Quello che un ciclone distrugge la solidarietà riesce quasi sempre a costruire. Questa volta ci hanno pensato la ONG Friendship Bangladesh e lo studio di architettura navale VPLP – Van Peteghem Lauriot Prèvost attraverso l’iniziativa “500 barche e 500 famiglie” che ha lo scopo di ricostruire l’intera flotta di barche che il ciclone Sidr ha distrutto in Bangladesh lo scorso 15 dicembre. Una ricostruzione che assume un’importanza maggiore se si tiene in conto che le imbarcazioni, tipiche del Paese e chiamate “Doris”, vengono utilizzate dalla popolazione non soltanto per gli spostamenti interni (i corsi d’acqua vengono utilizzati come principale sistema di comunicazione) ma, soprattutto, come fonte principale di sostentamento. ”500 barche e 500 famiglie” non s’impegna a promuovere soltanto una solidarietà di breve periodo e consumabile in pochi mesi, bensì si muove nell’interesse di far perpetuare sul territorio l’antichissima tradizione navale di cui ancora molti abitanti del Paese conoscono i più preziosi segreti. Tempio e scuola di queste tradizioni è il cantiere Taratari, costruito vicino la capitale Decca, dove le maestranze hanno già realizzato, su progetto di Marc Van Peteghem, un catamarano-ambulanza e stanno ultimando la costruzione di un battello–ospedale. Una nota importante da segnalare è il progetto di costruzione super-economico che gli architetti francesi hanno messo a punto: solo 1700 euro il costo per la realizzazione di un’ imbarcazione. L’iniziativa è stata presentata a Parigi nel giorno dell’inaugurazione della mostra “Antiche Vele del Bangladesh” allestita al Museo Nazionale della Marina dove fino al 4 maggio verranno presentati i modelli in scala realizzati dai maestri - artigiani bengalesi.
Professionista di primo piano nel mondo della finanza e velista di lunga data, Rinaldi assume la guida dello storico sodalizio dell’Argentario nel segno della continuità familiare e del rilancio internazionale
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