Vela, i ricci di Cino Ricci - Incominciano ad essere troppi i sentito dire, le voci, i pettegolezzi che circolano nell’ambiente olimpico relativamente alla vela e che la danno a rischio come sport olimpico. Incomincio a pensare seriamente che abbiano un fondo di verità. Si dice che la vela non sia spettacolare, che abbia alti costi per riprese televisive, che non abbia un’immagine forte, che non si apprezzi il gesto atletico, che sia priva di protagonisti riconoscibili. Per gli organizzatori olimpici è difficile con la vela far appassionare la gente comune, quella che questo sport non lo pratica e che non ne conosce le regole. E’ meglio il lancio del martello: non lo conosce nessuno, ma chi va più lontano vince e chi assiste alla gara in tv si appassiona per gli atleti del suo paese. Per le Olimpiadi del terzo millennio, quelle televisive, ci vogliono sport dove il tifi si allarga anche alle persone che non praticano e questo con la vela, alle Olimpiadi di Pechino, non è avvenuto…anzi!. La vela è destinata ad essere buttata fuori dalle Olimpiadi, o, quantomeno, fortemente ridimensionata. Magari sarà sostituita da altri sport emergenti che sono più spettacolari, come la danza acrobatica oppure fanno apprezzare di più il rischio e il coraggio e che sono più facili da seguire in tv. Per la vela il tifo non c’è, e uno sport che non ha il tifo, in questo secolo non è uno sport. In televisione in effetti non si capisce assolutamente nulla se non si conoscono le regole di regata. Le barche fanno i bordi per cui vedi solo alla fine chi è il primo. E come fai ad appassionarti se non capisci e se non vedi nemmeno quelli che sono a bordo delle barche?
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