Vela, Route du Rhum - "Oggi è stata una giornata fantastica, di nuvolette dipinte su sfondo cobalto, brezza gentile, mare disteso e sereno, un netto cambiamento rispetto alle orribili condizioni di ieri, in 25 nodi di bolina con onde da fracassarsi la testa, un continuo infernale. Ma nulla è per sempre. Da qua alla fine dovremmo avere venti portanti, e sicuramente niente più condizioni estreme, è quindi un' ultima tirata di poco più di 900 miglia verso un paradiso tropicale. Questa Route du Rhum, coi suoi alti e i suoi bassi è una continua avventura, in luogo fisico ma anche mentale che ho avuto l'opportunità di venire a scoprire, quasi un po' di malinconia a pensare che tra un po' sarà finita, mi trovo a mio agio qui fra le onde, con certo le sue gatte da pelare, ma che non hanno il muso di una dichiarazione dei redditi o una bolletta da pagare. Ogni problema qui va affrontato in ottica pratica, non esiste politica in uno spinnaker, anche quando un braccio tira più dell'altro, non c'è malizia in una raffica di vento ignara della tua presenza, e come alla OSTAR è solo dopo qualche settimana che finalmente respiro l'aria del mattino a pieni polmoni senza affannarmi nella metro di Londra, dove seguiamo un ritmo non sempre dettato dalle nostre scelte... è vero anche in barca si dorme solo quando si può ma è da questa mancanza di schemi, dall'imprevedibilità naturale che la mente si libera e inizia a vedere prima fino all'orizzonte poi si ha l'impressione anche un po' più in là. Credo sia simile alla mente di un poeta, si ha la libertà di stare in pozzetto e fare grandi pensieri astratti, senza un fine o un perché, ma solo perché finalmente si è liberato lo spazio, un privilegio regalo di questa avventura, la possibilità, anche se limitata nel tempo di sentirsi se stessi senza limiti, senza estetica o maniera, solo una tela blu da dipingere coi propri pensieri. In una giornata in cui non ho dovuto lottare contro la furia degli elementi, in cui tutto sembra il riassunto di questo sogno perfetto, mi godo ora un tramonto caravaggesco".
In occasione della 25ª edizione dell’Argentario Sailing Week – Miramis Trophy, in programma dal 24 al 28 giugno, Miramis rinnova la partnership con lo Yacht Club Santo Stefano assumendo per la prima volta il ruolo di title sponsor della manifestazione
Francesca ha dipinto un quadro della vita a bordo con vento forte e mare grosso, mentre era all'inseguimento dello skipper italiano Ambrogio Beccaria su Allagrande MAPEI, che si trovava a poche miglia davanti a lei in quarta posizione
La vittoria assoluta nella categoria X2, al calcolo dei tempi compensati ORC, è andata a Tokio, J99 di Massimo Minozzi e Pietro Scarpa. Nella categoria ORC XTutti la vittoria assoluta è di Oxygen, X-35 del trevigiano Andrea Gozo
Alla rilevazione del 10 giugno, la skipper italo-americana navigava a circa 125 miglia dal leader Sam Goodchild (MACIF Santé Prévoyance), ma soprattutto a sole 15 miglia dalla terza posizione occupata dalla francese Violette Dorange
L'appuntamento, organizzato dalla LNI– La Spezia su delega della FIV, porterà gli equipaggi a sfidarsi nelle acque del Golfo della Spezia fino a domenica 7 giugno, con un programma che prevede fino a otto prove complessive
Progettato per rimanere sotto la soglia dei 24 metri di lunghezza, lo Swan 80 nasce con l'obiettivo di offrire le prestazioni e il prestigio di un maxi yacht mantenendo una maggiore semplicità gestionale e operativa
Seconda posizione per lo Yacht Club Costa Smeralda, terzo il RORC Gold. Ino Veritas di James Neville vince in classe SC1, Ran di Niklas Zennstroem primo in classe SC2
Nel gennaio 2025 aveva scritto una delle pagine più memorabili della storia del Vendée Globe, completando il giro del mondo in 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi, abbassando di oltre nove giorni il precedente record della competizione
Spettacolo nel Golfo dei Poeti con 16 equipaggi e sette prove disputate
Una rete da pesca costringe AMbrogio ad immergersi. Dopo aver messo l’imbarcazione alla cappa per garantire un minimo di stabilità, lo skipper si è preparato a un’immersione sotto lo scafo per raggiungere la chiglia e liberarla dall’ingombro