Il team dell'emirato, oggi, ha preso un margine di poco meno di 12 miglia su Dongfeng Race Team e di poco più di 16 sugli spagnoli di MAPFRE, che tuttavia ieri hanno avuto una giornata sfortunata, proprio di venerdì 13, se si vuol credere alla scaramanzia. A bordo della barca rossa è saltata la base di uno degli outrigger, il “buttafuori” (una sorta di tangone corto, montato in coperta a poppa e utilizzato per allargare il punto di scotta nelle andature al lasco). L'equipaggio guidato da Xabi Fernandez si è messo subito al lavoro e dopo cinque ore, in condizioni non certo semplici per effettuare la riparazione con i continui spruzzi di acqua di mare in coperta, è riuscito a risolvere il problema. Nel corso dell'operazione però il giovane Guillermo Altadill Fisher, salito a bordo in questa tappa, si è ferito a un dito e ora ha una vistosa fasciatura e steccatura alla mano, approntata per ridurre il gonfiore e proteggere il dito. Team Alivmedica, segue in quarta posizione con poco più di 28 miglia.
La quarta tappa è arrivata a un punto tatticamente importante, perché qualsiasi variazione di angolo del vento potrebbe significare che le barche a nord o più esterne potrebbero prendere vantaggio. Le distanze fra i due a nord e i quattro a sud si aggirano sulle 25 miglia, sono distanze tutto sommato minime in una tappa lunga e una giornata buona, con solo un nodo in più di VMG (Velocity Made Good, ossia la velocità in rapporto all'obiettivo) potrebbe fare una grande differenza e cambiare le carte in tavola. Ancora pazienza, dunque, per vedere chi avrà fatto la scommessa migliore nella roulette fra nord e sud.
La quarta giornata del Mondiale ha confermato ancora una volta il copione di questa edizione: vento leggero tra gli 8 e i 9 nodi, campo di regata estremamente tecnico e distacchi minimi a rendere ogni errore potenzialmente decisivo
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