Vela, America's Cup - San Francisco è una bellissima città. Sta sul mare come Napoli e ha un bel clima ventilato. Si può prendere un traghetto e andare ad Alcatraz, una prigione oramai chiusa. Oppure a Capri, dove dopo esserti seduto in piazzetta pensi al perché non siano tutti in prigione.
Due posti per gente sveglia, San Francisco e Napoli, con sindaci che tengono molto allo sviluppo economico della loro città. E guardano allo sport, quello che la S maiuscola, come l’America’s Cup, per far crescere il business per le loro comunità.
Ma la tela del ragno Russel li ha colpiti entrambi. Intendiamoci, il caso di Napoli è molto più grave, perché là dove si è inventato il famoso “pacco” di Forcella (con il mattone al posto dello stereo) come si è potuto non capire? Un duro colpo per la cittadinanza onesta. La frase “So arrivati i mericani”, sinonimo di facili business, è ora pronunciata con terrore.
Ma non vogliamo ritornarci su. Noi ci siamo divertiti e allora “scordammece ‘o passato” e gli AC45 (non solo bidoni, ma anche con il trucco…. ricordate la coppa degli AC 45 che Oracle ha dovuto restituire?) che ci sono costati come una nevicata del ’56 a Scampia.
Con quei soldi si poteva fare meglio? Ovviamente, e lo stesso pensano oggi alla municipalità di San Francisco che, al grido di “ca nisciun’è fesso” vogliono esiliare l’America’s Cup. A San Diego o alle Hawaii non importa. L’importante è che se ne vada.
Che il tutto fosse iniziato sotto una cattiva stella lo si è evinto dalla prima corrispondenza di uno dei più seri giornalisti italiani che, una volta sbarcato a San Francisco , chiese inopinatamente al tassista di portarlo all’America’s Cup. Al perentorio “What?” ci fu un crollo nervoso. Neanche il “Michele chi?” di Berlusconi procurò tanti traumi all’interessato. Ma come, attraverso l’Oceano e anche tutti gli States per giungere qui, nella culla della vela, per assistere alla competizione più antica e più famosa del mondo e scopro che nessuno la conosce?
L’avessero vinta i Kiwi!!! Sarebbe tornata a casa, in un posto dove sarebbe stata amata e coccolata, forse anche più che a Valencia.
Ma il cerino acceso è rimasto sulla costa del Pacifico e il sindaco di San Francisco e tutta la giunta, dopo avere contestato tutto quello che potevano contestare e aver riavuto indietro un bel po’ di dollarucci per la mancanza dei partecipanti previsti dagli accordi, stanno tremando al pensiero di riavere l’onore (o onere?) di ospitare ancora una volta Larry, Russel e la loro banda.
Ieri i senatori repubblicani dello Stato della California, come rilancia l’autorevole newletter specializzata americana "Scuttlebutt", hanno messo nero su bianco i numeri dell'impatto economico dell'ultima edizione dell'America's Cup, denunciando che i conti non tornano. “Non ditelo a me”, ha replicato il sindaco Ed Lee. Sei milioni di dollari rappresentano i costi diretti sostenuti dalla casse della città e 5,5 sono quelli spesi per il porto. A fronte delle previsioni fatte dagli organizzatori di Oracle, la città di San Francisco nella realtà deve fare i conti con un buco di 11,5 milioni di dollari, oltre al fatto che sono state disattese le aspettative in merito alla creazione di nuovi posti di lavoro e di coinvolgimento delle attività commerciali. E prospettive di miglioramento non ce ne sono. Vendere l’edizione del 2017 sta già presentando più di qualche difficoltà. Infatti non si sa ancora dove si correrà. Ma lontano da qui, pregano in molti.
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