Sembra qualcosa di futuristico una BMW a vela, ma lo è solo per quegli appassionati di motori che non seguono un po' anche lo sport della vela, al di là della facciata della Coppa America. I carri a vela sono una realtà diffusissima in Francia (esiste anche una Federazione), specie sulla costa atlantica che, per larghezza delle spiagge e compattezza dell'arenile, ben si presta durante l'inverno alla pratica di questa specialità.
Certo vedere uno di questi carri "carrozzato" BMW fa un certo effetto. E' solo il rendering di un concept, ma le foto degli interni, che non possiamo mostrarvi perché l'impaginazione del sito prevede una sola foto, (li potete cercare sul web) sono al livello delle più prestigiose sportive della casa tedesca.
In Italia gli appassionati dei carri a vela sono quasi tutti concentrati sulla riviera romagnola dove, quando scompaiono le orde dei turisti estivi, sussistono le condizioni ideali per praticare questo sport. Altro grande terreno su cui si misurano questi carri è il deserto, dove si corre, attraverso il deserto della Mauritania, una gara estrema, la Transat del Sables, alla quale aveva partecipato nel 99 anche il grande velista oceanico Simone Bianchetti.
Ora questo studio presentato da Stefan Radev, viene descritto come un'auto a vela sviluppata nell'ambito di un progetto della casa di Stoccarda denominato "Efficient Dynamics". "C'è l'esclusività dello yacht insieme a quella di un'auto di lusso" ha affermato Radev. La vela, rigida, si regolerebbe in automatico, ma con la possibilità di essere anche gestita manualmente. Il programma della Bmw è rivolto allo sviluppo di ibridi ad alta efficienza e quindi un motore da qualche parte dovrà pure esserci, altrimenti sarà dura spiegare alla stradale che stiamo andando contromano in autostrada perché siamo di bolina.
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