lunedí, 5 ottobre 2026

MATTEO MICELI

Matteo Miceli: nella vela la sicurezza non è un optional

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Simona Blosi

Uscita in mare ieri per Matteo Miceli ed il suo Este 40 a Civitavecchia insieme ai ragazzi della comunità di recupero "Il Ponte" e con gli "Amici della Darsena Romana". Scirocco a 30 nodi e barca ovviamente esaltata in tutte le andature,  e sbandata quanto nessuno dei ragazzi a bordo aveva mai provato. " Riuscire a convincerli ad uscire dal pozzetto è stata dura - ha detto Matteo - ma alla fine hanno preso coraggio ed hanno capito che la sicurezza a bordo di un'imbarcazione come questo Class 40 fatto per navigare in oceano, è tutt'altra cosa rispetto alle barche da crociera con le quali si è normalmente abituati ad uscire. Però hanno anche sperimentato di persona cosa voglia dire  navigare in sicurezza. Non è un optional che puoi comprare insieme alla barca. Dipende certamente dai materiali, ma in gran parte dal tuo comportamento e da come sei preparato ad affrontare il mare e gli imprevisti. E' stata un'ottima giornata dalla quale siamo usciti soddisfatti sia io che i ragazzi grazie a questo poderoso scirocco."

  E sulla sicurezza è stato anche puntato il dibattito serale del convegno tenutosi sempre a Civitavecchia, nell'ambito della manifestazione "I Miti del Mare", coordinato da Giulio Guazzini ed al quale ha partecipato anche Matteo Miceli. L'accento è stato posto sull'evoluzione dei materiali costruttivi e sulla tecnologia che è fondamentale per garantire la sicurezza.  "Senza tutta la moderna tecnologia che abbiamo la possibilità di installare a bordo - ha detto Miceli - e che diventa ogni anno più affidabile e, soprattutto, meno ingombrante e più economica, un'impresa come quella di attraversare l'Atlantico su un catamarano di soli 6 metri come Biondina Nera non sarebbe stata nemmeno possibile pensarla. Ed anche il giro del mondo che sto preparando per il 2012 è tutto basato sulla tecnologia, questa volta anche futuribile. Farò regate oceaniche come la Route du Rhum e la Route du Café per prepararmi fisicamente e mentalmente all'oceano, ma la gran parte dell'impegno a terra sarà dedicata alla costruzione della nuova barca che dovrà avere un impatto ecologico pari a zero. Non è facile e stanno arrivando i momenti delle scelte per i materiali, i sistemi di rilevamento e i sistemi energetici che dovranno garantire certamente efficienza e impatto zero, ma anche un'assoluta sicurezza". 


24/07/2009 13:17:00 © riproduzione riservata






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