“L’enorme disco di vela tirava forte il sartiame, già gonfio del vento che soffiava tra i mondi. Fra tre minuti sarebbe incominciata la corsa, eppure ora John Merton si sentiva più rilassato, più in pace che in qualunque altro momento dell’anno precedente. Qualunque cosa fosse accaduta dopo che il Commodoro avesse dato il segnale di partenza….. “.
A leggere queste frasi sembra di ascoltare il racconto della partenza di una regata. E lo è.
E’ l’incipit di “The Wind from the Sun”, romanzo scritto nel 1963 da Arthur C. Clarke, uno dei maggiori scrittori di fantascienza del secolo scorso, noto soprattutto per “2001 Odissea nello spazio”. Le navi sono spinte da vele, ovviamente solari e, come è avvenuto per gran parte delle sue intuizioni, anche questa si è avverata. La vela solare è realtà e, dopo vari importanti test, ora orbita intorno alla terra dispiegata ieri da una piattaforma cinese. E’ dotata di alberi e sartie (se così si possono chiamare) ed è composta da un elemento centrale circondato da una pellicola riflettente, capace di catturare i protoni del vento solare e produrre una spinta contraria. La spinta fornita è continua: dunque, accelerando costantemente, raggiungerebbe velocità impressionanti. E nel 1963 Clarke aveva descritto esattamente in questo romanzo le stesse cose.
Inizia un nuovo decennio, anche nella vela. E sembra già futuro. Certo non ci porterà immediatamente nello spazio, ma sarà senz’altro foriero di grandi innovazioni e di forti emozioni. Rimpiangere il passato non aiuta ad apprezzare il futuro, fatto di foil, nuovi materiali, grandi velocità e tecnologie innovative. Però possiamo solo immagininare l’America’s Cup che non vedremo, quella del 3030, corsa tra la Terra e la Luna come nel romazo di Clarke.
Intanto il 2020 sarà un anno fantastico per la vela italiana; sarà l’anno delle Olimpiadi di Tokio, dal 26 luglio al 5 agosto, e la nostra vela si presenta con molte speranze ben riposte.
Prima, ad aprile, Genova sarà protagonista con l’ultima tappa della Coppa del Mondo, dove si distribuiranno gli ultimi pass olimpici. Sempre ad aprile, l’America’s Cup farà il suo esordio a Cagliari, nella tana di Luna Rossa, per poi passare il testimone alle tappe di Portsmouth e Auckland.
Poi saranno i laghi italiani ad essere protagonisti con il Garda (Malcesine) e il lago di Como, che ospiteranno i 49er e i Nacra 17 per Europei e Mondiali.
E anche senza vele solari, basteranno sole e vento per divertirsi. Buon 2020.
Domani, domenica 28 giugno, la quarta e ultima prova in programma decreterà vincitori e vinti di tutte le classi, in molte delle quali le classifiche sono ancora ‘cortissime’ con il risultato finale che rimarrà incerto fino all’ultimo
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Si arriva per navigare, allenarsi o regatare, ma sempre più spesso si finisce per fermarsi qualche giorno in più. Perché, una volta scesi dalla barca, il territorio offre esperienze capace di trasformare una regata in una vera vacanza