Le ultime miglia della corsa verso il traguardo di Pointe à Pitre del Maxi Banque Populaire Solo VII timonato da Loick Peyron sono state bellissime. In una notte calda, il maxi-trimarano avanzava deciso a circa 13 nodi, spinto da un vento che raggiungeva a malapena i 15 e in un mare molto formato, con un’onda che arrivava anche ai 3 metri. Un arrivo spettacolare, nel bel mezzo di una notte tropicale rischiarata da una grande luna.
Loick Peyron ha tagliato il traguardo della 10^ edizione della Route du Rhum questo lunedì 10 novembre alle 5:08:32 ora italiana, impiegando solo 07 giorni, 15 ore, 8 minuti e 32 secondi per completare il percorso di 3542 miglia (teoriche) ad una velocità media di 19,34 nodi. In realtà, Loick ha percorso 4.199 miglia a una velocità media di 22,93 nodi. Viene battuto, così, il tempo di riferimento stabilito nel 2006 da Lionel Lemonchois (7 giorni 17 ore 19 minuti e 6 secondi) di 2 ore, 10 minuti e 34 secondi.
Un record realizzato proprio qui dove aveva avuto inizio la sua carriera, a questa Route du Rhum che lo aveva visto protagonista già nel 1982, a 22 anni. Non era mai riuscito a vincerla in assoluto e questa soddisfazione, record compreso, l’ha avuta oggi, a 54 anni in una edizione alla quale non doveva nemmeno prendere parte. Banque Populaire, infatti, gli è stata affidata solo due mesi fa, quando è stato chiamato a sostituire Armel Le Cléac'h.
"L'ultimo giorno è stato difficile – ha raccontato Loick all’arrivo dopo la sbornia dei festeggiamenti - e da questa mattina al largo della Désirade, ho dovuto fare un sacco di manovre. Ora penso che andrò a dormire! Con questa sono sette le edizioni cui ho partecipato; è stato bello. E' stata una situazione eccezionale quella che mi ha consentito di stare alla barra di questa bella barca al posto di Armel. Tutti noi abbiamo fatto bene, con una grande squadra e la presenza di Armel. Questa vittoria è venuta grazie al team di Banque Populaire. Non avrei mai immaginato di fare di nuovo questa corsa e poi su una barca del genere e vincerla! Qui non è mai facile e questo è ciò che è molto eccitante. E' una regata molto stressante, anche troppo. Resistere alle alte velocità è complicato quando il mare è pieno di frangenti. Ho portato bene la barca e ho avuto paura per tutto il tempo. Questo è l'obiettivo su questi multiscafi: bisogna governare costantemente barca. Una notte mi sono addormentato al timone e per poco non mi rigiro. E’ bella questa vittoria, è la più bella. Il record è aneddotica, è la ciliegina sulla torta.
Ho parlato con la barca, durante la gara, per sette giorni. E' stato un bene che sia finita! Le ultime 24 ore sono in genere le più lunghe e le più difficili. Ma ci sono anche un sacco di bei momenti. Abbiamo avuto un problema sul braccio di collegamento il terzo giorno. Ho chiamato la squadra, abbiamo esaminato il problema e poi mi sono infilato all’interno come uno speleologo e ho constatato che non era successo nulla e la barca era solida, come ha dimostrato in questo mare difficile. Ci sono stati altri piccoli contrattempi, che non vi racconto.
Da dodici anni, non andavo su un multiscafo da solo. Non ho mai sognato di fare una Route du Rhum su una barca del genere. Questa è una cosa da pazzi. Quando ho accettato l'incarico, ho lavorato per essere all'altezza di Armel. La prima notte quando ero in bagarre con Thomas (Coville ndr) ci siamo detti delle cose, ma al Vendée Globe ho detto no, grazie. Gentile, ma io non ripartirei mai per un Vendée Globe. Tra quattro anni, me ne torno alla Route du Rhum sulla mia barchetta gialla. Questa è stata una bellissima parte di vita, geniale da vivere. E’ stata la prima e l’ultima. Il seguito sarà l’America’s Cup con Artemis. Mi unisco a loro tra un paio di giorni a San Francisco, e andrò in Australia per fare la barca che vola, una farfalla con i foils”.
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