Vela, giro del mondo in solitario - Lo skipper di Sodebo è entrato venerdì sera in una immensa zona senza vento a 200 miglia sud dell’equatore. "E’ una muraglia quella che si para davanti a noi” ha detto Thomas Coville. Insomma quando gli restano ancora da percorrere l’equivalente di una transatlantica (3500 miglia) e 8 giorni e mezzo di tempo per arrivare a Ouessant in tempo per battere il record di Francis Joyon, Thomas vede l’anemometro del trimarano tornare a rallentare. Contrariamente alla norma, l’aliseo di sud-est che d’abitudine soffia in quella zona non c’è. Approfittando di una rotta vicino alle coste del Brasile Thomas ha ritardato questo momento ed è riuscito a procedere intorno ai 10 nodi fino alla fine della giornata di venerdì, ma alla fine la zona di calma piatta si è implacabilmente installata. "Ho avuto dai 4 ai 6 nodi questa notte e il mare era liscio come l’olio intorno a me – ha detto Coville – Questa mancaza degli aliseo può essere dovuta a questa depressione temporalesca sotto la punta del Brasile che ha aspirato tutto”.
Dopo una rimonta velocissima dell’atlantico del sud, lo skipper francese non può far altro che prendere atto della situazione difficile visto che questa zona è larga circa 1500 km ed è un reale deserto di vento che si è installato dal nord del Brasile fino all’equatore. Il ritardo sulla posizione di Francis Joyon oltrepassa oramai le 400 miglia e il trimarano dovrebbe uscire da questa situazione domenica a fine giornata, visto che la depressione a sud del Brasile si sta esaurendo. Ma c’è da considerare che, nonostante questa situazione gli assomigli enormemente, il vero pot au noir deve ancora venire.
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