Vento di Sardegna e Andrea Mura sono tornati a casa. Mercoledì pomeriggio hanno fatto rientro a Cagliari, accolti da un folto e caloroso pubblico di istituzioni, stampa, amici e fans, dopo tre mesi e mezzo di navigazione oceanica e due nuovi leggendari successi umani e sportivi:
la storica Twostar (che, nella sua versione in solitario, ha dato fama ai più grandi navigatori francesi, tra cui Eric Tabarly, primo francese a battere gli inglesi), vinta a giugno tra Plymouth e Newport, in equipaggio con Riccardo Apolloni e stabilendo, primo italiano nella storia, il nuovo record assoluto di percorrenza tra il vecchio e il nuovo continente in 13 gg e 17 h 47 min (il vecchio record era stato stabilito da Ellen Mc Arthur in 14 gg 23 h, 11 min; e la Québec – Saint Malo tra il Canada e la Francia in equipaggio con Riccardo Apolloni, Tommaso Stella e Luca Tosi che l’ha visto prevalere tra i monoscafi stabilendo il nuovo record della classe 50 piedi in 11gg 15 ore e 59 sec. (Il vecchio era stato stabilito da Giovanni Soldini in ! 12 gg e 16 ore e 41 minuti).
Approdato nella banchina principale di via Roma, grazie alla gentile ospitalità di Portus Karalis, Mura ha raccontato le emozioni, i momenti più forti, quelli più critici di questa difficile, doppia impresa. L’ultima, la frattura del polso sinistro durante una caduta in banchina, all’arrivo a Saint Malo.
“E’ stato un vero imprevisto ma, come in tutti questi mesi, la voglia di navigare è stata più forte di tutto”, ha dichiarato allo sbarco, “l'oceano è come una droga, è insaziabile, sono già in astinenza, ormai è diventato il mio elemento naturale". E, per il futuro prossimo, "ho in mente tanti progetti, ma una cosa è sicura: Il richiamo dell'oceano è troppo forte, ci tornerò al più presto".
La soddisfazione più grande, aver vinto con una barca di dodici anni, e vele di quattro. "Lo staff della Veleria Mura ha lavorato senza sosta per migliorare le performance delle vele di Vento di Sardegna, ora ci dedicheremo a tutti i clienti che abbiamo trascurato in questi anni".
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