Dalla fine del 2008 all’agosto di quest’anno ben 37 navi sono state abbandonate nei porti italiani, e a bordo di queste quasi 700 marittimi sono rimasti reclusi in banchina senza salario, viveri, combustibile per il riscaldamento.
E’ quanto emerge dagli atti del Convegno nazionale dei Comitati per il Welfare della Gente di Mare tenutosi ieri a Roma presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti alla presenza, tra gli altri, del Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, Ammiraglio Ispettore Capo Marco Brusco, e del Presidente della Confederazione Italiana degli Armatori, dott. Paolo d’Amico.
“L’accoglienza dei marittimi a tutto tondo, senza distinzioni di alcun genere, non nobilita solo lo scalo marittimo, ma la comunità locale in senso ampio che vive intorno al porto”, ha dichiarato l’Ammiraglio Brusco, presidente del Comitato nazionale per il Welfare, ricordando l’impegno profuso dai Comitati territoriali con la sinergia di Capitanerie di Porto, Federazione nazionale Stella Maris, operatori portuali, enti locali, sindacati e volontariato.
“A quella incalzante delle navi abbandonate – ha continuato l’Ammiraglio – si è ora purtroppo affiancata l’emergenza (anch’essa con gravi implicazioni umanitarie) dei marittimi prigionieri delle navi sequestrate dai pirati nonché delle loro famiglie, costrette a lunghi periodi di angosciosa attesa e di paura”. Anche su questo versante, egli ha aggiunto, il Comitato per il Welfare indirizzerà il proprio impegno, in attesa della ratifica italiana della Convenzione sul lavoro marittimo, MLC 2006.
Due sono i piani di intervento, secondo il Presidente di Confitarma, dott. d'Amico: “Un welfare avanzato per i marittimi in navigazione ed uno territoriale finalizzato ad alleviare in porto la sofferenza di chi ha perso la serenità a bordo”. Welfare e business, egli ha aggiunto, devono saper convivere, e a questo obiettivo tende l’impegno comune di Confitarma e Capitanerie di Porto.
Don Giacomo Martino, Direttore generale dell’Apostolato del mare della Fondazione Migrantes della CEI, ha tracciato le possibili linee di sviluppo del Comitato per il Welfare della Gente di mare, mirate ad un sempre migliore legame tra porto e città ("la città non sempre vede il suo porto"), con l’imprescindibile coinvolgimento del volontariato. A condizione, egli ha precisato, che tale volontariato non sia – benché generoso – improvvisato, ma caratterizzato da una mirata professionalità marittima.
C’è bisogno di un’azione urgente sul clima, a 360°, per l’abbattimento delle cause –emissioni di gas climalteranti derivanti dall’uso dei combustibili fossili- e per l’adattamento al danno già fatto, ovvero il clima ormai cambiato
Ai neo Campioni Interprovinciali Giorgio Calanna, Massimo Tomenzoli e Alessandro Tuterti anche il 2° Memorial Cino Anelli. Alla Cooperativa Fiordaliso di Castiglione delle Stiviere il IX Trofeo Luigina
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