Alle 13:02 i 29 skipper dell'ottava edizione del Vendée Globe sono finalmente partiti da Les Sables d’Olonne e si dirigono molto rapidamente verso Capo Finisterre, distante circa 350 miglia, spinti da un vento da nord tra i 15 e i 20 nodi. I leader dovrebbero essere già lunedì mattina al largo della costa spagnola, prima della rapida discesa verso il Tropico del Cancro.
La partenza è stata relativamente tranquilla rispetto ad altre edizioni. L’unica cosa a cui fare attenzione era il gran traffico.
I primi giorni saranno come una tipica tappa della Solitaire du Figaro, cui molti skipper sono abituati. Quello che conta, però, è mettere la prua della barca davanti all’anticiclone, per sfruttarne il flusso. Chi lo farà al meglio festeggerà tra mercoledì e giovedì.
Infatti tutto è legato all’anticiclone delle Azzorre, che si è installato da sabato dall'Islanda alle Azzorre e si muove lentamente verso sud, sotto la pressione di una vecchia depressione tropicale che si muove verso la Groenlandia e lascia spazio all’anticiclone delle Bermuda che, a sua volta, si sposta verso sud-est e tenta di fondersi con il suo cugino delle Azzorre.
A partire dalla Spagna, bisognerà giocare sull’angolo d’attacco del vento, che sarà sempre orientato a nord, per scendere verso Madeira e le Canarie. Dobbiamo aspettarci una dispersione della flotta lungo la costa del Portogallo. I "foil" sceglieranno percorsi più aggressive per muoversi rapidamente verso il bordo orientale dell’anticiclone, mentre gli altri avranno vita più facile tenendosi su un percorso più diretto. E' quindi probabile che chi ha i foil debba manovrare più spesso per non allontanarsi poi troppo dalla rotta diretta, che al momento sembra la più pagante.
Ma sulla rotta ci sono ci sono i tre arcipelaghi che disturbano gli alisei: Madeira che bisognerà passare a buone cinquanta miglia ad est, o lasciarla a babordo di oltre un centinaio di miglia; le Canarie, che dovrebbero essere attraversate quando gli Alisei saranno rinforzati fino a 20/25 nodi, ma con tutte le incertezze del caso, o passate ad Ovest, a circa 200 miglia, ma con venti più deboli al massimo di 15 nodi.
Ma è a Capo Verde che i leader dovranno scegliere: passare tra il Senegal e le isole, dove gli alisei dovrebbero essere più forti nel fine settimana prossimo, o rimanere fuori evitando però gli influssi di Santo Antao, dove i rilievi salgono fino ai duemila metri. Nel primo caso, l’attraversamento del Pot au Noir potrebbe verificarsi intorno al meridiano 28 ° Ovest, il che è positivo per uscire all'equatore sopravvento della flotta; nel secondo caso, il punto di impatto sarebbe più a ovest, intorno al 31° Ovest, che porterebbe le barche verso le coste brasiliane.
Per la cronaca, la generazione IMOCA costruita dopo il 2008 può facilmente percorrere 350 miglia al giorno, mentre i foils raggiungono le 400 miglia ed oltre senza forzare. Quindi, con questa meteo, la discesa del Nord Atlantico sembra estremamente veloce per i leader con una traversata del Golfo di Biscaglia che avverrà in meno di 24 ore, il Tropico del Cancro raggiunto dopo tre giorni e mezzo in mare, la latitudine del Capo Verde prima del prossimo fine settimana. Non dovrebbe esserci nessun buco di vento fino al Pot au Noir. Ma il divario tra i primi e gli ultimi dovrebbe a quel punto comunque essere impressionante, con un distacco che potrebbe arrivare a più di mille miglia.
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