Tutto nasce dallo yacht sequestrato a Flavio Briatore, anche se in realtà non dovrebbe entrarci nulla perché l’emendamento oggetto della querelle tra governo e opposizione è stato presentato prima del sequestro del “Force Blue”. Per l’opposizione, comunque, nelle more del Ddl presentato da Brunetta alla commissione trasporti della Camera c’è una norma sulla nautica da diporto “tesa a semplificare la vita ai proprietari dei mega yacht” e che potrebbe, sempre secondo il Pd, “vanificare le indagini che hanno portato al sequestro di alcune navi da sogno, tra cui quella riconducibile a Flavio Briatore”. Il Pd ha presentato in merito un emendamento per sopprimere questa articolo che, come spiega Silvia Velo, vicepresidente Pd in commissione Trasporti della Camera, “consente ai megayacht di proprietà di società di comodo destinate al noleggio per finalità turistiche con sede nei paradisi fiscali, di rientrare in Italia iscrivendosi nel Registro Internazionale e beneficiando di agevolazioni normative, fiscali e previdenziali. Una sorta di scudo riservato alle barche extralusso che potranno beneficiare di quelle norme che sono state pensate per le grandi navi , per permettere loro di competere ad armi pari con i loro concorrenti europei.”
Sull’argomento, dopo le puntualizzazioni dell’on Calderoli che ha smentito quanto affermato dall’esponente del PD, prende posizione anche Ucina con il suo Presidente Anton Francesco Albertoni attraverso una nota tecnica che esprime con chiarezza il punto di vista dell'industria nautica italiana : “La proposta in discussione in Commissione Trasporti mira esclusivamente a una semplificazione delle procedure amministrative per le navi da diporto per attrarre in Italia il grande business delle navi da noleggio professionale che oggi scelgono la Francia o altri paesi nostri concorrenti.
La navigazione di queste unità è estremamente penalizzata rispetto a quanto avviene all’estero e per tale ragione l'Italia perde milioni di euro di indotto. Si pensi che ciascuna di queste barche genera un giro di affari pari al 10% del suo valore di acquisto e che sono migliaia i posti di lavoro qualificati.
Non a caso la Francia ha fatto da anni del noleggio un'importante voce di introito economico ed estende a questo settore i benefici fiscali previsti per il turismo. Oggi è seguita da Croazia, Turchia, persino Montenegro, non parliamo dunque di paradisi fiscali." - ha proseguito Albertoni.
“In Italia siamo leader assoluti nel mondo producendo il 51% di unità da diporto superiori ai 24 metri e proprio da questo segmento dipende il 70% del fatturato del comparto che impiega 120.000 addetti” - conclude Albertoni -.
Infine come evidenziato da Censis, Osservatorio Nautico Nazionale e Bain&co il nuovo assetto normativo avrebbe grande impatto in termini di indotto economico e occupazionale sul territorio, facilitando la permanenza, la sosta e il rimessaggio delle navi da diporto nei nostri porti e cantieri.
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