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Round Britain and Ireland Race: Pace guida la flotta verso Land’s End

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Roberto Imbastaro

Sono passate appena 24 ore dalla partenza, ma la RORC Round Britain and Ireland Race 2026 ha già iniziato a mostrare il suo vero volto: una lunga partita tattica nella quale ogni scelta può trasformarsi rapidamente in un vantaggio o in un problema. La flotta, partita domenica dalla linea del Royal Yacht Squadron a Cowes, è ora distesa lungo il Canale della Manica e si avvicina al primo grande passaggio strategico della regata, quello di Land’s End e delle Isole Scilly.

In testa c’è il Volvo 70 Pace di Johnny Vincent, che procede intorno agli otto nodi mantenendo una rotta relativamente vicina alla costa della Cornovaglia. Alle sue spalle il Ker 56 Varuna 6 di Jens Kellinghusen e il Mach 50 Palanad 4 di Antoine Magre hanno scelto una rotta più al largo e sembrano aver recuperato terreno. I tre protagonisti sono ormai vicini al punto in cui la strategia potrebbe cambiare radicalmente l'ordine della flotta.

Il prossimo passaggio delicato sarà quello delle Traffic Separation Schemes delle Isole Scilly. Successivamente, il passaggio di Bishop Rock dovrà essere effettuato lasciandolo a dritta. Pace sembra orientato verso una rotta attraverso le zone di separazione, mentre Varuna 6 e Palanad 4 appaiono per il momento più orientati a passare a sud. La scelta definitiva è ancora lontana e, soprattutto, il vento potrebbe rendere inutili molte delle previsioni elaborate a terra.

È proprio questa la caratteristica della Round Britain and Ireland: nelle prime miglia si possono guadagnare minuti e miglia, ma basta una zona di bonaccia o una corrente contraria per vedere il vantaggio dissolversi rapidamente.

Il primo grande bivio verso il Celtic Sea

A bordo di Palanad 4, Joss Cresswell racconta una prima notte dai due volti. Le prime ore sono state difficili, con una lunga bolina contro un mare corto e una velocità che si è mantenuta tra i sei e i sette nodi. Poi il vento è girato e ha permesso al team di aprire le vele e issare il Code Zero.

Il risultato è stato immediato: con circa 14 nodi di vento, il Mach 50 è arrivato a navigare a 13 nodi. Un cambio di ritmo che ha avuto anche un effetto importante sul morale dell’equipaggio.

Ma il problema è tutt’altro che risolto. Pace, Varuna 6 e Palanad 4 stanno infatti cercando la soluzione migliore per attraversare una zona di vento debole prima di trovare condizioni più regolari nel Celtic Sea. È qui che potrebbe maturare il primo vero distacco della regata.

La vita a bordo, intanto, sembra procedere bene. Sono comparsi anche i delfini, ma c'è già una piccola emergenza nelle cambuse: metà delle scorte di flapjack è stata consumata nella prima notte. Un problema che potrebbe diventare serio quando la flotta arriverà alle acque fredde del nord e alle lunghe ore di navigazione verso Muckle Flugga.

Pata Negra detta il ritmo in IRC One

Tra le classi IRC, il Lombard 46 Pata Negra di Sam e Andrew Hall è al comando della IRC One sia sul percorso reale sia secondo la classifica provvisoria in tempo compensato. Il tracker assegna al momento un vantaggio consistente al team, mentre alle sue spalle è molto più serrato il confronto tra Stickleback ed Espresso Martini Too.

A bordo del Farr 40 Espresso Martini Too, Cameron Davis descrive una giornata particolarmente piacevole, con mare vivo, delfini e traffico intenso di navi mercantili e pescherecci. Una situazione quasi da crociera, se non fosse che ogni miglio fa parte di una regata di oltre 1.800 miglia.

