Una regata da interpretare metro dopo metro, dove a fare la differenza non è stata solo la velocità, ma la capacità di leggere il mare e non smettere mai di crederci. La XII Regata dei Cinque Fari ha regalato agli equipaggi 140 miglia di navigazione intensa, trasformando il tratto di mare tra Palermo, Ustica, lo Scoglio Porcelli, San Vito Lo Capo e Capo Gallo in un autentico banco di prova per tattica, esperienza e resistenza.
Le condizioni meteo hanno reso la sfida imprevedibile fin dalle prime ore. Lunghi buchi di vento hanno alternato continue ripartenze e improvvisi rallentamenti, costringendo gli equipaggi a cambiare strategia più volte. Nel passaggio allo Scoglio Porcelli, invece, il vento sostenuto ha imposto scelte decisive che hanno ridisegnato la classifica. Il record della regata è rimasto così imbattuto, ma lo spettacolo non è mancato: una sfida combattuta fino alle ultime miglia, vinta da chi ha saputo gestire meglio ogni momento della navigazione.
A tagliare per primo il traguardo è stato Anemos II dell'armatore Marco Bono, protagonista di una prova di grande autorità. A bordo del maxi yacht anche due autentiche leggende della vela italiana, Mauro Pelaschier e Tommaso Chieffi, che hanno guidato l'imbarcazione al successo in tempo reale. Una lunga sosta nei pressi di Capo San Vito, causata dall'assenza di vento, ha però fatto svanire il sogno di migliorare il record della manifestazione.
La vittoria assoluta in tempo compensato, quella che assegna il successo nella Regata dei Cinque Fari, è andata invece a Sagola Spartivento di Peppe Fornich. Una conduzione lucida e senza errori, unita a un'eccellente lettura del campo di regata, ha permesso all'equipaggio di rimanere sempre nelle posizioni di vertice e di sfruttare al meglio ogni cambio di vento. A completare il podio del Gruppo 1 sono stati Extra 1 di Tommaso Bruni e Querida di Ester Puzzanghero.
Nel Gruppo 2 il successo è andato a Gold Digger di Mario Marino, davanti a Lula di Vincenzo Adragna e Gioa di Alfredo Sciabarrà.
Grande spettacolo anche nella categoria Double Handed, riservata agli equipaggi di sole due persone. A imporsi è stata Melagodo di Luca De Luca, con a bordo i neo campioni italiani della specialità, reduci dal titolo conquistato proprio a Palermo la settimana precedente. Alle loro spalle Lunatika di Guido Baroni, mentre il terzo posto è andato a Su Cantu e su Entu di Salvatore Nurra.
La XII Regata dei Cinque Fari si conferma così una delle prove offshore più affascinanti del Mediterraneo: una regata che non premia soltanto chi naviga più veloce, ma chi sa interpretare il mare, adattarsi a condizioni sempre diverse e lottare fino all'ultimo bordo.
In Abanca ORC 0, Vudu arrivava all'ultima prova con un margine di nove punti e non ha lasciato spazio alle sorprese. Il TP52 di Mauro Gestri ha chiuso secondo l'ultima regata, risultato sufficiente per mettere definitivamente le mani sulla Copa del Rey
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