Giovanni Soldini e Maserati Multi 70 sono partiti sabato 13 luglio alle 12.30 ora locale (19.30 UTC, 21.30 ora italiana) da Pt. Fermin, Los Angeles per la 50a edizione della Transpacific Yacht Race (Transpac): 2225 miglia fino al traguardo al largo di Diamond Head, a Honolulu, Hawaii.
Sotto un cielo nuvoloso, con un vento da Sud Ovest tra i 6 e gli 8 nodi, Maserati Multi 70 ha tagliato la linea di partenza sulla scia dei suoi concorrenti, il MOD 70 americano Argo e il MOD 70 inglese PowerPlay. seguito dal trimarano americano di 63 piedi Paradox.
A tre ore dalla partenza (22.30 UTC, 00.30 ora italiana), Giovanni Soldini racconta da bordo: «Le prime 24 ore di regata sono difficili. Ci troviamo in una bolla con poco vento in cui dobbiamo difenderci bene: con venti deboli siamo sfavoriti rispetto ai nostri concorrenti, che sono più leggeri. Il primo a raggiungere l’aliseo acquisterà un vantaggio importante che sarà poi difficile da recuperare. Ora ci sono tra i 3 e i 6 nodi e abbiamo dovuto lottare tutto il pomeriggio con le alghe che si incastrano nei foil. Dobbiamo passare una piccola depressione che ci blocca la strada verso il vento stabile di Nord Ovest, sarà una notte impegnativa».
Sarà una prova impegnativa per Giovanni Soldini e il suo equipaggio: oltre che per il meteo poco favorevole, anche per l’alta concentrazione di detriti che caratterizza questa zona dell’Oceano Pacifico. Per rispondere a questo problema, il Team di Maserati Multi 70 ha sviluppato un sistema di fusibili per i timoni laterali che permette di limitare i danni in caso di impatti con oggetti galleggianti.
A bordo di Maserati Multi 70, insieme allo skipper Giovanni Soldini gli italiani Alberto Bona, Guido Broggi e Matteo Soldini; gli spagnoli Carlos Hernandez Robayna e Oliver Herrera Perez; il francese François Robert.
I trimarani competeranno per il Rudy Choi Perpetual Trophy, trofeo assegnato al multiscafo con il miglior tempo reale, oltre che per tentare di battere il record di velocità, fissato nel 2017 dall’ORMA 60 americano Mighty Merloe (4 giorni, 6 ore, 32 minuti e 30 secondi).
In mare si disegna un campo di regata perfetto. A terra, invece, si gioca una partita molto più complessa, dove il vento conta meno delle aspettative – e delle diffidenze – di chi quel tratto di costa lo vive ogni giorno
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