Bellino davanti in IRC Two

In IRC Two è invece il Sun Fast 3600 Bellino di Rob Craigie a guidare provvisoriamente in tempo compensato. Il team della Commodore del RORC Deb Fish è però perfettamente consapevole che, dopo appena un giorno, la classifica vale ancora molto poco.

Bellino naviga a poche miglia da Moana e Ronin, mentre il vento sta progressivamente diminuendo. A bordo si valuta se continuare a seguire il vento presente oppure dirigersi più a nord alla ricerca della brezza termica prevista dai modelli.

Per Deb Fish la situazione è resa ancora più complicata da un raffreddore che le ha tolto quasi completamente la voce. Le comunicazioni durante i cambi di turno avvengono così soprattutto attraverso gesti, messaggi scritti e qualche sussurro. Una piccola difficoltà che, in una regata di questo tipo, diventa parte integrante della vita a bordo.

Ronin guida la sfida dei doppisti

Particolarmente interessante anche la situazione nella IRC Two-Handed, dove undici equipaggi stanno affrontando la regata con soli due velisti a bordo.

Il JPK 1080 Ronin di Benjamin Grosman e Klaus Rasmussen è al comando sia sul percorso sia in tempo compensato. Secondo è il JPK 1080 Mzungu! di Sam White e Nathan Steffenoni, seguito dal Sun Fast 3300 Sky Business – Game On di Ian Hoddle e Willow Bland.

White conosce bene la difficoltà di interpretare una classifica dopo appena 24 ore. Nella precedente edizione aveva visto un grande vantaggio dissolversi rapidamente dopo essere entrato in una zona di bonaccia. Per questo la strategia di Mzungu! è soprattutto quella di rimanere agganciato al gruppo di testa, senza inseguire ogni piccola variazione prevista dai modelli meteorologici.

È una filosofia particolarmente adatta a una regata lunga: mantenere la barca competitiva, evitare errori e arrivare nelle condizioni migliori quando la corsa entrerà davvero nel vivo.

Anche Sky Business – Game On ha dovuto recuperare dopo essere rimasto intrappolato in una zona senza vento all'uscita dal Solent. Il team ha però reagito durante la notte e ora è tornato a stretto contatto con Mzungu!.

Jetpack al comando in IRC Three

In IRC Three il protagonista delle prime 24 ore è il JPK 1010 Jetpack di Mark Brown, che ha percorso circa 135 miglia e guida la classe sia in acqua sia secondo il tempo compensato provvisorio.

Alle sue spalle naviga il Sun Fast 3200 Zanzibar, mentre il J/105 Mojo, anch'esso in doppio, occupa la terza posizione.

Continua intanto la rimonta di Fujitsu British Soldier, costretto nelle prime fasi a effettuare una riparazione provvisoria alla barra del timone. L'equipaggio ha spinto per tutta la notte riuscendo a recuperare terreno e ad avvicinarsi alla zona dell'Eddystone Lighthouse.

Ora arriva la parte difficile

Per tutti i concorrenti, il prossimo appuntamento decisivo è ormai vicino. Land’s End, le Isole Scilly e Bishop Rock rappresentano il primo vero snodo della Round Britain and Ireland Race 2026. Dopo il passaggio attraverso il Canale della Manica, le barche entreranno nelle acque del Celtic Sea, dove sono attese condizioni di vento più regolari ma anche una navigazione molto più impegnativa.

La classifica dei primi 24 ore, quindi, è ancora soltanto una fotografia provvisoria. Con oltre 1.600 miglia ancora da percorrere, le posizioni possono cambiare rapidamente.

La Round Britain and Ireland ha appena cominciato a raccontare la sua storia. E, come spesso accade nelle grandi regate d'altura, il vero risultato delle prime 24 ore potrebbe essere non chi è davanti, ma chi è riuscito a rimanere nella posizione giusta per affrontare il prossimo grande bivio.

 


10/08/2026 23:28:00 © riproduzione riservata






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