sabato, 21 marzo 2026

ROLEX MIDDLE SEA RACE

Middle Sea Race: ecco gli equipaggi "ristretti"

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Red

Negli anni la Rolex Middle Sea Race ha richiamato tanti personaggi diversi, soprattutto nella categoria degli equipaggi composti di due soli velisti. Quest'anno non fa eccezione e numerosi sono i team "ristretti" iscritti alla regata, tra cui i monoscafi Cambo III (GBR), Cymba (ITA) e Nemesis CredalTrust (MLT) e i multiscafi High Q1 (GER) e Silver Chiller (GER). Navigare per 606 miglia nautiche con un equipaggio completo è una notevole impresa fisica. Coprire la stessa distanza con solo due persone a bordo è una grande sfida psicologica. Invariabilmente, le barche di questa categoria tendono a essere le più piccole della flotta, quindi anche con un equipaggio completo sarebbero quelle che rimangono in mare più a lungo.

Due dei monoscafi sopra menzionati affronteranno per la prima volta il percorso con un equipaggio a due. Mark Schranz e Isaac Borg, i co-skipper maltesi di Nemesis, sono al loro debutto. I regatanti maltesi più "macho" ritengono che finché non disputi questa gara con un equipaggio a due, non hai affrontato per bene la Rolex Middle Sea Race. "Questa è sempre stata la mia ambizione," ha dichiarato Schranz. "Una sfida che vale la pena affrontare. E' un'impresa difficile che desidero vivere." Schranz ha partecipato alla regata tre volte e Borg sei volte, quindi i due hanno parecchia esperienza su cui fare affidamento.

Con i suoi 50 piedi, Nemesis è la barca più lunga con equipaggio a due. "E' più grande rispetto a quanto siamo soliti regatare," ha dichiarato Schranz, "le mie altre Rolex Middle Sea Race sono state a bordo di un 35 piedi. Ma siamo contenti poiché la barca è solida e perfettamente allestita per questa regata. La sicurezza per noi è una priorità." Schranz prevede che la regata sarà molto faticosa, ma ritiene che la preparazione mentale sia più importante rispetto a quella fisica. "Mi trovo molto bene in barca con Isaac, ci conosciamo da 15-20 anni. Non so quanto mi piacerà la solitudine dei turni. Ho avuto la possibilità di chiacchierare con altri maltesi che hanno partecipato alla gara in questo modo, tra cui Darius Godwin, Ben Stuart, John Dougall e Anthony Camilleri. E' stato molto utile."

Schranz ha studiato il meteo attentamente, "lo controllo venti volte il giorno!" dice scherzando. "Per il momento le previsioni sono buone, con andature larghe per l'intero tragitto. Al lasco saremo felici. Se il vento girerà in prua, la navigazione sarà più difficile e se l'aria calerà sarà davvero faticoso." Preparare tutto per la regata è stata un'esperienza molto utile. Schranz ammette di non essere capace di starsene seduto tranquillo ed è felice solo quando è impegnato. In due a dover preparare tutto, Schranz sarà stato in paradiso!

Anche Cambo III è al suo debutto, ma si tratta di un rito di passaggio molto diverso. Gli inglesi Michael Clough e Steven Clough sono cugini. Entrambi ultrasessantenni, hanno un'età cumulativa che fa spavento per un team iscritto nella categoria a equipaggio ridotto. Se poi si considera che Steven Clough ha un tumore ed è diabetico, l'enormità di questa impresa appare insormontabile. Solo fino al momento in cui parli con loro, però. Entrambi i cugini sono molto pacati e dimostrano di avere i piedi saldamente per terra per l'imminente regata. "Ero a conoscenza dei problemi di salute di Steve," spiega Michael, "e quando mi ha detto che voleva portare la sua barca in Mediterraneo, ho pensato che sarebbe stato perfetto per noi due partecipare alla regata. in equipaggio doppio."

"Siamo consapevoli di aver intrapreso una sfida difficile," aggiunge Michael, giudice internazionale del circuito di regata grand-prix. "Abbiamo entrambi più di 60 anni, la barca è piccola e questa è una regata ardua, può essere davvero faticosa." Steven Clough è senza dubbio un bellissimo esempio di pensiero positivo, "non vedo l'ora di partecipare alla regata, anche se con un certo grado di trepidazione," ha dichiarato, "mi sento forte e in salute e sono anche molto ottimista. Il fatto di dovermi concentrare sull'imminente regata mi ha consentito di dimenticarmi dei miei altri problemi. La sfida di questa regata è unica. Prima d'ora ho solo disputato un paio di brevi regate in equipaggio a due. Ma abbiamo navigato parecchio insieme, abbiamo trovato una buona sintonia e Mike ha imparato a conoscere la barca, quindi siamo ben preparati."

Entrambi temono che i maltesi sappiano qualcosa della regata di quest'anno che loro invece non sanno. "Alcune delle persone con cui abbiamo parlato al club dicono che siamo matti," dice scherzando Steven, notando tuttavia d'aver intuito anche un certo senso d'ammirazione. "Sull'isola questa regata è tenuta in grande rispetto, anche dal parrucchiere che mi ha tagliato i capelli. Quando gli ho detto che siamo solo in due a bordo, gli altri clienti hanno iniziato ad applaudire."

I cugini Clough si stanno preparando per una regata lunga. Hanno caricato più provviste dello stretto necessario, tra cui grandi quantità di cioccolato, cosa che pare un po' ingiusta poiché solo Michael lo potrà mangiare. Prevedono di rimanere in mare più a lungo di tutti gli altri concorrenti, ma sono fermamente intenzionati a completare il percorso entro il tempo limite, condizioni permettendo.

Francesco Piva e Isidoro Santececca, co-skipper italiani di Cymba, sono entrambi alla loro quarta regata avendo partecipato insieme nel 2001, 2002 e 2004. Nel 2002 vinsero la categoria degli equipaggi a due a bordo dell'X-452 Durlindana, quindi in questa regata saranno i più esperti. Cymba è più piccolo rispetto al loro precedente yacht. E' lungo solo 32 piedi, è uno dei due Sunfast 3200 in gara, i monoscafi più piccoli della flotta. Con svariate edizioni della Roma per Due, Giraglia Rolex Cup e Giro di Sardegna al loro attivo, oltre all'ambizione di partecipare alla Transquadra 2011/12 (regata transatlantica in doppio), Piva e Santececca saranno difficili da battere.

Nella Rolex Middle Sea Race paga non dare nulla per scontato; per vincere la regata devi prima completare il percorso. Cosa non da poco con solo due persone a bordo. Trovarsi sulla linea di partenza di una regata come questa è già una vittoria di per sé stessa. Tagliare il via con solo due velisti a bordo aggiunge peso a questa impresa e l'accoglienza più calorosa spetta sempre agli equipaggi doppi, del luogo o esteri.


16/10/2009 13:04:00 © riproduzione riservata






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