Dopo settimane trascorse nel caldo torrido di Napoli, dove le temperature hanno spesso sfiorato i 40 gradi, Emirates Team New Zealand è tornato nelle acque di casa per una nuova e fondamentale fase di sviluppo della propria campagna verso la Louis Vuitton 38th America's Cup. Dalle acque del Golfo di Napoli ai cieli limpidi e invernali del Waitematā Harbour: cambia il clima, ma non cambia l'obiettivo del Defender, che continua a lavorare senza sosta sull'evoluzione dell'AC75 Taihoro.
Il ritorno ad Auckland coincide con una finestra di prove di appena due settimane, considerata però strategica per verificare gli aggiornamenti installati sulla barca durante il periodo trascorso in cantiere mentre il team era impegnato in Italia. Ogni uscita in mare rappresenta un'opportunità preziosa per raccogliere dati e indirizzare le future scelte progettuali in vista della stagione 2027.
Le condizioni invernali del Golfo di Hauraki, con venti tra gli 8 e i 12 nodi, hanno offerto un banco di prova ideale per valutare il comportamento dell'imbarcazione dopo le modifiche apportate.
«È fantastico essere tornati su Taihoro», ha spiegato il flight controller Andy Maloney al termine della prima giornata di test. «Era una tipica giornata invernale di Auckland, con vento da sud tra gli 8 e i 12 nodi, condizioni perfette per verificare tutte le modifiche apportate alla barca durante il periodo in cui è rimasta in cantiere. È davvero bello vedere i progressi fatti».
Per i velisti il ritorno sull'AC75 rappresenta anche un netto cambio di prospettiva dopo il lavoro svolto sugli AC40 utilizzati per gli allenamenti e le regate preliminari.
«Passare dagli AC40 di Napoli all'AC75 è un salto notevole», ha raccontato il timoniere di sinistra Chris Draper. «Gli AC40 sembrano dei kart rispetto a questa barca. È stato bello ritrovare tutta la potenza dell'AC75 e verificare il lavoro svolto durante la nostra assenza».
Anche la campionessa olimpica Jo Aleh ha sottolineato il forte contrasto climatico rispetto all'Italia. «Per i ragazzi ci sono circa trenta gradi di differenza rispetto a Napoli, ma ormai mi sono acclimatata al freddo. Era da un po' che non salivo sulla barca e sono davvero felice di essere tornata in acqua».
Dietro queste uscite non c'è soltanto il desiderio di riprendere confidenza con la barca, ma soprattutto un intenso lavoro di sviluppo. Tutti i dati raccolti in navigazione saranno infatti analizzati per orientare le prossime evoluzioni progettuali del Defender neozelandese.
Maloney sottolinea l'importanza di questa breve finestra di test: «Abbiamo soltanto due settimane a disposizione nel pieno dell'inverno per verificare le modifiche, ma è sorprendente quanto lavoro si riesca a completare in quattro o cinque giorni di navigazione. È un periodo estremamente prezioso per continuare l'evoluzione della nostra barca nei prossimi mesi».
L'attenzione del team tornerà poi rapidamente sul calendario agonistico. Il prossimo appuntamento sarà infatti la Louis Vuitton Preliminary Regatta di Napoli, in programma dal 24 al 27 settembre, secondo evento preparatorio della 38ª America's Cup dopo quello disputato a Cagliari. Come nella tappa sarda, ogni squadra potrà schierare due AC40. Emirates Team New Zealand arriverà all'appuntamento partenopeo con l'obiettivo di mettere a frutto il lavoro svolto sia durante gli allenamenti nel Golfo di Napoli sia in questa intensa sessione di sviluppo nelle acque di Auckland, continuando la propria marcia di avvicinamento alla difesa della Coppa nel 2027.
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