeste che hanno spazzato in continuazione l’Atlantico questo inverno (quella si chiamava Dirk) e avevano dovuto abbandonare la barca per poi essere raccolti, con qualche difficoltà, da un mercantile norvegese.
Lo svizzero aveva visto la sua creatura affondare sotto i suoi occhi e pensava che il suo 60 piedi giacesse, perduto per sempre, sul fondo del mare, a 200 miglia dalla punta della Cornovaglia e a sole 180 miglia da Brest, il suo porto d’arrivo. Poi l'altro ieri la sorpresa: un aereo delle Dogane francesi ha avvistato il relitto, alla deriva 14 miglia a nord dell'isola Vierge. Cheminées Poujoulat era riemersa!
Per Bernard Stam una grande sorpresa perché non pensava che questa eventualità potesse essere nemmeno presa in considerazione. “Quando siamo stati recuperati – ha dichiarato Bernard – della barca in superficie era rimasto poco o niente – ed era strano vederla affondare. Ma è altrettanto strano vederla riapparire ora. Forse ha perso la chiglia ed è diventata più leggera ed è riemersa. Non lo so. Scoprirò la verità solo quando la vedrò bene sotto”.
Le operazioni di rimorchio del relitto, durate 12 ore, si sono concluse questa notte ed ora Cheminées Poujoulat è all’Aber Wrac’h, attaccata al mezzo di salvataggio del SNMS e segnalata.
“Ora è stata messa in sicurezza – conclude Stamm – e dobbiamo prepararla prima di poterla tirare fuori. In prospettiva il lavoro sarà davvero molto”.
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