Vela, Route du Rhum - Spettacolo eccezionale, come previsto, quando questa mattina alle 13:02 ha preso il via la 9^ edizione di questa Route du Rhum, madre di tutte le corse in solitario nell’oceano atlantico.
Una partenza in scioltezza, con le barche spinte da un’aria leggera da sud-est. Le 84 barche, 24 multiscafi e 60 monoscafi tra i 12 e i 32 metri, si sono diretti, davanti a una pletora di circa 20.000 spettatori imbarcati su ogni mezzo navigante, verso punta del Grouin. A terra una serie infinita di spettatori, asserragliati anche in alto sulla costa, una tribuna naturale stupenda per seguire la partenza e le prime miglia della corsa.
Al colpo di cannone sono scattati davanti gli imprendibili multiscafi, quasi avessero acceso un turbo. Subito in testa Franck Cammas che con il suo Groupama 3 fa subito valere la classe e il pronostico. Anche alla rilevazione effettuata dopo 2 ore e mezza di corsa Groupama 3 è in testa seguito da Gitana 11 e Oman Air Majan. Al 4° e 5° posto due candidati alla vittoria finale, Thomas Coville con Sodebo e Francis Joyon su Idec. Quella dei multiscafi, la categoria “Ultime”, sarà una gara assolutamente eccezionale. In corsa ci sono tutti i big di questa classe, una vera sfida tra titani.
Meno significativa la partecipazione negli Imoca ’60, anche se i pochi nomi in lizza sono di prim’ordine come Jean Pier Dick, che è in testa con il suo Virbac Paprec 3, seguito da uno dei più grandi velisti dell’era moderna, Michel Desjoyeaux sull’inseparabile Foncia. I due hanno preso qualche miglia di vantaggio su PRB di Vincent Riou e Groupe Bel di Kito de Pavant. Partiti male gli italiani in Class 40: un 24° posto per Davide Consorte e un 36° per Marco Nannini. La corsa è lunga ed i due sono alla prima partecipazione. L’obiettivo è quello di far bene e di arrivare in fondo e sicuramente ci daranno molte soddisfazioni.
Discorso diverso per il vecchio Vento di Sardegna di Andrea Mura. Prima partecipazione ad una regata oceanica in solitario per il sardo ma a bordo di una barca di barca che conosce a menadito e che è strutturata per l’oceano, essendo il vecchio 50 piedi con cui De Gregorio ha fatto il Vendée Globe del 2000. Ci ha lavorato tanto Andrea su questa barca, assistito anche dal compagno di tante avventure in doppio Guido Maisto, e i risultati, se il buongiorno di vede dal mattino, ci sono. E’ prima della sua classe, la Rhum, ma soprattutto è subito in coda ai Multi 50.
Dopo aver doppiato Cap Frehel, Andrea Mura navighera’ in direzione dell’isola di Bréhat e tra non molto sara’ per lui il momento delle prime decisioni: il meteorologo Gianfranco Meggiorin (Navimeteo), che lo seguirà durante la regata, gli ha gia’ fornito tutte le informazioni necessarie per scegliere tra “un’opzione Nord e una Sud”.
Un vasto anticilone infatti influenzerà in maniera importante le prime 48 ore di navigazione e le decisioni dovranno essere drastiche, senza compromessi di sorta. Nel primo caso, quello del passaggio a Nord, una volta usciti dalla Manica si navighera’ vicini alla rotta ortodromica (quella diretta sull’arrivo), in condizioni di vento molto forte (oltre 35 nodi) da NW e mare agitato. Scegliendo l’opzione Sud, la rotta è più lontana dall’ortodromica almeno nel primo tratto, ma le condizioni meteo sembrano essere migliori (vento da NW a 25 nodi).
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