Dopo il nulla di fatto di domenica a causa delle avverse condizioni meteomarine - vento oltre i 35 nodi d’intensità e onda formata - sono iniziati finalmente a Las Palmas (Gran Canaria) i Campionati Europei dei singoli olimpici Laser Standard (uomini) e Laser Radial (donne), nonché del Laser Radial maschile (disciplina non olimpica).
Anche ieri il vento alle Canarie non è mancato - tra i 14 e i 25 nodi l’intensità, sotto una pioggia incessante e con tanta onda – e ha consentito al Comitato di Regata di far concludere tre prove per tutte le flotte, vale a dire il programma del giorno al completo. Regate molto intense ed emozionanti, che hanno coinvolto un totale di ben 267 atleti provenienti da oltre 40 Nazioni (126 Standard, 99 Radial donne e 42 Radial uomini)
Molto buona la partenza degli azzurri nella classe Laser Standard, con un ispirato Francesco Marrai, già individuato dalla Direzione Tecnica per rappresentare l’Italia ai Giochi di Rio, ottimo sesto grazie ai parziali 11-5-2 ottenuti in questa bella giornata d’esordio che ha visto anche altri tre italiani posizionarsi tra i primi 25 della classifica generale provvisoria – quella che comprende solo gli atleti europei – graduatoria che ha nell’inglese Nick Thompson il leader: Giovanni Coccoluto è 16mo, Alessio Spadoni, vincitore della terza prova della sua flotta, è 18mo e Marco Gallo 21mo (Michele Benamati è 27mo e Zeno Gregorin 90mo).
Partenza positiva anche per una brillante Silvia Zennaro nel Radial femminile, che chiude la giornata con tre piazzamenti in top ten (9-6-6) e si porta subito al nono posto della classifica, a ridosso delle migliori. In testa troviamo l’olandese Bouwmeester e la svedese Olsson, entrambe con tre primi parzialia, mentre Martha Faraguna è 32ma, Joyce Floridia 34ma, Maelle Frascari 58ma e Laura Cosentino 73ma. Per quanto riguarda infine il Radial maschile, Erberto Sibilia è 18mo Matteo Tulli 29mo e Giuseppe Sorrentino 38mo (in testa il polacco Rudawski).
I Campionati Europei Laser Standard e Laser Radial di Las Palmas proseguono oggi con altre tre regate in programma per tutte le classi (segnale di avviso alle ore 12); venerdì 4 marzo la conclusione.
In occasione della 25ª edizione dell’Argentario Sailing Week – Miramis Trophy, in programma dal 24 al 28 giugno, Miramis rinnova la partnership con lo Yacht Club Santo Stefano assumendo per la prima volta il ruolo di title sponsor della manifestazione
Francesca ha dipinto un quadro della vita a bordo con vento forte e mare grosso, mentre era all'inseguimento dello skipper italiano Ambrogio Beccaria su Allagrande MAPEI, che si trovava a poche miglia davanti a lei in quarta posizione
La vittoria assoluta nella categoria X2, al calcolo dei tempi compensati ORC, è andata a Tokio, J99 di Massimo Minozzi e Pietro Scarpa. Nella categoria ORC XTutti la vittoria assoluta è di Oxygen, X-35 del trevigiano Andrea Gozo
Alla rilevazione del 10 giugno, la skipper italo-americana navigava a circa 125 miglia dal leader Sam Goodchild (MACIF Santé Prévoyance), ma soprattutto a sole 15 miglia dalla terza posizione occupata dalla francese Violette Dorange
L'appuntamento, organizzato dalla LNI– La Spezia su delega della FIV, porterà gli equipaggi a sfidarsi nelle acque del Golfo della Spezia fino a domenica 7 giugno, con un programma che prevede fino a otto prove complessive
Progettato per rimanere sotto la soglia dei 24 metri di lunghezza, lo Swan 80 nasce con l'obiettivo di offrire le prestazioni e il prestigio di un maxi yacht mantenendo una maggiore semplicità gestionale e operativa
Nel gennaio 2025 aveva scritto una delle pagine più memorabili della storia del Vendée Globe, completando il giro del mondo in 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi, abbassando di oltre nove giorni il precedente record della competizione
Seconda posizione per lo Yacht Club Costa Smeralda, terzo il RORC Gold. Ino Veritas di James Neville vince in classe SC1, Ran di Niklas Zennstroem primo in classe SC2
Spettacolo nel Golfo dei Poeti con 16 equipaggi e sette prove disputate
Una rete da pesca costringe AMbrogio ad immergersi. Dopo aver messo l’imbarcazione alla cappa per garantire un minimo di stabilità, lo skipper si è preparato a un’immersione sotto lo scafo per raggiungere la chiglia e liberarla dall’ingombro