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Dal Meeting alla conquista dell’oceano. La linea compatta di Illumia 788, scafo di classe Mini 6.50, con cui lo skipper forlivese Michele Zambelli correrà dal 19 settembre la Mini Transat, storica regata in solitario dalla Bretagna a Guadalupe, ha fatto da sfondo all’incontro che ha visto letture poetiche alternarsi al racconto della passione per la navigazione oceanica di Zambelli, tra cielo e mare, dove più forte e presente, il pensiero dell’infinito rimanda alla finitezza umana, ma anche alla sua forza e tenacia.
Per il poeta Davide Rondoni, l’idea che ci sia qualcuno che sfida l’oceano affascina tutti, ma fa chiedere “quale viaggio stai facendo tu? Fai un viaggio tranquillo col gps, o stai sfidando qualcosa che non conosci, qualcosa di grande?” Perché, si chiede Rondoni, in maniera assai discussa allora Dante colloca Ulisse all’Inferno? “Non perché osò sfidare le colonne d’Ercole, ma perché ingannò i compagni dicendogli ‘possiamo farcela con una piccioletta barca’”.
Il poeta forlivese ha quindi fatto seguire la lettura dei versi di un grande della poesia mondiale, Charles Baudelaire, definito un poeta “maledetto” dalla società borghese perché voleva l’assoluto, e questo faceva paura. E scriveva: “Uomo libero / sempre affronterai il mare / perché è il tuo specchio / il tuo spirito è là…”.
“Era il mio desiderio, attraversare l’oceano da solo”, ha detto quindi Zambelli. “Molti mi chiedono il perché. Sento il cuore pieno ogni volta che torno da una navigazione, come fu la prima volta che navigai verso la Croazia. La vita dello skipper è paragonabile a quella di un monaco: dormiamo facendo sonnellini di non più di 20 minuti alla volta, per l’esigenza di controllo del timone, mangiamo poco e male, cibi in polvere, tutto il tempo guardati dall’oceano, senza contatti a terra, ed è un continuo domandarsi cosa c’entriamo con queste albe, con questi tramonti…”
Quali i pericoli e gli imprevisti da affrontare?, ha quindi domandato Rondoni. “Possiamo incontrare l’ostacolo di navi, container, bidoni di benzina abbandonati nell’oceano” è stata la risposta di Zambelli. ”Ma se avessi paura di questi rischi non partirei. Comunque sarà una vittoria! La preparazione per poter essere ammesso a questa regata è durata due anni. Una sorta di esame finale per me, che navigo ormai da anni. Ma arrivi a terra che sei una persona migliore e puoi ripartire. Un viaggio serve a sognare un altro viaggio. La cosa importante sul mare come nella vita è che bisogna governare il proprio timone, anche con mare a forza otto”. “L’amore per l’infinito - ha concluso Rondoni - non comporta il rischio di perdere qualcosa di sé”. (M.T.)
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