Vela, Laser SB3 - Non è facile riuscire a parlare con Glenn Bourke, non perché sia un tipo scontroso, tutt’altro, ma se già 10 ore di fuso orario non aiutano, il suo nuovo lavoro gli lascia poco tempo libero. Dopo aver vinto 4 titoli mondiali al timone del Laser, aver inseguito il sogno olimpico e la Coppa America, dopo essere stato il CEO della Volvo Ocean Race, oggi è il grande boss del principale Resort australiano a Hamilton Island. Una nuova sfida che lo tiene lontano dalle competizioni. Tranne quando sono le regate ad andare da lui, come nel caso del prossimo Campionato del Mondo Laser SB3 nel dicembre 2012.
Il Campionato del Mondo Zhik Laser SB3 in Inghilterra si è concluso non molto tempo fa, come è andata per voi?
Beh devo ammettere che non c’eravamo preparati troppo, giusto un paio di regate l’anno scorso, sono stato molto impegnato con il lavoro. Però sono molto contento del nostro 4° posto. Andavamo molto bene di bolina, ma non eravamo settati al meglio per la poppa e lì abbiamo perso posizioni importanti che ci hanno impedito di raggiungere il podio.
Era il tuo primo mondiale?
Sì, era il mio primo mondiale di classe, ma avevamo vinto gli Europei sul lago di Garda circa 5 anni fa e anche Cowes Week e il Campionato Nazionale Britannico, in effetti non abbiamo disputato molte regate nel nostro passato… Quando ho lasciato l’Inghilterra 3 anni fa per l’Australia, non c’erano tanti SB3 come ce ne sono ora, così semplicemente ho mollato un po’ la vela per dedicarmi al mio lavoro, dirigere il più grande Resort Australiano – Hamilton Island.
Restiamo ancora sull’SB3, cosa ti piace della barca?
Adoro il Laser SB3, ha tutte le qualità che amo in una barca: va bene dai 5 ai 25 nodi, è performante di bolina e vola di poppa. Essendo ‘one-design’ vince la tattica, e le barche sono molto ravvicinate, cosa che mi piace molto. Un equipaggio di 3 o 4 persone è l’ideale, non troppi per mantenere i costi ridotti e la logistica più semplice, ma abbastanza per regatare ad alti livelli con un buon lavoro di squadra.
Qual è la qualità migliore del Laser SB3?
Certamente l’essere ‘one-design’, ma anche che è semplice e relativamente leggera e non troppo costosa, ed è una buona barca per chi ama le derive, ma non è più così giovane.. Personalmente mi piace lo spinnaker asimmetrico con il bompresso diritto a prua davanti al fiocco. Mi piace anche la chiglia retrattile che rende la barca facilmente carrellabile.
E cosa invece potrebbe essere migliorato?
Sarebbe bello se cominciassero ad apprezzarla anche negli Stati Uniti e in altri Paesi. Sono barche stupende che in America non le hanno ancora scoperte. Ma succederà col tempo, credo.
A Torquay hai dato un occhio a come si sono organizzati e come hanno gestito il mondiale nella Vecchia Inghilterra, per prepararti all’avventura Australiana? Che programmi avete per il Mondiale di Hamilton Island nel dicembre 2012?
Certo, ho osservato come hanno gestito le cose a Torbay e devo dire che hanno fatto un buon lavoro. Specialmente se si considera che c’erano molti volontari a gestirlo. Qui a Hamilton Island abbiamo uno staff professionale che si occupa degli eventi. Che siano matrimoni per celebrità con 200 invitati, conferenze con 800 partecipanti o produzione dell’Australian Ballet che necessitano perfetta coordinazione. Recentemente abbiamo anche ospitato il Campionato del Mondo 505 con 90 equipaggi, e tutto è andato bene. Abbiamo uno staff di oltre 1000 dipendenti, possiamo fare molte cose e farle bene. Quindi mi aspetto che organizzeremo un bello spettacolo per il Campionato del Mondo Laser SB3 2012 e sarà una trasferta da ‘una volta nella vita’ per molti equipaggi. Abbiamo la Grande Barriera Corallina, che va vista almeno una volta, abbiamo spiagge e un clima eccezionale, oltre a ottimo cibo e un grande porto. Ogni anno organizziamo la Audi Hamilton Island Race Week ad agosto, per circa 200 barche, dai Superyacht ai Laser SB3, abbiamo molta esperienza nel settore.
Quante barche vi aspettate alle Whitsundays Islands?
Speriamo ne arrivino almeno un’ottantina, calcolando che circa 50 saranno australiane.
Come organizzerete gli alloggi e servizi per tutti gli equipaggi? Ci saranno dei pacchetti per chi vorrà fermarsi sull’isola dopo le regate?
