mercoledí, 9 settembre 2026

CENTRI VELICI

Il Centro Velico Caprera compie cinquant’anni

il centro velico caprera compie cinquant 8217 anni
redazione

Un’immensa flotta di uomini e mezzi, composta da oltre cento imbarcazioni, 2000 istruttori volontari e 120.000 allievi contagiati dal virus della passione per il mare e per la vela, che hanno vissuto un’esperienza unica. 
Sono questi i numeri che racchiudono i primi 50 anni del CVC - Centro Velico Caprera. 
Sono queste le solide basi sulle quali la più autorevole associazione italiana nella formazione velica si appresta a gettare i pilastri portanti dei suoi prossimi 50 anni. 
Nel corso dell’incontro tenutosi oggi, mercoledì 22 marzo, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, il Centro Velico Caprera ha condiviso con giornalisti e ospiti l’ambizioso progetto etico che lo vedrà impegnato nei prossimi decenni: la passione per il mare, l’esperienza e i valori fondanti sui quali l’associazione ha costruito la propria notorietà e credibilità diventano patrimonio a disposizione della sostenibilità ambientale e sociale. 
Proiettandosi oltre la consolidata expertise formativa che nei decenni ha dato vita a generazioni di velisti, il CVC - Centro Velico Caprera, consapevole dei delicati equilibri dell’ecosistema dello splendido territorio che lo ospita, si prepara ad assumere un impegno di rilievo nell’ambito della tutela ambientale. Ma soprattutto un commitment forte nei confronti dell’uomo.
Quello di rendere accessibile nel tempo l’esperienza CVC - Centro Velico Caprera anche a chi oggi non vi si può accostare, e di operare affinché la straordinaria forza terapeutica del suo mare e del suo vento diventino patrimonio di una collettività sempre più vasta.
A raccontare delle origini del CVC - Centro Velico Caprera è stato Guido Colnaghi, due volte Campione Italiano di Sci Nordico nella specialità salto, insignito Stella d’Oro al merito sportivo dal CONI e ispiratore e padre della didattica d’insegnamento del CVC, in un brillante botta e risposta con il Presidente del Centro Paolo Martano.
Una storia ricca di aneddoti e ricordati anche dal Vice Presidente del Centro Velico Caprera Paolo Bordogna e scandita dalle immagini e dalle interviste di due istruttori del Centro come Matteo Caccia, autore e conduttore radiotelevisivo, e Sergio Rao, Strategic Board Advisor del Centro, prestatisi come moderatori per l’occasione. Durante il dibattito è emerso che il CVC - Centro Velico Caprera ad oggi è il primo e unico caso a essere oggetto di uno studio sociologico, come ha raccontato il suo autore Gilberto Galeazzi, Sociologo e Dottorando presso l’Università di Edimburgo, nonché istruttore del Centro, e che sta facendo emergere tutto l’universo valoriale che oggi, anche dopo 50 anni, questa realtà rappresenta. E un’ulteriore testimonianza del valore aggregante e educativo di fare vela a Caprera, è stata data da Chiara Marzocchi, istruttrice e membro del Consiglio degli Istruttori. 
Doppiata la boa dei suoi primi 50 anni, il Centro Velico Caprera volge la prua verso il 2067 assumendo una responsabilità etica e sociale nei confronti delle nuove generazioni, dell’uomo e dell’ambiente.
Come quella di rendere accessibile il suo patrimonio ad una collettività sempre più ampia, aprendola ad allievi con ridotte capacità motorie e disabilità. 
Rientra in questa visione il progetto del CVC a supporto di WOW (Wheels on Waves), presentato da Uberto Rasini, Vice Presidente della ONLUS - Lo Spirito di Stella. Una traversata a bordo del primo catamarano al mondo totalmente accessibile ai disabili, che partendo da New York, il prossimo mese di aprile, preleverà dal Segretario ONU Antonio Guterres la Convenzione dei Diritti dei Disabili per consegnarla in Vaticano a Papa Francesco.
In quest’ottica, il CVC intende offrire una diversa opportunità anche a persone affette da particolari patologie, ad esempio di tipo oncologico, che possano trarre benefici concreti dalla straordinaria forza terapeutica dell’esperienza al CVC, dal suo mare e dal suo vento.
Nasce così la nuova collaborazione raccontata da Gabriella Pravettoni, Direttore di Psicologia IEO - Istituto Europeo Oncologico e Professoressa di Psicologia Cognitiva all’Università Degli Studi di Milano, fra il Centro Velico Caprera e l’Istituto Europeo Oncologico, che vedrà, il prossimo mese di giugno, un gruppo di allievi/pazienti oncologici misurarsi in un’esperienza fuori dall’ordinario, assistiti da una equipe di specialisti IEO e con il supporto tecnico di un team di selezionati istruttori del CVC. 
Situato in quella che è stata la terra abitata da Giuseppe Garibaldi, da sempre il CVC - Centro Velico Caprera contribuisce a conservare questo luogo straordinario nella sua originaria naturalità grazie al bassissimo impatto ambientale del suo insediamento ed al suo approccio ecosostenibile. 
Il nuovo commitment lo vedrà impegnato nella tutela del delicato ecosistema dello splendido Parco Nazionale de La Maddalena dove è inserito, realizzando programmi d’informazione e disseminazione, e mettendo a disposizione la propria flotta per programmi di monitoraggio e campionamento delle acque. Da qui la collaborazione con Plastic Busters, progetto dell’Università di Siena sotto l’egida dell’ONU, con l’obiettivo di monitorare e ridurre l’impatto delle micro plastiche nel nostro mare, che è stato presentato con un suo contributo filmato da Cristina Fossi, Professoressa del Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Siena e Direttore di Plastic Busters. 
Fondato nel 1967 per iniziativa della Lega Navale Italiana Sezione di Milano e del Touring Club Italiano, con il patrocinio della Marina Militare che concesse in uso l’insediamento della base militare di Caprera nella straordinaria cornice dell’Arcipelago de La Maddalena, il Centro Velico Caprera è una libera associazione senza fini di lucro, membro dell’Issa (International Sailing Schools Association).
E’ una realtà straordinaria in rotta verso il futuro che si fa carico di importanti responsabilità verso l’uomo e l’ambiente. 
Un punto di partenza per restituire equilibrio alla relazione fra gli uomini e fra uomo e natura. 
Lo fa con entusiasmo, lungo una rotta che vuole portare molto di più della semplice passione per il mare alle nuove generazioni, e lungo la quale accoglierà a bordo nuovi partner, idee e progetti che condividano e supportino gli stessi valori profondi del CVC.
Il patrimonio storico, culturale e umano che il CVC ha costruito negli anni è portato avanti e protetto da una comunità di oltre 120.000 persone che si riconoscono nei valori del CVC, ma anche nella semplice, ed allo stesso tempo straordinaria, esperienza dell’essere equipaggio a terra prima ancora che per mare. 
Perché per un equipaggio preparato e affiatato, non vi è mare che non si possa attraversare, neppure sulla terra ferma.


22/03/2017 19:33:00 © riproduzione riservata






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