La capacità dell’America’s Cup di generare contenzioso continua ad essere incredibilmente al di sopra di ogni sogno miliardario di un qualsiasi avvocato del globo terracqueo.
C’è in atto una sceneggiata veneziana sul rispetto degli impegni presi nel 2012 per le due regate sulle acque lagunari che vede oggi un nuovo sviluppo, con una nota diffusa dall’Acea (America’s Cup Event Authority) che puntualizza la situazione del contenzioso con Venezia.
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“ACEA ha fatto molto per risolvere le divergenze con Venezia, anche offrendo l'arbitrato, al fine di mantenere il fantastico spirito che si è creato tra concorrenti, veneziani, tifosi e partner durante la regata del maggio scorso.
Ma la presentazione in tribunale di un documenti contro ACEA da parte di Venezia e mesi di dichiarazioni pubbliche false e contenenti errori rese dal Sindaco Orsoni lasciano ad ACEA poco spazio se non quello di un’accurata proposizione dei fatti.
I procedimenti giudiziari permetteranno ad ACEA di dimostrare che la Città di Venezia, responsabile del comitato organizzatore locale delle regate della America’s Cup World Series a Venezia, deve accettare la piena responsabilità per queste gravi violazioni di contratto:
• Mancata presentazione di importanti informazioni finanziarie e conti completi per la regata 2012 a Venezia
• Mancato pagamento ad ACEA della quota concordata di reddito netto generato
• Mancato rispetto dei tempi di pagamento dei premi in denaro ai concorrenti per la regata Trofeo Città di Venezia
• Mancato rispetto dei processi di approvazione contrattuali
• Con particolare riferimento alla partecipazione ai profitti derivanti dalla vendita dei rilevanti diritti locali, Venezia non è riuscita a spiegare le contradditorie dichiarazioni del Sindaco Orsoni di 'generato reddito zero' e 'generato un profitto diretto di 18 milioni di euro'
Sette mesi dopo la regata svoltasi in maggio queste criticità rimangono ancora irrisolte nonostante i migliori sforzi di ACEA.
Le richieste di ACEA sono rimaste senza una risposta; evitate le offerte di negoziare; respinti i tentativi di raggiungere un accordo di conciliazione.
ACEA ha agito in buona fede, offrendo a Venezia numerose proroghe, inviti ad adempiere e (alla fine) anche di mediazione per cercare di raggiungere un risultato soddisfacente.
Questi sforzi si sono conclusi con un fallimento. Con tali gravi problemi riguardanti la regata del 2012, il comitato organizzatore locale ha reso impossibile andare avanti con una regata nel 2013.”
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