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AMBIENTE

Nel Golfo ora c'è "Il Regno di Nettuno"

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Adria Pocek e Tiziana Montalbano

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 10 aprile del decreto istitutivo del “Regno di Nettuno”, questa nuova aerea marina protetta si è ufficialmente andata ad aggiungere alle altre 25 già esistenti in Italia. Un’iniziativa che il legislatore ha preso per tutelare definitivamente la notevole biodiversità delle acque e dei fondali del Golfo di Napoli.
L’associazione ambientalista “Marevivo”, da anni impegnata nella salvaguardia e protezione dell’ambiente marino, ha seguito passo dopo passo il lungo e periglioso processo di riconoscimento di questo parco che comprende le isole di Ischia, Vivara e Procida, festeggiando alla fine con comprensibile entusiasmo l’istituzione.
“Finalmente una bella notizia per la Campania”, ha dichiarato a Italiavela Rosalba Giugni, presidente di Marevivo: “Abbiamo lavorato molto al progetto perché il Golfo di Napoli è una zona altamente antropizzata, dove le spinte negative per l’istituzione di un’area marina sono state molto resistenti. Il risultato oggi raggiunto, visto che da oggi il decreto diviene operativo, s’inserisce nel quadro progettuale generale delle aree protette d’Italia. Spesso noi italiani parliamo male del nostro Paese, mentre invece bisogna riconoscere che c’è voluto e ci vuole un grande coraggio per mettere sotto protezione tanti pezzi di mare, di coste e di isole. Un progetto di per se lungimirante e che sarà spendibile anche all’estero per avviare o incrementare attività legate al turismo di qualità. E’ sull’armonizzazione dell’attività turistica, dell’uomo e della protezione dell’ambiente che si baserà il grande sforzo che istituzioni, società civile e ricercatori dovranno fare”.

D - Ora, quali altre misure e iniziative si dovrebbero adottare per valorizzare quest’area?

R - Negli ultimi anni Marevivo ha impegnato molte risorse per dare vita a una vera e propria “cultura del mare” con progetti mirati all’educazione e formazione dei giovani e dei turisti. Bisogna continuare a informare, soprattutto su tutto ciò che esiste in un area marina protetta, spiegando quale valore inestimabile hanno la flora e la fauna.
Il “Regno di Nettuno”, ad esempio, è particolarmente ricco di “posidonia oceanea”, una vera e propria foresta sommersa che produce una quantità di ossigeno superiore a quello di una foresta tropicale e che rappresenta un habitat ideale per la riproduzione degli animali marini, ma anche una funzionale barriera contro il naturale processo di erosione delle coste.
Questa stessa area, ospita inoltre una numerosa comunità stanziale di delfini della specie “delphinus delphis” già presente in tutto il Mediterraneo, ma oggi in via di estinzione. Per la prima volta – è bene sottolineare questa novità - nel decreto istitutivo del Regno di Nettuno è stato inserito uno specifico articolo per la salvaguardia di questa specie.

D - D’ora in poi chi, nello specifico, dovrà effettuare i controlli affinché quest’area marina possa dirsi veramente protetta?

R - Le responsabilità generali sono dell’Ente Gestore, ovvero dell’organismo che ha in mano le redini dell’area. Per quanto riguarda la sorveglianza questa spetta alla Capitaneria di Porto. Si dovrà agire con molta attenzione e severità, anche per correggere l’eccessiva antropizzazione.

D - Come pensa che si potrà diffondere anche qui la” cultura del mare” e renderla, al contempo, produttiva?

R - La grande scommessa è riuscire ad armonizzare le attività dell’uomo, come il turismo e la pesca, con la protezione dell’intera area marina. L’informazione ai turisti, ad esempio, può essere data già alla partenza attraverso un servizio informativo attivo nei porti di Ischia, Procida e Napoli. Mentre la formazione può praticarsi, a livello scolastico con dei corsi specifici sul Regno di Nettuno, ma anche attraverso la formazione di giovani guide che in seguito avranno la possibilità di diventare operatori integrati del parco.
Un altro obiettivo, infatti, è destagionalizzare l’intera area, presidiandola con attività che si svolgono nel corso dell’intero anno.

D - Lo sport può essere uno strumento di promozione, ma anche un’opportunità professionale?

R - In ambienti naturali come il Regno di Nettuno si possono praticare molti sport meravigliosi, come ad esempio l’immersione, il canottaggio, la canoa. In accordo con associazioni di subacquei e volontari in passato abbiamo promosso delle campagne ambientaliste, per ripulire e monitorare i fondali, ma anche per stimolare i turisti a dedicare parte della vacanza a capire come funziona il mare.
Bellissimi sono anche gli sport su barca, perché permettono di effettuare interessanti escursioni all’interno della grotte o lungo le coste. Ovviamente noi promuoviamo principalmente gli sport che non sono né rumorosi né inquinanti e che anzi rigenerino l’uomo facendolo avvicinare alla natura.

D - Non va dimenticata l’archeologia subacquea, visto che il nostro Paese si affaccia per tre parti sul mare e su queste acque è passata tanta storia

R - Ha ragione. L’archeologia subacquea è un’attività che non abbiamo ancora ben sviluppato, ma che potrebbe rivelarsi un sorprendente patrimonio. La Sicilia, ad esempio, ha gia creato un’apposita sovrintendenza.

D - Tornando al Regno di Nettuno e cercando di essere pratici, come si può evitare che le acque reflue continuino ad essere scaricate in mare?

R - Quello dei depuratori è un argomento molto forte, un’emergenza per tutto il Paese ma, soprattutto, per le zone dove ci sono aree protette. In questi siti diventa ancora più urgente attivarsi affinché non siano scaricate in mare acque non preventivamente depurate.

D - Ciò presuppone una grande intesa, anche operativa e di spesa, con le istituzioni e gli enti locali?

R - Esatto. La difficoltà dell’area marina di Napoli è l’elevato numero di comuni coinvolti all’interno della zona. Avere un obiettivo condiviso, però, permette di lavorare meglio e con più semplicità. Da almeno 24 anni Marevivo parla di questi argomenti e oggi notiamo positivamente che pian piano l’attenzione e la sensibilità all’argomento va cambiando, anzi che le richieste di ambiente sano e di attenzione alla natura aumentano notevolmente.
Ovvio che, per raggiungere l’obiettivo, è necessario fare un lavoro di squadra. Agire tutti insieme in un’unica direzione, istituzioni, società civile e ricercatori.

D - Quale altra “area” Marevivo porterà all’attenzione del nuovo esecutivo perché sia tutelata?

R - Stiamo lavorando sulle nostre splendide Isole Eolie.


10/05/2008 15:04:00 © riproduzione riservata






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