Da domani, gli Ufo 22 affronteranno, nelle acque di Riva del Garda, l’appuntamento più importante della stagione. La tappa di tre giorni assegnerà infatti il titolo nazionale e sarà valida anche come ultimo appuntamento di Terra e Mare Cup 2013. Molti i giochi dunque che andranno a delinearsi in una classe che ogni anno è sempre più affiatata e sempre più di alto livello agonistico. Venticinque gli Ufetti preiscritti a questo campionato che prevede lo svolgimento di nove prove, tre ogni giorno. La regata sarà valida dopo la chiusura della quarta prova che segnerà anche l’entrata del primo scarto. Il secondo invece sarà consentito all’ottava manche. E domenica il titolo verrà così assegnato. Molti i pretendenti: in acqua scenderà infatti Ciuffetto, campione nazionale in carica che, nelle acque di Trieste, la passata stagione, aveva doppiato il successo del 2010. A combattere per il trofeo più importante anche Incubo armata da Terra e Mare che schiererà al timone, per l’occasione, Checco Barbi. Roberto Benedetti e Simone Dondelli a completare il team. I ragazzi di Terra e Mare ci riproveranno dopo la vittoria nel 2011 e, in quanto detentori della “bandiera gialla”, proveranno a portarsi a casa i due trofei. Il progettista dell’Ufetto, Umberto Felici, sarà in gara su Ariel di Giovanni Faccin con Paolo Zenoglio a chiudere il tris mentre torna in acqua, dopo una sospensione, anche Freedom di Cristina Dovara che testerà un equipaggio al maschile. Blue Moon Econova del presidente di Classe Giorgio Zorzi proverà a schiacciare sull’acceleratore dopo aver attaccato la bandiera gialla sullo strallo in un’occasione di questo 2013 combattutissimo mentre i ragazzi di Mojito di Luigi Passeri, dopo aver vinto la tappa di Sarnico, dovranno dimostrare di essere una nuova realtà. Era ora di Pasquale Errico mette alla tattica Pablo Soldano e la Dama Bianca, sempre di Terra e Mare, continuerà a schierare Paolo Porro al timone, al suo primo nazionale Ufo 22, insieme a Sara Poci.
Alle ore 13 di domani il primo segnale di avviso darà il via alla tre giorni gardesana dalla quale uscirà il campione nazionale Ufo 22 2013.
In occasione della 25ª edizione dell’Argentario Sailing Week – Miramis Trophy, in programma dal 24 al 28 giugno, Miramis rinnova la partnership con lo Yacht Club Santo Stefano assumendo per la prima volta il ruolo di title sponsor della manifestazione
Francesca ha dipinto un quadro della vita a bordo con vento forte e mare grosso, mentre era all'inseguimento dello skipper italiano Ambrogio Beccaria su Allagrande MAPEI, che si trovava a poche miglia davanti a lei in quarta posizione
La vittoria assoluta nella categoria X2, al calcolo dei tempi compensati ORC, è andata a Tokio, J99 di Massimo Minozzi e Pietro Scarpa. Nella categoria ORC XTutti la vittoria assoluta è di Oxygen, X-35 del trevigiano Andrea Gozo
Alla rilevazione del 10 giugno, la skipper italo-americana navigava a circa 125 miglia dal leader Sam Goodchild (MACIF Santé Prévoyance), ma soprattutto a sole 15 miglia dalla terza posizione occupata dalla francese Violette Dorange
L'appuntamento, organizzato dalla LNI– La Spezia su delega della FIV, porterà gli equipaggi a sfidarsi nelle acque del Golfo della Spezia fino a domenica 7 giugno, con un programma che prevede fino a otto prove complessive
Progettato per rimanere sotto la soglia dei 24 metri di lunghezza, lo Swan 80 nasce con l'obiettivo di offrire le prestazioni e il prestigio di un maxi yacht mantenendo una maggiore semplicità gestionale e operativa
Seconda posizione per lo Yacht Club Costa Smeralda, terzo il RORC Gold. Ino Veritas di James Neville vince in classe SC1, Ran di Niklas Zennstroem primo in classe SC2
Nel gennaio 2025 aveva scritto una delle pagine più memorabili della storia del Vendée Globe, completando il giro del mondo in 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi, abbassando di oltre nove giorni il precedente record della competizione
Spettacolo nel Golfo dei Poeti con 16 equipaggi e sette prove disputate
Una rete da pesca costringe AMbrogio ad immergersi. Dopo aver messo l’imbarcazione alla cappa per garantire un minimo di stabilità, lo skipper si è preparato a un’immersione sotto lo scafo per raggiungere la chiglia e liberarla dall’ingombro