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Round Britain and Ireland Race, è partita la maratona d’altura

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Roberto Imbastaro

Da Cowes è scattata la 50ª edizione della grande regata organizzata dal Royal Ocean Racing Club. Trentadue barche e 182 velisti di 22 nazioni affrontano 1.805 miglia senza sosta intorno a Gran Bretagna e Irlanda. Prime ore veloci nel Solent, ma la notte promette condizioni decisamente più impegnative.

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Il colpo di cannone dalla linea del Royal Yacht Squadron, a Cowes, ha dato il via a una delle più dure sfide dell’altura europea. È partita la RORC Round Britain and Ireland Race 2026, una regata che quest’anno assume un significato particolare perché coincide con il 50° anniversario della prima edizione.

Trentadue imbarcazioni, con 182 velisti provenienti da 22 Paesi, hanno lasciato il Solent sotto un cielo sereno e con una leggera brezza da est. Una partenza ordinata, con tutta la flotta che ha preso il largo verso est, ma che rappresenta soltanto l’inizio di una maratona lunga 1.805 miglia nautiche.

Il percorso porterà gli equipaggi ad affrontare alcuni dei tratti di mare più impegnativi dell’Europa settentrionale: i promontori soggetti alle forti correnti della Manica, la costa occidentale dell’Irlanda, St Kilda, le Shetland e infine la complessità del Mare del Nord. Una navigazione nella quale la velocità della barca sarà soltanto uno degli elementi decisivi. Correnti, mare, traffico, passaggi obbligati e variazioni del vento potranno modificare continuamente gli equilibri.

Una regata che mette alla prova tutto l’equipaggio

Tra i protagonisti c’è anche Deb Fish, Commodoro del Royal Ocean Racing Club, che conosce molto bene questa regata. Nel 2000 vinse la classifica overall a bordo di Incisor of Wight e nel 2022 tornò a competere, questa volta in doppio con Rob Craigie su Bellino, chiudendo seconda assoluta con appena sette minuti di distacco dopo la compensazione.

Quest’anno Fish e Craigie sono nuovamente insieme su Bellino, ma con un equipaggio di quattro persone completato da Nicole Hemeryck e Joe Griffiths, entrambi provenienti dal programma Griffin.

Per Fish, la Round Britain and Ireland rappresenta l’essenza stessa della vela d’altura: 1.800 miglia tra promontori, coste rocciose, correnti di marea, schemi di separazione del traffico, banchi di sabbia e parchi eolici.

È proprio la combinazione di difficoltà tecniche e umane a rendere particolare questa regata. La navigazione non-stop obbliga gli equipaggi a confrontarsi con fatica, freddo, sonno e decisioni tattiche da prendere spesso in condizioni difficili. Ed è anche per questo che il RORC considera la Round Britain and Ireland una delle prove più rappresentative della propria filosofia di offshore racing.

Particolarmente significativa, inoltre, è la presenza di molti giovani velisti, diversi dei quali provenienti proprio dal programma Griffin, un investimento sul futuro della vela d’altura britannica e internazionale.

La prima notte sarà già una prova importante

Dopo la partenza da Cowes, la flotta ha doppiato il sud dell’Isola di Wight dirigendosi verso est. Ma le condizioni erano destinate a cambiare rapidamente.

Le previsioni indicavano l’ingresso di un gradiente occidentale tra 10 e 15 nodi, destinato a rendere più impegnativa la navigazione verso l’uscita dalla Manica. Successivamente il vento avrebbe dovuto ruotare a nord-ovest.

A complicare ulteriormente la situazione c’è il cambio di marea previsto durante la prima serata. Vento e corrente contrapposti possono infatti creare un mare corto e fastidioso, offrendo alla flotta un primo assaggio delle difficoltà che attendono gli equipaggi nelle prossime giornate.

Dopo una partenza relativamente tranquilla, la prima notte potrebbe quindi rappresentare il vero ingresso nella Round Britain and Ireland.

Pace parte forte

Dopo circa due ore di regata, Johnny Vincent, con il Volvo 70 Pace, era il più veloce della flotta, mentre si avvicinava alla boa di Bembridge Ledge a oltre 10 nodi di velocità. A circa un miglio seguiva il Ker 56 Varuna 6 di Jens Kellinghusen.

Molto serrato anche il confronto tra i Class40, con Penfret di Pierre LeBoucher e Swift di Greg Leonard praticamente appaiati nelle prime posizioni.

Ma è ancora troppo presto per parlare di gerarchie. Su una regata di oltre 1.800 miglia, le prime ore possono offrire indicazioni sulla velocità delle barche, ma non certo anticipare il risultato finale.

La Round Britain and Ireland è una regata nella quale ogni passaggio può cambiare la situazione: una corrente favorevole, una scelta tattica azzeccata, un salto di vento o, al contrario, una notte difficile possono valere ore di vantaggio.

E soprattutto, dopo la partenza di Cowes, comincia la parte più difficile: restare veloci, lucidi e affidabili per tutto il giro della Gran Bretagna e dell’Irlanda.

Per il Royal Ocean Racing Club, questa 50ª edizione è dunque molto più di una ricorrenza. È la celebrazione di una delle grandi classiche dell’altura, una regata che dopo mezzo secolo continua a mettere barche ed equipaggi di fronte alla stessa domanda: quanto siete davvero pronti ad affrontare il mare?

 


09/08/2026 23:25:00 © riproduzione riservata






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