I negoziati in seno all'Organizzazione marittima internazionale (IMO) si sono conclusi oggi con un accordo, primo nel suo genere, volto a mettere il settore del trasporto marittimo sulla buona strada per raggiungere il livello di emissioni nette zero entro il 2050. Ma le misure per raggiungere questo obiettivo non sono all'altezza di quanto necessario per portare a una rapida riduzione delle emissioni.
L'accordo sul clima di Parigi non prevedeva meccanismi di controllo delle emissioni del trasporto marittimo, per cui questo accordo mirava a portare il settore in linea con gli obiettivi climatici globali, con l'aggiunta dei poteri normativi dell'IMO che possono garantire il raggiungimento degli obiettivi.
Poiché il trasporto marittimo contribuisce al 3% delle emissioni globali - più della maggior parte dei singoli Paesi - questo risultato ha il potenziale per avere un impatto significativo sulle emissioni mondiali e costituisce un precedente per altri settori. Tuttavia, secondo il WWF, gli obiettivi e le misure di riduzione delle emissioni concordate a breve e medio termine non danno la certezza di poter garantire il ritmo di azione e di finanziamento necessario per allineare il settore all'obiettivo dell'Accordo di Parigi di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, né di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni concordati dall'IMO.
L'Accordo, che dovrebbe segnare un'inversione di tendenza per i gas serra prodotti dal trasporto marittimo globale, lancia comunque un segnale storico. Si tratta infatti del primo accordo internazionale che pone un intero settore su un percorso di riduzione obbligatoria che mira alle emissioni zero. Secondo il WWF, per essere sicuri di raggiungere l'obiettivo dello zero netto entro il 2050, però, i Paesi e l'industria del trasporto marittimo dovranno sfruttare appieno gli incentivi e i segnali contenuti nell'accordo. ridurre davvero rapidamente le emissioni e indirizzare i finanziamenti necessari verso combustibili e fonti energetiche sostenibili a emissioni zero o quasi zero.
I Paesi hanno inoltre apportato nuove conoscenze sulla lotta al rumore sottomarino prodotto dalle navi, tra cui un documento presentato congiuntamente da Canada e WWF, e sta crescendo lo slancio per affrontare i rischi posti dai sistemi di depurazione dei gas di scarico, o “scrubber”. Nuove prove presentate questa settimana hanno evidenziato gli impatti nocivi degli scarichi dei depuratori sulla salute umana e sugli ecosistemi marini, aumentando le preoccupazioni per il loro uso diffuso. Tuttavia, i negoziati sull'indicatore di intensità di carbonio sono stati inferiori alle aspettative e hanno perso l'opportunità di adottare misure più incisive per promuovere l'efficienza energetica nel breve termine.
Per il WWF, infatti, l'accordo sull'efficienza delle navi è al di sotto di quanto necessario per affrontare la doppia crisi del clima e della biodiversità. È un duro colpo per le comunità e le specie vulnerabili al clima, anche nell'Artico, che non possono sopportare ulteriori ritardi. Navi più efficienti bruciano meno carburante, producono meno rumore sottomarino e possono ridurre il rischio di attacchi alle balene. Sebbene gli obiettivi concordati questa settimana avranno un impatto positivo sulla protezione dell'ambiente marino, la realtà è che rimangono troppo modesti e il tempo sta per scadere. Il debole risultato sull'efficienza energetica mette ancora più sotto pressione le misure a medio termine dell'IMO per ottenere le riduzioni delle emissioni necessarie a raggiungere lo zero netto entro il 2050.
Fabrizio Cattaneo della Volta è stato eletto presidente del Reale Yacht Club Canottieri Savoia per il biennio 2026/2028, al termine dell’Assemblea dei soci che si è riunita questa mattina
Il Circuito dopo dieci tappe nelle più belle località italiane, assegnerà i due ambiti Trofei Francesco Ciccolo e Miglior Timoniere-Armatore J24. Ad organizzare la manche d’apertura il CNM di Carrara
Potranno iscriversi gli Yacht in legno o in metallo antecedenti il 1950 (Yacht d’Epoca) e al 1975 (Yacht Classici), gli Spirit of Tradition, i Classic IOR (varo compreso tra il 1970 e il 1984) e le repliche di yacht in possesso di certificato CIM
Vento da Nord-Ovest, medio leggero da 8 a 10 nodi e onda ; tre prove come da programma per le due batterie Juniores e per i Cadetti per un totale di sei prove svolte
Martedì 21 aprile alla Tenuta Ca’ Corniani istituzioni e operatori a confronto sul progetto che punta su navigazione, ciclovie e sviluppo sostenibile del territorio
La stagione offshore del Royal Ocean Racing Club torna nel cuore dell’Europa con uno degli appuntamenti più attesi della primavera velica: la Cervantes Trophy Race 2026
A settembre 2026 prende il via una nuova, affascinante avventura firmata The Ocean Race Atlantic: una traversata in equipaggio che promette di ridefinire gli equilibri della vela offshore
La regata, organizzata dal Circolo Vela Gargnano con Vela Club Campione, si chiude con un finale a dir poco equilibrato: tre equipaggi a pari punti, dopo otto prove. Ad imporsi, per migliori parziali , gli svizzeri Kiran e Tyc
In classe Mini 650 Serie vittoria per Edouard Rousseau – Jetly di Timothee Marguier, secondo posto per Sikania di Davide Foti, terzo per Marina Rubicon di Alonzo Fernandez Perez. Tra i Prototipi vittoria di Mr Brightside di Llull Jannes
Dal 24 al 26 aprile La Lunga Bolina, organizzata dal CC Aniene in collaborazione con lo YC Santo Stefano, amplia il proprio orizzonte. Accanto all’altura, alla Coastal Race e alla Coastal Cruise, debutta la I tappa di Coppa Italia GP Wingfoil