E dove sono gli italiani della grande vela oceanica? Nel chiedercelo, visto il grande impatto mediatico che stanno avendo le imprese di questi ultimi mesi, di cui quella in atto di Franck Cammas è solo l’ultima, non potevamo che andare a scovare Giovanni Soldini, quasi l’ultimo del mohicani ..pardon dei solitari italiani. “Sto benissimo – risponde ridendo – e mi sto facendo quei mesi di cantiere necessari a mettere a punto il mio 40 piedi per partecipare alla Ostar”. Al solo pensiero della Ostar si accende l’immaginazione: allora non tutto è perduto, i progetti, le idee e la voglia ci sono ancora. La Ostar, che oggi si chiama “Tha Artemis Transat” in omaggio al nuovo sponsor, è la regata delle regate in solitario, quella inventata nel 1960 da Sir Francis Chicester, la più vecchia regata in solitario della storia e quella che ha creato tutti i miti della vela moderna, da Eric Tabarly a Ellen MacArthur, da Alain Colas a Mike Birch, da Philippe Poupon, a Loick Peyron, da Francis Joyon a Michel Desjoyeaux,. “Sarà complicata – prosegue Giovanni – perché hanno deciso di anticipare la partenza di un mese e quindi si partirà il 10 maggio e non sono proprio sicurissimo che la barca sarà a punto come dovrebbe”. E che speri di ottenere con questa barca che ha dimostrato di andare fortissimo? “Innanzitutto di evitare gli orsi polari a bordo – ci risponde ridendo Giovanni – perché partendo un mese prima del solito non so che situazione troveremo verso Terranova. Secondo me ci sarà ancora moltissimo ghiaccio e sarà veramente pericoloso anche per gli iceberg e per il grande traffico commerciale e la nebbia”. Di vittoria non ne parla e mi sembra giusto anche perché 2.800 miglia in Atlantico non sono uno scherzo, ma dopo le delusioni del multiscafo Tim, con questo Class 40 Giovanni è tornato a sorridere e ad assaporare la vittoria anche se in coppia con Pietro D’Alì nella Transat Jacques Vabre. Ma a proposito come è stato Pietro come compagno di regato? “Non ci crederete mai, così come non ci crederanno mai tutti coloro che lo conoscono a terra ma in barca quando incomincia a parlare è inarrestabile. Una vera sorpresa! Tornerei a regatare con lui di corsa”. Tornando alla Ostar partirà da Plymouth, la sede storica fin dal 1960, ed arriverà a Boston , negli Stati Uniti, altra località con un passato importante nella storia della vela, dopo 2,800 miglias in Atlantico percorse contro i venti dominanti. Questa edizione sarà riservata esclusivamente ai monoscafi e questo avviene per la prima volta da quando i multiscafi furono introdotti nel 1964. Il ritorno alla formula mista avverrà con la nuova classe ORMA. Due le classi confermate per i monoscafi: l’IMOCA 60 e la Class 40, un misto, secondo gli organizzatori, di skipper professionisti concentrati nel 60 piedi e una classe 40 che può consentire di gareggiare anche agli aspiranti skipper professionisti oceanici e ai cosiddetti “amateurs”. D’altronde la Ostar è nata così, per una scommessa di una misera mezza corona tra Sir Francio Chichester e l’ex colonnello della Marina Britannica “Blondie” Hasler, l’inventore della celebre frase :“One man, one boat, the ocean “ . “Scommetti che il mio Gypsy Moth è più veloce del tuo Jester ad attraversare l’Atlantico?”. Questa la frase di Chichester pronunciata davanti ad un boccale di birra che diede il via a tutto. E chi la scommette una birra con me che Soldini è il più veloce?
Secondo assoluto il 45er tedesco 6Q di Peter Koenig, terzo Pirillina di Stefano Fasoli. QFX di Thomas Jundt conquista entrambe le Line Honour
Oltre 100 imbarcazioni sono scese in acqua per il Trofeo Gargnano, prima prova del lungo weekend gardesano, in condizioni caratterizzate da caldo, vento leggero e continui cambi di direzione e pressione
A poco più di 500 miglia dal traguardo, Francesca e il suo equipaggio a bordo di 11th Hour Racing sono ancora in piena lotta per il podio, e forse anche per qualcosa di più, mentre navigano veloci verso l'arrivo al largo di Lorient
È stata un'altra giornata probante, sia dal punto di vista fisico che mentale, nel Nord Atlantico per i sei equipaggi impegnati da New York a Lorient, in Francia, nell'edizione inaugurale di The Ocean Race Atlantic
A Les Sables-d’Olonne, la Cape Horn Hall of Fame celebra sei nuovi protagonisti della storia della navigazione oceanica: George Anson, Alexia Barrier, Thomas Coville, Guirec Soudée, Brian Thompson e Paul Cayard
Capricorno e Northstar III primi leader dei rispettivi campionati del mondo
Tre vittorie nelle quattro regate di flotta e il terzo posto nella finale a quattro: il Red Bull Italy SailGP Team lascia Valencia con il primo podio della stagione, al termine del miglior weekend della squadra nella Season 6 del Rolex SailGP Championship
La vita a bordo delle sei imbarcazioni IMOCA impegnate in The Ocean Race è passata da difficile a durissima nelle ultime ventiquattr'ore
A Marina di Loano 65 equipaggi per il 91° Campionato Italiano, valido anche come quarta tappa della Coppa Italia
Northstar III si consolida al comando del Campionato Mondiale Maxi Grand Prix, per i Maxi 1 classifica corta al vertice