Abbiamo diverse tipologie di alloggio dagli appartamenti alle stanze in hotel lusso. Sono certo che ognuno troverà la soluzione più adatta. Se vi interessa questa pagina web spiega meglio le diverse opportunità: http://www.hamiltonisland.com.au/sb3-worlds-
2012/
In passato sei stato impegnato nell’organizzazione di molti eventi nel mondo della vela, in cosa sarà diverso il Mondiale Laser SB3? Quali sono i programmi al momento?
Come sapete io sono stato il CEO della Volvo Ocean Race, che era un evento con un enorme budget e più tappe nel mondo. Avevamo la nostra produzione TV e il nostro sito internet, e prima dell’evento bisognava negoziare con le varie località che avrebbero voluto ospitare uno stop-over. E’ stato complicato, e ci ha impegnato tutti e tre gli anni che separano un evento dall’altro. Il Mondiale Laser SB3 è molto più semplice per noi visto che c’è una sola location e le infrastrutture sono già costruite. Abbiamo la marina e un nuovo Yacht Club, abbiamo chi si occupa delle bevande, del cibo e degli hotel.
Quello che ci resta da fare di importante è riuscire a portare qui il maggior numero di equipaggi possibile al minor costo, e Rod Jones sta facendo un ottimo lavoro su questo punto dall’Europa. Abbiamo anche chiesto sostegno al Governo, perché ci aiutasse con i costi di spedizione, e lo ha fatto, con un grande impegno finanziario.
Adesso dobbiamo solo trovare il migliore Comitato di Regata possibile, e contatteremo il gruppo che normalmente gestisce l’Audi Hamilton Island Race Week, loro fanno un sacco di regate, grandi e piccole, in giro per l’Australia.
Avete anche un programma di eventi sociali?
Certo, abbiamo una serie di eventi collaterali, cominceremo con un Welcome Party ai pre- Worlds, qualche festa casual durante la regata e una grande cerimonia di premiazione alla fine dell’evento. Speriamo che la maggior parte degli equipaggi riescano a vedere la Grande Barriera Corallina quando sono qui, perché è uno dei posti più belli del mondo.
Hamilton Island è una delle più belle destinazioni di vacanza nel mondo ma per regatare com’è? Questo mondiale potrebbe essere il primo di tanti eventi internazionali del futuro? Che condizioni troveremo in quel periodo dell’anno?
Come vi ho già detto abbiamo già organizzato tanti eventi negli anni passati e speriamo di diventare ancora più famosi come location per la vela nel futuro. Bob Oatley, il proprietario dell’isola, è un velista ed è l’armatore del maxi di 100 piedi Wild Oats che ha vinto la Sydney Hobart Race 4 volte, siamo certi che gli piacciano le competizioni.
Tornando al mondiale di Torquay, tu sei un velista di grande spessore, dalle derive alla Coppa America, puoi provare a spiegare la presenza di oltre 100 equipaggi in Inghilterra in un momento di crisi come questo?
Penso che sia una classe amata dalla gente, semplice, one-design, non costosa, divertente, veloce, leggera, semplice da trasportare, con regate competitive. Credo che il Laser SB3 sarà la prossima classe di successo e supererà gli Etchells in America e Australia, cosa già è successo in Europa.
In chiusura, mi racconti cosa pensi della flotta italiana. Hai notato delle differenze tra gli Europei di Riva del Garda qualche anno fa e adesso? Pensi sia migliorata? Cosa pensi dei loro risultati in Inghilterra?
Non ci sono dubbi sul fatto che la flotta italiana sia migliorata tantissimo dagli Europei sul Garda. Sembra che diventino più forti in fretta. Ho notato che alcune barche italiane in testa alla flotta ai mondiali di Torbay, portavano la barca in modo diverso rispetto agli inglesi, e a volte erano più veloci rispetto a noi. Nelle classi one-desing succede che le competizioni portano allo sviluppo e la flotta italiana sembra aver introdotto un nuovo modo di regatare nella classe. Penso che in futuro gli inglesi avranno bisogno di tenere d’occhio come gli italiani settano le proprie barche, o rischiano di rimanere indietro. Loro sono stati i dominatori indiscussi degli ultimi anni, ma le cose possono cambiare nel tempo. Io sicuramente vi osserverò con interesse, per non finire ultimo.
La flotta italiana sta sicuramente diventando più numerosa, regatano in un circuito estivo – la Volvo Cup – e a metà Ottobre ci sarà il Campionato Nazionale ad Alghero, sarebbe bello se riuscissi a partecipare.
Ci possiamo sperare?
Ci piacerebbe moltissimo venire in tarda estate e regatare in una bella flotta come la vostra. Vogliamo prepararci a dovere per il Mondiale a Hamilton Island e fare regate è parte del programma. Quindi sì, se ci inviterete faremo di tutto per partecipare
Potranno iscriversi gli Yacht in legno o in metallo antecedenti il 1950 (Yacht d’Epoca) e al 1975 (Yacht Classici), gli Spirit of Tradition, i Classic IOR (varo compreso tra il 1970 e il 1984) e le repliche di yacht in possesso di certificato CIM
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