Marina di Scarlino- Al Marina di Scarlino si presta la massima attenzione all’ambiente. Lo Scarlino Yacht Service, il cantiere nautico diretto da Gael Rossi e ubicato presso il porto turistico situato nel cuore della Maremma toscana, possiede infatti un impianto di depurazione per il trattamento dei reflui derivanti dalle operazioni di carenaggio. Tale impianto è destinato alla depurazione prima di poter scaricare l’acqua in fognatura ed è fondamentale per evitare qualsiasi forma di inquinamento nello splendido mare del Golfo di Follonica Tra le operazioni più frequenti che seguono l’alaggio di un’imbarcazione al termine della stagione estiva, vi è infatti il lavaggio della così detta opera viva dell’imbarcazione, ovverosia la carena che è rimasta per mesi a contatto con l’acqua. Tale pulizia comporta la rimozione della speciale vernice antivegetativa, che si applica sulla carena dell’imbarcazione allo scopo di evitare che, durante la sosta in acqua, si formino incrostazioni, alghe e vari tipi di organismi. Lo scarto della pulizia delle carene spesso viene scaricato direttamente in mare o, nella migliore delle ipotesi, in una piccola vasca di raccolta. L’impianto di depurazione è il fiore all’occhiello di un cantiere attento da sempre all’ambiente ed alla sicurezza. Il sistema di depurazione operativo allo Scarlino Yacht Service non è circoscritto a una sola area di raccolta, nella quale concentrare tutte le operazioni di pulizia carena, ma tutti i 12.000 metri quadrati di superficie del piazzale sono collegati al sistema di depurazione, che garantisce la filtratura dei residui prima dello scarico in fogna.In sostanza, in qualsiasi angolo del cantiere ci si trovi a lavorare, si avrà la certezza che l’acqua verrà depurata prima di essere immessa nell’ambiente. L’impianto di depurazione garantisce una qualità dell‘effluente scaricabile a mare o utilizzabile per sub-irrigazione, rispondendo in pieno ai parametri previsti dal D. lgs. 152/99 „Legge delle acque“. Le acque di scarico provenienti dal lavaggio delle carene sono caratterizzate da elevate concentrazioni di metalli disciolti contenuti negli antivegetativi, COD (Chemical Oxygen Demand) e BOD (Biological Oxygen Demand). Il processo di depurazione si basa su un trattamento di tipo chimico-fisico espressamente studiato per il trattamento specifico di queste acque. In sintesi, il refluo viene convogliato in una comparto di soleazione, trasferito poi in una sezione di equalizzazione e additivazione chimica e infine a un comparto di flocculazione. Una sezione di sedimentazione completa il trattamento consentendo la separazione dell‘acqua chiarificata e la precipitazione degli inquinanti sotto forma di fanghi. L‘acqua chiarificata subisce infine un trattamento di rifinitura su un filtro a carbone attivo. Il refluo in uscita, non solo è garantito per lo scarico in mare, ma può essere anche riutilizzato per successive operazioni di lavaggio o per altre utilizzazioni di carattere tecnico. L’efficacia dell’Impianto di depurazione è tanto più evidente dopo l’emergenza maltempo dell’autunno 2012, in cui, contati i danni macroscopici, si andranno a valutare anche i danni ambientali dovuti al refluo di sostanze inquinanti. Scarlino Yacht Service è in netta controtendenza da tali rischi, perché le polveri e i liquidi, in qualsiasi parte del piazzale si trovino, prima di essere “lavati” dalla intense piogge di questi giorni passano comunque dall’impianto per essere isolati.
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